Camera

Sugli effetti regolamentari della riforma costituzionale relativa alla riduzione del numero dei parlamentari

Data: 15/10/2020
Soggetto: Giunta per il regolamento

Sugli effetti regolamentari della riforma costituzionale relativa alla riduzione del numero dei parlamentari. 

Sulle modalità di svolgimento dei lavori parlamentari nel periodo dell'emergenza derivante dalla diffusione del Covid-19.

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Tommaso FOTI formula alcune considerazioni riguardo ai temi sottoposti alla Giunta dal Presidente, e segnatamente con riguardo ai tre blocchi di possibili riforme da valutare. Per quanto riguarda il percorso metodologico prospettato per l'istruttoria sulle riforme regolamentari conseguenti alla riduzione del numero dei parlamentari, personalmente, era convinto che la costituzione di un Comitato ristretto fosse, alla luce delle risultanze del resoconto della riunione della Giunta, sostanzialmente una decisione non più reversibile, restando affidata alla scelta dei Gruppi di opposizione la decisione se parteciparvi o meno e pur reputando che un allargamento del confronto a più voci sarebbe senz'altro utile. Ferma restando la sua convinzione che sovente le riforme regolamentari nelle nuove legislature si sono risolte a detrimento delle forze politiche che precedentemente le avevano progettate con l'intendimento di ricavarne un vantaggio, è evidente tuttavia che la definitiva conclusione dell'iter di approvazione della riforma renda ineludibile affrontare il tema degli adeguamenti regolamentari soprattutto con riferimento alla questione della rideterminazione dei quorum, al fine di poter rassegnare alla Camera della prossima legislatura un apparato normativo adeguato alla nuova composizione numerica. Per quanto riguarda invece la questione legata alle modalità di svolgimento dei lavori parlamentari nel periodo dell'emergenza derivante dalla diffusione del Covid- 19, ritiene che la situazione attuale sia lontana dalla situazione di acuta emergenza insorta nella scorsa primavera nella quale i Gruppi parlamentari si sono assunti la responsabilità di garantire il permanere della funzionalità della Camera, sicché quella esperienza non può essere ignorata ai fini dell'elaborazione dei possibili rimedi ad un riacutizzarsi dell'emergenza; del resto anche l'evoluzione della situazione potrebbe di per sé stessa anche escludere l'urgenza di discutere sul voto a distanza. Peraltro, una volta definito lo status dei deputati impossibilitati a prendere parte ai lavori parlamentari ricorrendo all'istituto della missione, riconosce che certamente potrebbe porsi il problema dell'assenza dei deputati nel caso in cui sia prevista una maggioranza speciale, ma tale problema sembra perdere di attualità, essendo stato superato il passaggio di ieri nel quale era richiesto il raggiungimento della maggioranza assoluta dei componenti e nella circostanza odierna essendo chiaramente emerso che il rinvio della votazione non era in alcun modo connesso a questioni di emergenza sanitaria ma a questioni squisitamente politiche. Dichiara quindi la contrarietà del suo Gruppo alla previsione di partecipazioni a distanza alle discussioni parlamentari, sottolineando come questa posizione sia espressa da un Gruppo parlamentare che pure annovera un suo autorevole componente, uno dei Questori, rimasto a lungo lontano dalle Aule parlamentari per via del Covid e pur egli stesso provenendo da una delle zone di massima diffusione del contagio. Ritiene dunque che tale tematica dovrebbe essere tratta fuori dagli argomenti in discussione, anche perché è sua convinzione che essa esuli da un livello meramente regolamentare o di interpretazione del Regolamento, nel quale è competente la Giunta, ma coinvolga questioni di carattere strettamente costituzionale – da trattare nelle sedi appropriate – per le quali fatica a riconoscere invece la competenza della Giunta medesima. Da ultimo ritiene che i temi posti dalle altre proposte di modifica regolamentare potranno essere correttamente inquadrati e valutati solo una volta che si siano definiti gli adeguamenti regolamentari relativi in primis ai quorum discendenti dalla riduzione del numero dei parlamentari, cui – ribadisce – va riconosciuta dunque indiscutibile priorità, potendo questi determinare anche un eventuale superamento

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