Rassegna Stampa

Dai partiti secco monito alla giunta 'Il decoro della citta' sia prioritario'

Data: 10/09/2020

Franco confronto segreterie-esecutivo, chiesti più sforzi per abbellire Piacenza. E il maxiprogetto smart city (6 milioni) può attendere

Il monito alla giunta è stato secco: «Accantonare progetti dispendiosi e concentrarsi a testa bassa sul rendere la città più decorosa». Privilegiare quegli interventi, anche di immediata attuazione, che possono migliorare le attuali condizioni di Piacenza, dal verde all'asfaltatura delle strade. Le recenti segnalazioni sullo stato di incuria di alcune zone (su di esse ha concentrato la sua attenzione anche il consigliere d'opposizione Roberto Colla, vedi Libertà del 31 agosto), non sono passate inosservate alle segreterie dei partiti di maggioranza, consapevoli che soprattutto dalla cura delle piccole cose passa l'opportunità di ottenere la riconferma alla guida di Palazzo Mercanti nel 2022, quando si tornerà a votare. Nei giorni scorsi in municipio si è tenuto un faccia a faccia tra i segretari della Lega (Luigi Merli), Fratelli d'Italia (Tommaso Foti), Forza Italia (Gabriele Girometta) e Liberali piacentini (Antonino Coppolino) e l'esecutivo con la sindaca Patrizia Barbieri e tutti gli assessori presenti. Scopo dell'incontro, puntellare l'azione amministrativa in vista di un autunno che si preannuncia assai complesso. Il contesto è quello di un'emergenza sanitaria che in primavera ha colpito duramente la nostra provincia e le cui ridacute sotto il profilo economico sono pesanti, benché ancora difficili da quantificare. Con le strette per il Covid, ad esempio, per molte attività commerciali i mesi a venire si annunciano di lacrime e sangue. E dunque il nodo, con i trasferimenti da Stato e Regione che non bastano mai, è quello di spendere al meglio le esigue risorse a disposizione. Ne è scaturito un confronto franco in cui i partiti hanno chiesto a ognuno degli assessori uno sforzo supplettivo per dare risposte concrete, soprattutto su quelle piccole opere di manutenzione dove quotidianamente cade l'occhio del cittadino. Lo stato di alcune aree verdi, ancora lontane da condizioni accettabili, sono finite ancora nel mirino con l'assessore Paolo Mancioppi che avrebbe ammesso come il peccato originale di un bando difettoso stia costringendo l'ente a dover costantemente iniettare quattrini freschi su quel capitolo. Si è parlato poi delle condizioni di alcune strade, della segnaletica orizzontale, addirittura con acceso dibattito sui prezzi al metro per tracciare le righe bianche sull'asfalto. Anche in considerazione di questi ragionamenti sarebbe stato accolto con tiepido entusiasmo (per usare un eufemismo) l'annuncio della vicensindaca Elena Baio di un imminente maxi-progetto da 6 milioni di euro sulle smart city, uno dei suoi cavalli di battaglia. Investire tutti questi soldi in questo momento su un fronte non ritenuto prioritario deve essere parso un azzardo. In buona sostanza: la fiducia nell'amministrazione non è in discussione, a dier il vero più nella sindaca che non nella squadra. A patto, però, che si cambi marcia per davvero. Sfida accettata dalla Barbieri, la quale a sua volta avrebbe annunciato ai partiti l'intenzione di affidare alcune deleghe a dei consiglieri, la traduzione in pratica della figura del consigliere delegato. A Gianpaolo Ultori (Lib. pc) verrebbero conferiti alcuni compiti specifici nel settore Urbanistica. A Francesco Rabboni, capogruppo di Forza Italia, quelle sulla disabilità. Ma proprio quest'ultima indicazione è diventato il terreno di scontro all'interno del partito azzurro (vedi articolo a fianco).

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TommasoFoti
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