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Disposizioni per la celebrazione del secondo centenario della nascita di Giuseppe Verdi

Numero: 2110-cancel

RELAZIONE


Onorevoli Colleghi! - La redazione di una proposta di legge per la celebrazione del secondo centenario della nascita di Giuseppe Verdi e le manifestazioni a essa collegate non può non avere come punto di partenza la valorizzazione della cultura e dei luoghi verdiani, sia per quanto riguarda le finalità di spettacolo, sia per quanto riguarda le finalità di attrazione turistica. Per il raggiungimento di tali finalità occorre non soltanto ricordare che Verdi fu un protagonista indiscusso del panorama culturale del suo tempo, avendo caratterizzato con la sua opera la produzione musicale in Italia e nel mondo, ma anche andare alla ricerca delle «vere» origini del Maestro. A duecento anni dalla sua nascita, la terra dove il Maestro nacque e dove trascorse gran parte della sua vita mantiene, nei suoi confronti, un debito di riconoscenza, in stretta consonanza con la comunità nazionale e internazionale che onora il suo nome. A quattro anni dalla celebrazione del bicentenario della nascita, la presente proposta di legge vuole valorizzare la figura e l'opera di Giuseppe Verdi e attribuire un'adeguata notorietà ai luoghi a lui legati, per metterli a disposizione di tutti coloro che, provenienti dall'Italia e dall'estero, intenderanno visitarli rendendo omaggio alla sua figura. Vero è che Verdi nacque in provincia di Parma (il 10 ottobre 1813, a Roncole di Busseto) da Carlo Verdi, che gestiva un'osteria, e da Luigia Uttini, ma è altrettanto certo che questi ultimi avevano radicate origini piacentine.La famiglia Verdi, infatti, dal XVII secolo aveva gravitato tra Villanova e Sant'Agata, entrambe località del piacentino, mentre da parte materna gli Uttini si muovevano tra Saliceto, una frazione del comune di Cadeo, e Chiavenna Landi, una frazione del comune di Cortemaggiore, in piena terra piacentina. Non è un caso se a Piacenza, in via San Giuliano, sopra il portone della vecchia scuola fondata dal Maestro, è collocato il busto di don Carlo Uttini, nonno materno di Giuseppe Verdi. » invece il nonno paterno Giuseppe Carlo che - pur avendo diverse proprietà nel piacentino e precisamente a Bersano, Villanova e Sant'Agata - si trasferì a Roncole (a pochi chilometri da Busseto) nel 1791, dove decise di gestire, insieme alla famiglia, l'osteria del piccolo borgo e dove il Maestro nacque, come ricordato, nel 1813. Se è vero come è vero che Verdi sarà sempre e comunque ricordato come un grande italiano, è altrettanto vero che in occasione delle celebrazioni del centenario della sua morte (2001) troppo spesso la sua figura è stata associata alla sola provincia di Parma, sia per quanto riguarda gli eventi celebrativi, sia per quanto riguarda l'assegnazione di adeguate risorse economiche. Di un Verdi «piacentino», invece, si può legittimamente parlare - al di là di ogni spirito partigiano e di territorio - perché è la vita del Maestro che, adeguatamente indagata, autorizza a farlo. L'ha fatto, tra gli altri, con grandi competenza e capacità, Mary Jane Phillips-Matz nel suo, «Verdi il grande gentlemen del Piacentino», volume edito nel 1992 dalla banca di Piacenza, l'istituto locale di credito che ha sempre coltivato la «piacentinità» all'interno di un territorio in cui, per snobbismo «da operetta» o, come oggi è denominato, «radical-chic», tale peculiarità è sovente stata ritenuta un peso, anziché un'occasione di crescita.Una rivendicazione, quella del «Verdi piacentino», che oltre dalle motivazioni espresse risulta anche da altri incontrovertibili circostanze. Non appena gli fu possibile, infatti, Verdi attraversò l'Ongina - il torrente che segna il confine tra le province di Piacenza e di Parma - e si stabilì nel piacentino, a Sant'Agata, ove compose la grande parte delle sue opere, e certo i suoi capolavori; a Piacenza aveva i suoi migliori amici, famosissimi il capostazione (Mazzacurati), il calzolaio (Zaffignani) e l'avvocato (Grandi). Di Piacenza Verdi fu consigliere provinciale, così come fu consigliere comunale di Villanova sull'Arda; a Piacenza faceva capo (alloggiava all'hotel S. Marco) per ricevere o spedire merci, oltre che per i suoi viaggi. Verdi, infine, non solo ricoprì la carica di presidente ad honorem del Circolo musicale piacentino, ma nel suo testamento lasciò beni per opere sociali a Villanova sull'Arda, a Fiorenzuola d'Arda e a Cortemaggiore, tutti comuni ubicati nel piacentino. A testimoniare il legame tra Verdi e il territorio di Piacenza non c'è quindi solo la passione per quest'ultimo (concretizzatasi nell'acquisto di diverse proprietà), ma anche la sua incessante attività di benefattore indirizzata in favore del medesimo territorio.E se appena ventunenne il Maestro, proprio nel piacentino, specificatamente in quel comune di Villanova sull'Arda a cui rimase sempre legato durante la sua esistenza, il 19 novembre 1834 ebbe a dirigere un concerto, è alla chiesa collegiata di Cortemaggiore, dedicata a Santa Maria delle grazie, che si recherà molte volte nella sua vita per ammirare il quadro della Vergine dipinto dallo Scaramuzza. Non può il proponente che trovarsi, quindi, completamente d'accordo con quanto ebbe a sostenere, nella presentazione dell'edizione del menzionato volume della Phillips-Matz in occasione del centenario della morte di Giuseppe Verdi, l'avvocato Corrado Sforza Fogliani: «Perché - si sa - "il genio è universale", certamente; ma, d'altra parte è anche giusto dare a Cesare quel che è di Cesare. E, quindi, a Piacenza, quel che è di Piacenza, anche per un semplice fatto: che il carattere "piacentino" e la "piacentinità" di Verdi sono parte non insignificante - riteniamo, e ritengono insigni musicologi - della sua opera e, perciò, della piena comprensione di quest'ultima». Appare chiaro, almeno così è al proponente, che le celebrazioni per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi non dovranno esaurirsi nelle pure necessarie manifestazioni di spettacolo che fatalmente coinvolgeranno un po' tutto il territorio nazionale, ma dovranno segnare un percorso culturale e progettuale di avvicinamento a quella data anche attraverso programmi di restauro e di messa a disposizione per specialisti e per turisti dei monumenti simbolici dei luoghi verdiani (dalla casa natale a Villa Verdi a Sant'Agata, ad esempio, laddove il Maestro decise di trasferirsi nel maggio del 1851, per sfuggire all'atmosfera tesa di Busseto, dove Giuseppina Strepponi - la sua compagna - aveva sofferto di «dispiaceri» per due anni).In tal modo le celebrazioni saranno occasione non solo per fare meglio conoscere alla cultura mondiale il Maestro, la sua opera e i suoi luoghi, ma anche per dotare i territori interessati di adeguate e permanenti strutture.La presente proposta di legge, nell'ambito del necessario coordinamento con il Comitato promotore delle celebrazioni verdiane, nella composizione prevista dall'articolo 1, destina adeguati finanziamenti alle province di Parma e di Piacenza (complessivamente 6 milioni di euro a ciascuna) per la realizzazione di iniziative volte anche a tutelare, recuperare e valorizzare i complessi architettonici, storico-ambientali, bibliografici, editoriali e musicali comunque collegati alla vita e all'opera di Giuseppe Verdi.

PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.
(Comitato promotore delle celebrazioni verdiane).


1. La Repubblica, nell'ambito delle finalità di salvaguardia e di promozione del proprio patrimonio culturale, storico, artistico e musicale, celebra la figura di Giuseppe Verdi nella ricorrenza del secondo centenario della sua nascita e ne valorizza l'opera.

2. Al fine di cui al comma 1 è istituito il Comitato promotore delle celebrazioni verdiane, di seguito denominato «Comitato», presieduto, anche attraverso un suo delegato, dal Presidente del Consiglio dei ministri, e composto dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dal Ministro per i beni e le attività cultural, o da loro delegati, dal presidente della regione Emilia-Romagna, dai presidenti delle province di Parma e di Piacenza, dai sindaci dei comuni di Busseto e di Villanova sull'Arda, nonché da quattro insigni esponenti della cultura e dell'arte musicali italiane ed europee, nominati congiuntamente dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dal Ministro per i beni e le attività culturali.

3. Il Comitato propone le iniziative da finanziare interamente o parzialmente, utilizzando il contributo straordinario di cui all'articolo 2, e ne coordina l'attuazione.

4. Al Comitato possono successivamente aderire, previo accordo dei soggetti di cui al comma 2, altri enti pubblici o soggetti privati, fondazioni o istituti di credito interessati a promuovere la figura e l'opera di Giuseppe Verdi.

5. Il Comitato, che rimane in carica fino alla data del 31 dicembre 2014, redige e approva una relazione conclusiva sulle iniziative svolte e sull'utilizzazione del contributo straordinario di cui all'articolo 2 e ne invia copia al Presidente del Senato della Repubblica e al Presidente della Camera dei deputati, per la successiva trasmissione alle competenti Commissioni parlamentari.

6. Il Comitato può costituire un comitato d'onore che formula gli indirizzi generali per le iniziative celebrative del secondo centenario della nascita di Giuseppe Verdi.

7. Le iniziative celebrative del secondo centenario della nascita di Giuseppe Verdi sono poste sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica.

Art. 2.
(Contributo straordinario).


1. Ai fini delle celebrazioni del secondo centenario della nascita di Giuseppe Verdi è autorizzato un contributo straordinario di 12.000.000 di euro per il triennio 2009-2011, suddiviso in quota pari tra le province di Parma e di Piacenza.

2. Il contributo straordinario di cui al comma 1 è diretto in particolare a concorrere:
a) allo svolgimento di iniziative finalizzate alla divulgazione dell'opera di Giuseppe Verdi;
b) al recupero edilizio e al restauro conservativo dei luoghi verdiani ubicati nelle province di Parma e di Piacenza e all'eventuale acquisizione, da parte delle stesse province, di edifici e di locali da utilizzare per diffondere la memoria di Giuseppe Verdi;
c) al recupero, al restauro e al riordino del materiale storico, artistico, archivistico, museografico e culturale riguardante la figura di Giuseppe Verdi e al recupero, anche edilizio, di sedi idonee per la collocazione di tali materiali e per la loro eventuale esposizione al pubblico, nonché alla prosecuzione delle ricerche sulla storia dell'artista, anche mediante il riordino delle fonti storiche, e alla pubblicazione dei risultati;
d) alla promozione della ricerca scientifica in materia di studi verdiani, anche attraverso la pubblicazione di materiali inediti;
e) alla realizzazione di ogni altra iniziativa ritenuta opportuna per il conseguimento delle finalità della presente legge.

Art. 3.
(Copertura finanziaria).


1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a 4.000.000 di euro per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2009-2011, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2009, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.

2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 4.
(Entrata in vigore).


1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

27/01/2009

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Rassegna Stampa

Tommaso Foti TommasoFoti
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