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L'on. Foti: «Alle Novate metà detenuti stranieri, scontino la pena in patria»


«Il 56 per cento dei detenuti nel carcere di Le Novate è composto da stranieri, in prevalenza tunisini, marocchini e romeni: non è più pensabile che gli italiani mantengano queste persone in carcere, anche considerato il fatto che, ad esempio, la Romania è un Paese all'interno dell'Unione Europea e con Tunisia e Marocco vi sono ottimi rapporti istituzionali. Scontare la pena nel Paese di origine dovrebbe essere un fatto logico». Commenta così l'onorevole Tommaso Foti, ricandidato in Fratelli d'Italia, la situazione di sovraffollamento del carcere di Piacenza, diventato un caso europeo, dopo che la Corte dei diritti umani di Strasburgo ha condannato l'Italia per «trattamento inumano e degradante» di sette detenuti nel carcere di Busto Arsizio e in quello di Piacenza.
La visita di Foti alla casa circondariale è stata anche occasione per ribadire la realizzazione del nuovo padiglione del carcere, pronto entro l'estate. «Bene che i lavori stiano procedendo, rispettando perfettamente tutti gli standard europei richiesti», prosegue Foti, al termine del sopralluogo di ieri mattina. «Penso che la vera battaglia politica, ora, dovrà essere quella di fare in modo che non vengano trasferiti detenuti da altri carceri, ma si possano trasferire i detenuti attualmente ospitati nella struttura carceraria vecchia nella nuova. La struttura esistente è piuttosto vecchia - precisa - penso che la nuova ala costituirà quindi una realtà significativa per il miglioramento delle condizioni di vita carceraria, non solo per chi deve pagare la sua pena, ma anche per gli operatori della polizia penitenziaria. Infine, vorrei ricordare che sono stati assegnati quest'estate trentun nuovi agenti di polizia penitenziaria: è evidente che se il carcere rimane delle attuali dimensioni vi potrà finalmente essere un equilibrio tra personale e detenuti, ma se si riempirà con altre persone ci si troverà punto e a capo».
E per il rimpatrio dei detenuti stranieri? «Il diritto della reciprocità deve essere affermato - incalza Foti - se un italiano commette un reato in Marocco o Tunisia è giusto che sconti la pena in Italia, ma lo stesso dovrebbe valere anche per gli stranieri che commettono un reato da noi. Questa sarebbe una delle vere riforme - conclude - che potrebbero costituire una delle soluzioni al problema del sovraffollamento delle carceri».
La capienza del carcere piacentino, si ricorda, è di 182 uomini e 13 donne, ma le persone detenute sono 326, di cui più della metà stranieri.

da Libertà

21/02/2013

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