Rassegna Stampa

Fratelli d'Italia rinuncia alla presidenza nel totonomi i leghisti Garilli e Pavesi

Data: 30/06/2019

Vertice sofferto di FdI: «Posizione di generosità istituzionale» 
Si riapre la partita con il Carroccio invitato a indicare un nome 

Sembrava cosa fatta. Quanto meno affare da definirsi tutto in casa Fratelli d'Italia, il partito a cui il resto della coalizione di centrodestra aveva deciso di tendere la mano in segno di solidarietà dopo l'arresto per 'ndrangheta di Giuseppe Caruso. Invece ieri mattina la sorpresa che riapre la partita della successione a poche ore dal consiglio comunale di domani: Fratelli d'Italia che comunica ufficialmente la rinuncia alla presidenza del consiglio. La nota reca la firma del capogruppo Giancarlo Migli. «Fratelli d'Italia ha detto da subito e chiaramente alle forze politiche di centrodestra che rinunciava alla Presidenza del consiglio comunale, non certo per timore delle illazioni e degli accostamenti ignobili che solo per mera speculazione politica vengono diffuse ad arte, ma per lasciare libero il campo ad ogni e qualsiasi soluzione prospettata». Migli prosegue: «Detta posizione, ribadita con estrema chiarezza dall'onorevole Foti nella riunione dei partiti con la sindaca e la giunta, non è mutata - ne potrà mutare - neppure in caso di unanime richiesta di tutti i consiglieri della maggioranza volta a riservare ad un nostro rappresentante la Presidenza. Una posizione di esclusiva generosità istituzionale atteso che il tentativo di coinvolgere Fratelli d'Italia in una dolorosa vicenda, per altro sviluppatasi al di fuori di ogni contesto politico e amministrativo, troverà nelle sedi competenti adeguata risposta. Ciò detto precisiamo ai denigratori professionali che la composizione del nostro gruppo consiliare, per qualità e professionalità delle persone espresse, nulla ha da imparare da aspiranti moralizzatori dei giorni pari e da sciatti strilloni dei giorni dispari». 

FdI, confronto sofferto 
Risulta che tale posizione sia maturata dopo un lungo e sofferto dibattito interno alla forza politica che fa capo a Giorgia Meloni, con il deputato Tommaso Foti a tirare le fila e a tenere i contatti ora dopo ora con le altre forze politiche della coalizione. Dibattito in cui non sono certo mancate le voci di chi, assecondando l'invito degli alleati e della sindaca Patrizia Barbieri, avrebbe voluto esprimere il nuovo presidente nella convinzione di poter calare sul tavolo nomi adeguati alla carica: da Nicola Domenghetti a Filippo Bertolini, fino a Gloria Zanardi, da poco entrata nei ranghi. Avrebbero tuttavia prevalso le posizioni di chi ha optato per un passo indietro.   

Zanardi non sfonda 
Inoltre la possibilità di spendere comunque un nome in parte di rottura con il passato come quello di Zanardi - giovane, donna e gradita alla sindaca - risulta che non abbia passato l'esame della riunione all'associazione dei Liberali piacentini tenutasi venerdì sera fino a notte fonda. Non avrebbe cioè ottenuto quel consenso unanime che si conviene in questi casi proprio per gli ultimi cambi di casacca. Risultato? Tutto da rifare con le forze di centrodestra che hanno subito riattivato negoziati complessi. C'è così chi avrebbe suggerito alla Lega di indicare un nominativo: sarebbero così circolati i nomi del giovane Davide Garilli, ma anche quello del più navigato Nelio Pavesi. In realtà in Forza Italia c'è chi avrebbe avanzato nelle ultime ore l'ipotesi di Michele Giardino, attualmente nel gruppo misto ma fedele agli azzurri. Oggi potrebbe essere la giornata decisiva con tutte le ipotesi ancora aperte.

Tweet al veleno 
Nel frattempo non è passato inosservato uno degli ultimi tweet di Corrado Sforza Fogliani dei Liberali, velenoso con la sindaca. Il quale sulla gestione dell'affaire Caruso scrive: «La politica, sotto la guida della prima cittadina, si è fatta battere dalla prefettura».

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