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Assegni famigliari ai lavoratori extracomunitari


Gent.mo Onorevole Foti,
vorremmo sottoporre alla Sua attenzione una situazione che si pare, a dir poco, assurda.

Abbiamo alle nostre dipendenze, tra tanti altri, un signore extracomunitario che da
noi svolge la mansione di operaio dal luglio 2000.

La busta paga di questo signore, riferita al periodo di settembre 2002, e' stata di 7.151 euro.
Immagini il nostro stupore al momento del pagamento!

Abbiamo analizzato questa busta paga ed e' emerso che gli erano stati liquidati gli assegni
famigliari,con effetto retroattivo dal luglio 2000, per la moglie e i figli.

Sapendo perfettamente che la famiglia del ns dipendente si trova, e si e' sempre trovata, al
paese d'origine ci siamo chiesti quale iter seguisse l'INPS per accettare il pagamento dei
relativi assegni famigliari.

Tramite il ns consulente del lavoro abbiamo cosi' saputo che per un extracomunitario e' suf-
ficiente presentarsi all'INPS e,dopo aver compilato l'apposita domanda, produrre un sem-
plice atto notorio in cui affermi di avere a carico la famiglia che, ripetiamo, si trova al suo
paese d'orgine.

L'accettazione dell'INPS e' legata all'esistenza o meno di una convenzione che leghi il ns
ente al paese straniero in questione.
I paese esteri che non hanno questa convenzione sono pochissimi.

Il risultato e' che praticamente tutte le domande vengono accettate.

Il consulente ci ha inoltre sottolineato come praticamente tutti gli extracomunitari facciano
questa richiesta all'INPS e quanto gli assegni famigliari corrisposti siano di notevole importo
rispetto a quelli versati ad un lavoratore italiano.

La differenza sta nel fatto che in una famiglia media italiana tutti e due i coniugi lavorano e
quindi l'importo degli assegni, pagati a scaglioni sui redditi complessivi, sono esigui, mentre
gli extracomunitari dichiarano tutti (e perche' no?) di non avere nessuna altra fonte di reddito
se non quella del famigliare che si trova in Italia.

Il nostro operaio macedone percepira' 220 euro al mese, consideri che uno stipendio medio nel suo Paese d'origine e' circa la meta' di questa cifra.....

E' pur vero che queste somme non sono a carico della nostra azienda, in quanto noi le anticipiamo
e poi le detraiamo dai contributi sugli stipendi, ma ""indirettamente"" sono soldi anche nostri!

Come e' possibile non avere la certezza delle nostre future pensioni mentre si vedono spendere
""con leggerezza"" i soldi che attualmente versiamo?

Ci scusi se le rubiamo del tempo prezioso, ma proprio questa cosa non ci va giu'...

Cordialmente


Gentilissimi Signori,
Vi ringrazio per l'opportuna segnalazione che sarà quanto prima sottoposta al Ministro del Lavoro.
Non appena quest'ultimo mi farà avere notizie in merito alla questione prospettata, sarà mia cura informarvene.
I migliori saluti

Tommaso Foti


21/10/2002

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Tommaso Foti TommasoFoti
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