Rassegna Stampa

'Tempo scaduto'. L'attacco dei Liberali - La Fondazione Teatri e' il primo bersaglio

Data: 09/07/2019

La componente centrista torna a spingere la sindaca a strappare rispetto al passato. E punge la giunta: «Governare non è asfaltare»

Non rinunciano alla battuta al veleno: «Asfaltare, come è ben noto, non è governare» scrivono. Preludio a un monito che ha tutta l'aria dell'ultimatum: «Per la giunta e per l'intera maggioranza il tempo per il cambiamento è scaduto». I Liberali piacentini rompono l'atmosfera di calma apparente seguita alle fibrillazioni per il caso Caruso, l'ex presidente del consiglio comunale arrestato con l'accusa di essere affiliato alla 'ndrangheta. E indirizzano un preciso messaggio all'amministrazione comunale e agli alleati del centrodestra teso a svoltare. Subito. A imprimere quell'accelerazione all'azione di governo di cui tanto s'è parlato nelle riunioni di coalizione dei giorni scorsi. E nel mirino finisce ancora quel «carrozzone mangiasoldi» della Fondazione Teatri. E' questo l'esito dell'ultimo summit dell'associazione Liberali piacentini "Luigi Einaudi". L'obiettivo era esaminare la situazione politica comunale dopo i recenti fatti che hanno portato alle dimissioni del presidente del Consiglio Caruso e all'elezione del baby leghista Davide Garilli. Partita, quest'ultima, dove proprio i voti di Antonio Levoni e Gian Paolo Ultori sono risultati decisivi. Nella nota diffusa ieri, i Liberali piacentini esordiscono esprimendo nuovamente solidarietà a Tommaso Foti e a Fratelli d'Italia e "scagionando" una volta per tutte l'amministrazione comunale da qualsiasi coinvolgimento con l'"affaire" Caruso. Al di là «del chiasso scatenato dall'opposizione per puri motivi di demagogia elettorale - si legge nel comunicato - il Consiglio ribadisce che non solo non si è avuto, ma neppure v'è stato un pericolo che comportamenti malavitosi lambissero, o cercassero di condizionare, l'amministrazione, così come gli atti giudiziari noti dimostrano al di là di ogni legittimo dubbio e di ogni speculazione, che ha nuociuto al buon nome ed all'attività dell'Amministrazione». Ma è nella seconda parte dove i Liberali incalzano la giunta e la sindaca Barbieri: «L'incidente occorso non deve interrompere un processo di cambiamento che deve essere il primo degli obiettivi da raggiungere». Per i Liberali «qualcosa s'è visto» e a titolo di esempio citano «la delibera sui rivi, che mette i cittadini al riparo da richieste di spese manutentive che gravavano invece su di loro, secondo la giunta Dosi». Ma questo «non è sufficiente, in particolare rispetto a carrozzoni mangiasoldi (come la Fondazione Teatri) messi in piedi dalla sinistra e incautamente continuati dall'attuale amministrazione» scrivono. «Per il cambiamento (che è frutto di idee, non di aspettative da ciclopici lavori pubblici: asfaltare, com'è ben noto, non è governare) il tempo per la giunta e per l'intera maggioranza, è scaduto». I Liberali concludono augurandosi «che la giunta si apra a un leale confronto, abbandonando un'inutile contrapposizione che proprio il ruolo giocato dall'Associazione nella vicenda Caruso indica essere fantasiosa, prima ancora che irriconoscente e incapace di comprendere la realtà dei fatti». Chiara l'allusione all'atteggiamento tenuto dal gruppo nell'appoggiare la candidatura del leghista Garilli, non certo la più gradita, per evitare grattacapi a una maggioranza in difficoltà. Non sfugge infatti che il centrodestra sia uscito dall'ultima pagina politica più debole, con numeri in consiglio a rischio. La convergenza su Garilli è costata, ad esempio, il malcontento del leghista Nelio Pavesi (che avrebbe minacciato di andare nel gruppo misto) e il "rimprovero" di Michele Giardino. Ora la fiducia a tempo dei Liberali potrebbe complicare ulteriormente le cose. Che sia l'ultima mano tesa?

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