Rassegna Stampa

'Faro' di tutto perche' Roma ascolti di piu' la nostra citta''

Data: 29/10/2018

L'INTERVISTA: PIETRO PISANI /SENATORE DELLA LEGA NORD

FA L'"ESORDIO" OGGI IN CONSIGLIO AL POSTO DI CAVALLI: «QUALCUNO NON MI VOLEVA? SOLO FALSITÀ, GRUPPO UNITO»

«Darò tutto il mio contributo affinché Roma ascolti di più i problemi di Piacenza». Da oggi (inizio seduta ore 16) un altro parlamentare oltre a Tommaso Foti (Fdi) siederà tra i banchi del consiglio comunale: è il senatore leghista Pietro Pisani che entrerà in aula come primo dei non eletti in sostituzione dell'ex capogruppo Stefano Cavalli, quest'ultimo scelto dal sindaco come assessore al commercio, allo sport, alle politiche per la famiglia e ai rapporti con il consiglio comunale. Militante nel Carroccio dal 1994, artigiano in pensione di Gragnano di 65 anni, Pisani si era imposto nel collegio uninominale al Senato nelle elezioni politiche del 4 marzo con 113.773 voti (45,14%). Curriculum ricco al servizio della Lega: segretario provinciale per otto anni e presidente della Lega in Emilia.

Senatore Pisani, che effetto fa questo esordio? 
«Sono emozionato. Intendo affrontare questo nuovo compito con lo spirito di cercare di ottenere di più per i piacentini. Nella mia duplice veste di consigliere e senatore voglio aiutare maggiormente la città portando a Roma le questioni più rilevanti, a partire da quelle legate alla sicurezza». 

In questi giorni di rimpasto si vociferava però che non tutti nel gruppo leghista fossero disposti ad accoglierla a braccia aperte. Ne è consapevole? 
«Sono solo falsità. Penso sia un gruppo che rema tutto nella stessa direzione e per il bene di Piacenza. Perché se qualcuno dovesse pensare di approfittare della posizione per emergere si metta in testa che ha sbagliato partito».

Però per Cavalli il ruolo di capogruppo non è stato facile. Almeno all'inizio anche lui ha fatto i conti con qualche ostilità. 
«Cavalli ha fatto un ottimo lavoro. Ha guidato una squadra nuova impegnata per la prima volta in maggioranza: la Lega non c'era mai stata prima d'ora. Dopo un rodaggio iniziale tutti i componenti del gruppo sono riusciti a integrarsi bene».

L'ex assessore Massimo Polledri, il giorno prima di essere revocato, rilasciò a Libertà un'intervista molto critica sul maxi-piano urbanistico di Terrepadane in cui lasciava intendere che quella fosse la posizione largamente maggioritaria nel gruppo. Aveva ragione? 
«Penso che quello di Terrepadane sia un progetto innovativo e utile per la città. Faremo altre riunioni al riguardo: ma resto convinto che non debba diventare un quartiere che attiri delinquenti e poco di buono (Polledri aveva dichiarato il suo timore che per la quota di residenziale convenzionato prevista potesse tramutarsi in un "ghetto", ndr). E' auspicabile che il piano si realizzi, purché sia condiviso». 

Chi sarà il nuovo capogruppo? 
«Non certamente io. Sono in tanti che possono ricoprire questo ruolo. Penso debba ricoprirlo una persona che possa raccogliere il consenso di tutti. Per oggi avremo un nome». 

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