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Rassegna Stampa

Cisl e Cgil: la giunta non tutela posti di lavoro e qualita' erogata

Data: 11/04/2018

Nel mirino la violazione del protocollo con la clausola sociale: «L'occupazione non è una priorità? Monta la rabbia di tante persone»

Dai sindacati sale alto l'allarme lavoro. All'indirizzo del Comune. Colpevole di infischiarsene della clausola sociale su cui poggia il protocollo sugli appalti siglato con le passate amministrazioni, e di determinare così preoccupanti conseguenze sul destino occupazionale di tante persone e in generale sulla qualità del lavoro nei servizi erogati sul territorio, anche i più delicati dal punto di vista socio-educativo. Sono i segretari provinciali di Cisl, Marina Molinari, e Cgil, Gianluca Zilocchi, a sollevare polemicamente il tema in due comunicati, con domande dirette alla giunta di centrodestra del sindaco Patrizia Barbieri che dallo scorso giungo è al timone di Palazzo Mercanti: «Il lavoro è un valore o no? E' una priorità o no?», chiede Zilocchi «pretendendo risposte chiare» a nome di «tutte le persone che lavorano negli appalti del Comune e che stanno esprimendo in questi giorni tutte le loro preoccupazioni e la loro rabbia che se non sarà ascoltata troverà i momenti e i luoghi per esprimersi». «Dopo dieci mesi di atti messi in campo o annunciati» dall'amministrazione Barbieri, «si comincia a profilare "una identità", uno stile di governo della città, che per diversi aspetti ci lascia molto perplessi», incalza da parte sua Molinari citando gli appalti per la gestione di Spazio 4 e Belleville, il centro giovanile e la struttura educativa interculturale sui quali la giunta in carica ha impresso un cambio di indirizzo con robusto taglio di risorse. Soprattutto non è stata prevista «l'applicazione di clausole sociali a tutela del personale che in questi anni aveva animato l'esperienza dei due centri giovanili», sottolinea la segretaria della Cisl: «Se questa è la premessa, non si può che guardare con grande preoccupazione alle prossime gare di appalto comunali, prima fra tutte, in ordine di tempo, quella dei servizi delle biblioteche comunali, dove tanti operatori e operatrici, molto qualificati, hanno dimostrato di saper produrre esiti di eccellenza». «Se questa scelta politica fosse presa a modello ed esportata in tutti i contesti di lavoro, pubblico e privato, che effetti ci sarebbero sul tessuto occupazionale della nostra provincia? Pensiamo alla logistica, o all'imminente gara per i servizi di smaltimento rifiuti, oggi gestiti da Iren, senza parlare del trasporto pubblico locale. La gente approverebbe che a fronte di un nuovo vincitore di gara d'appalto sia lecito disfarsi dei lavoratori che avevano fino a quel momento operato in quelle mansioni?», chiede Molinari ricordando che il sindaco in consiglio comunale dichiarò che «i lavoratori devono essere tutelati tutti, sia quelli che sono oggetto di clausola sociale, ma anche gli altri, che hanno diritto a entrare nel mondo del lavoro». Se è condivisibile che «anche chi è alla ricerca del lavoro va sostenuto con azioni di accompagnamento», secondo la sindacalista «si profila uno scenario di competizione senza limiti tra lavoratori che si contendono lo stesso posto di lavoro, magari al massimo ribasso». «La non applicazione delle clausole sociali ha come effetto anche quello di consentire al nuovo gestore di arruolare personale a condizioni economiche più modeste rispetto a quelle che sarebbe stato vincolato a mantenere nel caso di passaggio di personale tra appalti», segnala Molinari a cui fa eco Zilocchi nel fare presente di avere chiesto «nei mesi scorsi un pronunciamento formale da parte dell'amministrazione circa la conferma degli accordi in vigore sugli appalti», ma «ad oggi nessuna risposta» se non la pubblicazione dei due bandi senza clausola sociale. «Il lavoro viene visto come una variabile indipendente, il diritto al mantenimento del proprio posto di lavoro ridotto a una "bizzarra ragione" come sostenuto da un autorevole esponente della maggioranza (Tommaso Foti, ndr) in un recente consiglio comunale», polemizza il segretario Cgil secondo cui la mancata conferma del protocollo «è un atto grave e ostile» che «svela l'impronta politica con cui si affronta la questione». Significa, incalza Zilocchi, «violare la legge regionale sulla legalità negli appalti e il patto per il lavoro dell'Emilia Romagna» nonché «creare precedenti pericolosi su un tema quotidianamente utilizzato dalla organizzazioni criminali per infiltrarsi nelle nostre economie, vedi l'inchiesta Aemilia». Nel citare la recente sentenza del Tar della Campania che ha annullato un bando senza la clausola sociale, il segretario Cgil evidenzia «anche gli altri contenuti del protocollo, i criteri di aggiudicazione degli appalti (no al massimo ribasso), i contratti da applicare per evitare concorrenze al ribasso sui lavoratori».

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