Rassegna Stampa

A chi serve l'inceneritore?

Data: 23/03/2019

Lettera aperta al quotidiano Libertà del Sig. Paolo Lega, del Comitato Sos ambiente Piacenza capace di futuro.

Ringrazio l'on. Foti per il suo intervento in Consiglio comunale a favore dell'inceneritore di Piacenza, riportato da Libertà del 21 marzo u.s., poiché ci offre l'occasione per ribadire alcuni concetti sui quali ci siamo già pronunciati da anni su queste stesse pagine. C'è poco da fare, messi in discarica o bruciati, i nostri rifiuti urbani o speciali inquinano pesantemente l'ambiente e ci fanno perdere irrimediabilmente ingenti stock di materie prime, disponibili sul nostro pianeta unicamente in quantità limitata; l'unica alternativa che abbiamo, per noi e per i nostri figli (Greta Thunberg insegni!) è la raccolta differenziata al 100% e la riduzione progressiva (fino all'annullamento!) della produzione di rifiuti, fino a raggiungere l'obiettivo "rifiuti zero". Non si scappa. Questo obiettivo non era sconosciuto nemmeno al nostro governo, che nel 2006 con il DL 152 (il Testo unico ambientale) fissava l'obiettivo del 65% di raccolta differenziata da raggiungere entro il 2012; cosa è successo nel frattempo nel comune di Piacenza? Nel 2017 (dopo 5 anni dalla scadenza) la percentuale di raccolta differenziata era appena del 56%, mentre ogni cittadino smaltiva nell'inceneritore ben 317 kg di rifiuto indifferenziato in un anno! Che cosa hanno fatto dunque le amministrazioni di sinistra e di destra che si sono susseguite alla guida della città per costringere il gestore della raccolta rifiuti (Iren) a perseguire gli obiettivi di legge? Troppo poco! Ebbene, chi sono gli "ambientalisti dell'ultima ora"? Non certamente noi che queste politiche le richiediamo a gran voce da almeno vent'anni! Ma è possibile fare a meno dell'inceneritore? Certamente sì, e non solo perché ce lo impone il Piano regionale di Gestione rifiuti (Prgr), approvato ormai già da tre anni (!!!), e la legge regionale sull'economia circolare (Legge regionale numero 16/2015, in vigore da 4 anni!!!): il Prgr ci chiede di raggiungere al 2020 una percentuale media regionale di raccolta differenziata del 73%, di ridurre la produzione di rifiuti del 25% fino ad un valore inferiore ai 150 kg procapite annui di rifiuti indifferenziati da smaltire e di applicare la tariffazione puntuale su tutto il territorio regionale. Ma non è il Prgr a dimostrare che questo è possibile, lo sono le realtà di centinaia di comuni emiliani. Dal rapporto "Comuni ricicloni 2018" (dati del 2017) si può agevolmente scoprire che sono 76 i Comuni sopra il 75% di raccolta differenziata, 85 i Comuni che smaltiscono meno di 150 kg/abitante all'anno, e 60 quelli che applicano la tariffazione puntuale; ma c'è di più, la raccolta differenziata può spingersi ben oltre, a un passo dal 100%: sono infatti già 3 i comuni di Modena che hanno raggiunto il 90% di raccolta differenziata, e anche nella nostra provincia il comune di Podenzano ha già raggiunto l'86%, con soli 97 kg annui/procapite a smaltimento, e per di più riducendo la tariffa dei rifiuti! Non solo, ma anche tra i comuni con più di 25.000 abitanti sono diversi quelli che hanno superato l'80%; tra questi spicca Parma (190.000 abitanti, ben più di Piacenza), 81% di raccolta differenziata, 106 kg/anno/procapite a smaltimento, stesso gestore (Iren): amministrazione comunale miracolosa? Cittadini particolarmente virtuosi? No, molto semplicemente i parmensi hanno imposto al gestore, con determinazione, obiettivi più stringenti, il porta a porta e la tariffazione puntuale generalizzate. Perchè non a Piacenza? E, si badi bene, anche a Parma c'è un inceneritore (sottoutilizzato), che non ha impedito di raggiungere questi risultati lodevoli di raccolta differenziata e di produzione procapite di indifferenziato. Tutto questo per ricordare all'on. Foti e alla Amministrazione comunale che gli obiettivi del Prgr sono realizzabilissimi, anzi sono a portata di mano, anzi potremmo tranquillamente superarli, se solo lo volessimo; che quando raggiungeremo l'80 o il 90% di raccolta differenziata e i 150 o i 100 kg/annui/procapite di rifiuti da smaltire, il numero di camion che porteranno i nostri rifiuti a Parma sarà irrisorio e nemmeno paragonabile a quello dei camion della logistica; che dal 2016 al 2017 in regione abbiamo ridotto i rifiuti indifferenziati da smaltire di circa 100.000 tonnellate, quindi l'equivalente di un inceneritore in meno; che non vogliamo in nessun modo che l'inceneritore prosegua la sua vita come inceneritore di rifiuti speciali industriali provenienti da tutta Italia e dall'estero; e infine che è vero che nel 2020 avremo ancora bisogno di inceneritori, ma non certamente di tutti gli 8 inceneritori della regione, e che quindi è giusto incominciare a chiuderli a partire da quelli più datati, cioè da quelli di Ravenna e di Piacenza, come afferma il Prgr! Insomma, possiamo e dobbiamo fare a meno del nostro inceneritore, perché in fin dei conti a chi serve? A Iren certamente sì, ma a noi piacentini no, no di sicuro! On. Foti, signora sindaca, amministratori piacentini, aiutateci a raggiungere gli obiettivi del Piano regionale e a chiudere definitivamente questo inceneritore!

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