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Carmine e Cittadella, l'allarme del sindaco 'C'e' qualcuno che vuol fermare Piacenza'

Data: 29/01/2019

Barbieri punta il dito contro i no ai progetti di recupero. Esposto di Italia Nostra e l'appalto dell'ex chiesa finisce nel mirino dell'Anac

«C'è qualcuno che vuole fermare Piacenza?». Quando la domanda del sindaco Patrizia Barbieri ha risuonato ammonitrice, il consiglio comunale ha prestato l'attenzione dei momenti solenni. «In questo periodo me lo sono chiesto», ha continuato sfoderando l'elenco di recenti contestazioni a importanti progetti ereditati dalla precedente amministrazione: dalla riqualificazione della piazze Cittadella e Casali con il parcheggio interrato al restauro del Carmine e al piano di recupero dell'area del consorzio agrario Terrepadane. «Nell'arco di poco tempo vedo sostenere che piazza Cittadella non può andare avanti, è vero che io ho detto che quel progetto non mi piaceva e che andava migliorato, ma non che si dovesse fermarlo. Il Carmine non va bene neanche quello. E su Terrepadane leggo oggi interventi di chi vorrebbe far diventare l'area un campus universitario. Ma Piacenza la facciamo crescere o non la facciamo crescere? E' un discorso di responsabilità nell'interesse del territorio», ha concluso Barbieri con una implicita chiamata in causa anche dell'opposizione, quantomeno il versante di centrosinistra, in una sorta di fronte comune a difesa di progetti partiti con le giunte precedenti e portati avanti da quella di centrodestra, anche se in certi casi rivisti e modificati. Uno scudo, quello alzato ieri dal sindaco, a difesa dai poteri di interdizione scesi in campo nelle ultime settimane. Il sindaco non li ha nominati, ma è noto a tutti che contro il progetto di piazza Cittadella-Casali si sono scagliati in primis Legambiente e Italia Nostra, oltre ai residenti e negozianti della zona; che ancora Italia Nostra ha puntato duramente il dito contro il soppalco realizzato all'interno del Carmine (ma non va dimenticata un'interrogazione dei Liberali piacentini alla giunta); che sempre in direzione di Italia Nostra va il riferimento al campus universitario pensato per il sito di Terrepadane (v. articolo a pag.15) che prevede invece un mix di residenza e grande distribuzione (destinazioni già oggetto di ruvida polemica nella maggioranza di centrodestra per l'impatto sociale della residenza a prezzi calmierati e per quello sui negozi di vicinato di via Colombo e di tutto il centro storico). Contestazioni lanciate a suon di petizioni e comunicati stampa a partire dalla fine del 2018 e che oggi producono i primi effetti concreti. Ne ha dato notizia Tommaso Foti (Fdi) nell'intervento che, precedente a quello del sindaco, ne ha costituito un po' l'assist ideale. «Volete sapere perché il Carmine è fermo?», ha chiesto all'aula in riferimento al cantiere di restauro dall'autunno 2017 in corso nell'ex chiesa tra via Borghetto e piazza Casali: «Perché, a seguito di un esposto, è arrivata una nota dell'Anac (l'Autorità nazionale anti-corruzione, ndr)che dice che è stato appaltato a prezzi spropositati e quindi il Comune deve giustificare l'importo». Quei lavori sono stati aggiudicati nell'estate del 2017 alla cordata formata da Edilstrade, Cella Gaetano e Kairos: 5,2 milioni di euro, 1,2 dei quali stanziati dal Comune e 4 dalla Regione, ma di provenienza europea. Chi ha fatto l'esposto? Foti non l'ha detto, nemmeno risulta che ne faccia menzione la comunicazione arrivata dall'Anac che, da quanto si è appreso, si limita a chiedere conto dell'importo a base d'asta facendo genericamente riferimento a una segnalazione pervenutale sul punto. In Comune non hanno comunque dubbi, la convinzione diffusa è che la firma sulla segnalazione sia quella di Italia Nostra. Ma anche la riqualificazione di piazza Cittadella con lo scavo del parcheggio interrato che veniva dato ormai vicino al definitivo disco verde, «volete sapere perché non si fa?», è tornato retoricamente a domandare Foti: perché dal ministero dei Beni culturali uno dei dipartimenti apicali ha fatto partire una richiesta di spiegazioni all'indirizzo della Soprintendenza regionale che in tutte le fasi di avanzamento ha alzato il disco verde al progetto. E considerato che si tratta di fasi di avanzamento che durano da sette anni - risale al 2012 l'aggiudicazione dell'appalto alla cordata composta da Ccc di Bologna, la piacentina Edilstrade building, la Final di Palermo e la mantovana Apcoa - si giustifica il tono polemico di Foti verso una richiesta di spiegazioni che giunge solo adesso.

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