Rassegna Stampa

Contrastato viatico del progetto in Consiglio. No della Lega ai 15mila metri di commerciale

Data: 03/05/2018

Conferma degli indici edificatori originari nel piano di riqualificazione dell'area del consorzio agrario. Che fra le pratiche urbanistiche che l'amministrazione Barbieri ha ereditato dalla giunta Dosi non è stata, in effetti, quella che nello scorso mandato ha incontrato l'opposizione più dura. E tuttavia di opposizione si è trattato. Nonostante il generale riconoscimento che è un bene recuperare una porzione di città a ridosso del centro lasciata da anni al degrado, in consiglio comunale le linee guida per l'accordo di programma con il consorzio Terrepadane furono approvate solo dalla maggioranza di centrosinistra. Era il 9 maggio 2016 e, oltre al M5s che avanzò critiche di legittimità alla pratica, a votare contro fu anche una parte del centrodestra. Come la Lega, per la «contrarietà, in generale, ad aumenti di superficie commerciale», si mise di traverso Massimo Polledri. O Forza Italia, che con Filiberto Putzu ammoniva da scelte urbanistiche che «non devono privilegiare nessuno» e criticava le «risposte non sufficienti» della giunta. Dubbi pure da Fdi che però si astenne: Foti parlò di «cambiale in bianco», di «atto di fede» su linee guida dove «il privato propone tante belle idee, ma poche certezze, qui serve una regia del Comune». Una volta conquistato il Comune, uno dei nodi per il centrodestra si è rivelato l'insediamento commerciale previsto nell'area (su via Pennazzi): 5mila metri quadrati di supermercato e 10mila di extra-alimentare. In totale 15mila metri paragonabili a colossi come Auchan, Galassia, Ipercoop. Non per niente il sindaco Barbieri esortava in campagna elettorale a «stare attenti a cosa si mette nel contenitore dopo che abbiamo sentito tanto parlare di moratoria commerciale». E si associava qualche mese più tardi l'assessore all'urbanistica Erika Opizzi avvertendo dal rischio di «speculazioni» stile Borgo Faxhall, con centri commerciali che nascono a tempo di record, lasciando incompiuti gli interventi di interesse pubblico sul resto del comparto.

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TommasoFoti
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