Rassegna Stampa

E' stata una delle peggiori pagine nella storia di Piacenza

Data: 17/02/2018

Condanna unanime in consiglio comunale. 
Foti (Fdl) polemico con la Questura 

PIACENZA • «Una ferita aperta», «una delle peggiori pagine nella storia della nostra città», «un triste ritorno al passato». Sono state copiose anche in Consiglio comunale le reazioni ai disordini di sabato scorso a Piacenza durante il corteo antifascista. Da tutte le forze politiche indistintamente sono arrivate forti e chiare parole di condanna verso le derive violente della manifestazione. Ma non sono mancate anche le polemiche politiche legate in particolare alle osservazioni che il Pd ha mosso qualche giorno fa all'amministrazione comunale sul fronte della prevenzione e alla partecipazione di Luigi Rabuffi (Pc in Comune) al corteo. Nel suo intervento quest'ultimo ha condannato «incondizionatamente» le violenze sostenendo di essere stato presente «per partecipare pacificamente come la maggioranza degli aderenti», ma è stato criticato da alcune formazioni del centrodestra. Duro l'intervento di Tommaso Foti (Fdl) che nel difendere l'amministrazione ha denunciato: «Nessuno in Comune sapeva dove e come sarebbe passato il corteo. L'ordinanza del questore al Comune arrivata solo alle 17,23 de1 giorno prima della manifestazione, quando l'ufficio protocollo era chiuso dalle 13. E sapete quale era la prescrizione indicata al sindaco? Quella di far pulire le eventuali scritte sui muri che fossero comparse. Lo si è visto: nessuna vetrina è stata infranta. La verità è che si volevano colpire polizia e carabinieri come sta accadendo in altre città d'Italia». Rivolgendosi a Rabuffi ha osservato: «Vista la piega che aveva preso il corteo uno poteva anche sfilarsi». Per poi chiudere invitando «a fare pulizia di tutto il ciarpame dialettico che si legge un po' ovunque». Con Giorgia Buscarini il Pd ha sgombrato il campo da equivoci: «La condanna del Pd è fermissima ed è stata immediata. Chi combatte l'antifascismo e usa la violenza non è diverso da quelli che dice di contrastare» ha detto, specificando che «non c'era alcun esponente dem alla manifestatone del pomeriggio». Poi è stato un coro unanime di condanne. Quella di Giancarlo Migli (Fdl) ha criticato coloro che hanno minimizzato gli incidenti «addossando la colpa semplicemente a quattro cretini quando è chiara la matrice di sinistra e dei centri sociali». Di Mauro Monti (Liberi): «Una ferita per la nostra città. Oggi il luogo comune è quello che la colpa è sempre degli altri. Dobbiamo Impastare, imparare e modellare, mettere insieme piuttosto che contrapporre"», ha suggerito citando Papa Francesco. Dichiarazioni improntate all'amarezza e alla censura anche da Roberto Colla (Pc Più), Mauro Saccardi, Michele Giardino e Sergio Pecorara (Forza Italia), da Andrea Pugni e Sergio Dagnino (M5s), da Davide Garilli, Nello Pavesi e Loretta Cappucciati (Lega Nord) e da Antonio Levoni (Lib. Pc). Quest'ultimo ha invitato a smetterla con certe divisioni e «a fare squadra, ma senza ipocrisie».

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