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Rassegna Stampa

Asse Trespidi-Foti contro 'i soliti noti che vogliono decidere dall'esterno'

Data: 12/12/2017

NEL MIRINO IL DIRETTORE DEL DEMANIO ROBERTO REGGI

E' tornato a formarsi in consiglio comunale l'asse di ferro tra Massimo Trespidi (Liberi) e Tommaso Foti (Fdi). Ancora una volta nel mirino è finito in particolare il direttore dell'Agenzia del Demanio Roberto Reggi per il ruolo avuto nella sigla del protocollo d'intesa interistituzionale sulla realizzazione del nuovo ospedale. Trespidi ha parlato di pre-operazione elettorale contraddistinta da «lacune, superficialità e pressapochismo». «Scontiamo il problema che il direttore del Demanio è di Piacenza e qualsiasi operazione deve per forza coinvolgere un'area demaniale o militare. È partita male perché c'è stata da subito questa intenzione, di costruire su queste aree, non ci siamo chiesti se quello attuale va bene o male e cosa farne in futuro, quale sia il modello di ospedale e le risorse della Regione», ha attaccato Trespidi ribadendo il no di "Liberi" alla sede nella Pertite perché «qua i cittadini hanno già deciso con un Referendum che vogliono un parco». Ea ancora: «Sento un "ricatto": facciamolo alla Pertite che è l'unico modo per bonificare l'area senza pagare. La Lusignani è un'area troppo piccola e già è in un'area intasata. Però non vogliamo che a decidere del nuovo ospedale siano i "soliti" piacentini: persone che cambiano incarichi e ruolo ma sono sempre al tavolo delle trattative. Prima di tutto deve decidere questo Consiglio comunale, eletto dal popolo. Gli altri sono tutti "portatori di interesse"». Anche il consiglio comunale si è espresso sulla Pertite, ha sottolineato Foti annotando che «il problema iniziale, giustificazione della proposta di un nuovo ospedale, era di avere una struttura su un unico piano per rispondere dei bisogni della sanità moderna», mentr «ora leggiamo nel documento di ospedali di quattro e sette piani». L'esponente di Fdi ha attaccato il direttore generale dell'Ausl Luca Baldino («Nessuno dica che sta gestendo bene la partita dell'ospedale: chi lo dice è un suo amico o è in malafede») e ammonito dal rischio di «avere un buco nel cuore di Piacenza» con la dismissione del vecchio ospedale («Ricordiamoci che fine ha fatto l'ex clinica Belvedere»). Quindi la sponda a Trespidi: «A Piacenza alcuni vogliono condizionare da fuori il tavolo del progetto». «Dal punto di vista tecnico e di struttura il nuovo ospedale deve essere fatto», è la posizione espressa da Lorella Cappucciati (Lega Nord) che, da dipendente dell'Ausl, ha evidenziato che «ci troviamo ad operare in strutture non idonee, i reparti e le strutture sono lontane tra loro, è difficile trasportare i pazienti, l'attuale ospedale non va bene. Ci vuole una struttura idonea per accogliere i pazienti e con servizi che funzionino ci aspettiamo soprattutto che i servizi funzionino, dobbiamo però trovare una zona adeguata e la Regione in questo non deve metterci fretta». Di «grande bufala e manovra elettorale che non rispetta i cittadini di Piacenza», ha parlato Davide Garilli (Lega). Sulla stessa linea Stefano Cavalli (Lega), per il quale «l'ospedale deve essere valorizzato da tutti i cittadini con un percorso partecipativo per una scelta ponderata e giusta».

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