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Rassegna Stampa

Forza Italia si spacca sulla candidatura di Albertini

Data: 14/05/2018

Il presidente regionale del partito: «Gravi mancanze di Papamarenghi». Il retroscena: fallita la mediazione di Pietrasanta

Nel Comune di Alta Val Tidone, nato dalla fusione di Pecorara, Nibbiano e Caminata, continua la guerra tutta interna a Forza Italia, che vede da un lato il coordinamento provinciale guidato da Jonathan Papamarenghi a sostegno del candidato Franco Albertini (sostenuto anche da Fratelli d'Italia e Liberali) e, dall'altro, il coordinamento regionale che appoggia il candidato Daniele Cassi. Ieri il coordinatore e presidente regionale del partito di Silvio Berlusconi, onorevole Elio Massimo Palmizio, si è detto «esterrefatto» dalle dichiarazioni di Papamarenghi, che insieme a Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) e Antonino Coppolino (Liberali) ha ufficializzato l'appoggio ad Albertini definendo una "fuga in avanti" l'appoggio di Palmizio a Cassi. «Non vedo né sento Papamarenghi da febbraio», afferma Palmizio, che parla di «gravi mancanze del coordinatore provinciale». Papamarenghi sabato aveva dichiarato: «Fino a quando sarò coordinatore la linea politica la detta la segreteria provinciale», sconfessando quindi l'appoggio dato a Cassi da Palmizio. Una guerra tutta giocata tra Piacenza e Bologna che ora è esplosa con le candidature per le comunali. «Sono stato in Alta Val Tidone qualche settimana fa su invito di un tesserato - afferma Palmizio - ho avvisato la più alta carica locale, il vice coordinatore regionale Fabio Callori, pregandolo di organizzare un incontro. Al pranzo erano presenti tutti i tesserati, tranne Papamarenghi». Palmizio elenca una serie di problemi che gli sarebbero stati evidenziati. «In primis l'assenza totale di Papamarenghi negli ultimi 4 anni - afferma il presidente regionale di Forza Italia - la difficoltà di rapporti con Fratelli d'Italia e con il candidato Albertini, che ponevano veti sui candidati di Forza Italia, e le pressioni della Lega che poneva veti su Albertini». A detta di Palmizio, Gianluca Vinci (segretario del Carroccio emiliano) «lasciava al territorio discrezionalità sulle decisioni. Ho parlato telefonicamente con Foti spiegando che i veti di Albertini erano irricevibili e Foti non mi ha mai parlato di accordi con Papamarenghi o con Callori». Palmizio ricorda di «aver nominato su proposta dei tesserati e di Callori, Monica Pietrasanta (candidata con Cassi ndc) quale delegata cittadina con l'arduo compito di tentare una mediazione, di concerto con Callori, che non è riuscita a far cadere i veti di Albertini sulle persone di Forza Italia. In accordo con il territorio e con Callori ha quindi preso atto che l'unica strada era una lista dei tesserati Forza Italia, Lega Nord e civici. Tutte persone - dice Palmizio - di alto profilo radicate in Alta Val Tidone. Scelta che ho avvallato e che, contrariamente a quanto dice Papamarenghi, viene dal territorio, non da Bologna». E aggiunge: «Indipendentemente dai problemi interni, io so che nella lista civica con candidato Cassi ci sono tesserati di Forza Italia, che le persone candidate e il candidato sindaco sono persone di livello innamorate del loro territorio». Il presidente regionale degli azzurri afferma di aver sentito sabato Callori: «Mi ha comunicato che Papamarenghi lo aveva informato che avrebbe presenziato a Castelvetro ma non in Alta Val Tidone. La mia sorpresa é quindi grande. I problemi con Papamarenghi verranno risolti nelle sedi opportune perché tacere pseudo accordi locali con Callori e con il sottoscritto è grave e ancora di più lo è dichiararli solo a mezzo stampa, senza tenere conto dei tesserati locali e dei dirigenti». 

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