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Rassegna Stampa

Il Consiglio si confronta sugli scontri e il centrodestra sbotta: 'Basta antifascismo'

Data: 16/02/2018

L'eco degli scontri avvenuti in via Sant'Antonino sabato 10 febbraio – con il ferimento di cinque carabinieri e di un fotografo – ha avuto ovviamente largo spazio in Consiglio comunale. Durante la seduta del 16 febbraio i rappresentanti di Palazzo Mercanti sono intervenuti per discutere di quanto successo e i toni si sono alzati in più di una occasione. «Avrebbe dovuto essere la giornata della commemorazione delle foibe – ha esordito Gian Carlo Migli (capogruppo di Fratelli d'Italia) - invece la manifestazione di ControTendenza si è rivelata un evento, con persone violente dal volto coperto, che ha seminato terrore. Solidarietà ai carabinieri e al giornalista ferito da parte di Fratelli d'Italia. Spero che tutti i gruppi consiliari condannino l'episodio e non sminuiscano la verità dei fatti. Non è stata colpa di "quattro cretini" (è un post su Facebook del consigliere di "Piacenza in Comune" Luigi Rabuffi, nda - come ha detto qualcuno. La matrice di sinistra dei centri sociali è chiara e c'era un consigliere comunale che era presente – sempre Rabuffi, nda - e qualcun altro voleva andarci (Stefano Cugini, nda). Fate una riflessione, questa manifestazione è stata organizzata da un ex consigliere comunale – Carlo Pallavicini, nda – che ha sostenuto per anni amministrazioni di centrosinistra». Va detto che Pallavicini negli ultimi cinque anni della sua esperienza da consigliere era all'opposizione del centrosinistra alla guida della città (era in maggioranza ai tempi di Roberto Reggi sindaco). «Provo grande delusione – ha detto Lorella Cappucciati (Lega Nord) - come donna nel vedere le reazioni agli eventi degli ultimi giorni. Mai una dichiarazione di solidarietà ai familiari di Pamela Mastropietro, se non da parte di qualcuno della destra. Invece tante parole su Luca Traini. E Piacenza non ha beneficiato in termini d'immagine dalla manifestazione dei centri sociali, manifestazione condotta da un ex consigliere comunale. Io propongo comunque l'istituzione della commissione della parità di genere (aperta anche agli uomini), perché vedo ancora tanta discriminazione nei confronti delle donne». «I fatti di sabato – è ha precisato Mauro Monti del gruppo Liberi - sono una ferita, un triste ritorno al passato. Si dà sempre la colpa agli altri, ai rossi, ai fascisti, agli stranieri, ai giornalisti, ai politici. Si prova a vedere chi ha più responsabilità ed è una gara ad essere "contro" qualcuno o qualcosa. Io ho letto il programma di CasaPound e sono rabbrividito e su alcuni temi come la concezione dello Stato assomiglia a quello di "Potere al Popolo". Bisogna piuttosto mettere insieme, rimodellare, invece che fare contrapposizione». «Sono stufa – si è limitata a dire Gloria Zanardi (Forza Italia) - di questa doppia morale. Il corteo della mattina era irrispettoso nei confronti della Giornata del Ricordo per le Foibe. Se fosse successo il 27 di gennaio chissà cosa sarebbe successo. Chiedo una condanna da parte di tutti». «Dal divertente siparietto su Facebook – è intervenuto così Davide Garilli della Lega Nord - tra Stefano Cugini del Pd e l'ex consigliere Carlo Pallavicini si sono così creati due eventi sull'antifascismo, ovvero due manifestazioni su un problema scomparso 80 anni fa. Sabato doveva essere ricordato il dramma delle Foibe. I centri sociali hanno convocato delinquenti per venire a devastare la nostra città, lanciando sassi e sampietrini ovunque. Trovo vergognosa la partecipazione di figure istituzionali come Luigi Rabuffi al corteo del pomeriggio: si sapeva già che sarebbe stato un evento violento. Il gruppo Pd ha poi strumentalizzato il corteo di sabato dando la colpa alla Giunta, invece che condannare i fatti. Tra i delinquenti c'era anche un ex consigliere come Pallavicini a volto coperto che sosteneva il centrosinistra. I centri sociali sono covi di delinquenti. Personalmente ritengo comunque che l'antifascismo sia una casacca indossata da chi non ha più nulla da dire in politica. In poche parole si può definire l'antifascismo con le parole usate da Paolo Villaggio (interpretando Fantozzi, nda) per descrivere la Corazzata Potemkin». (Ovvero: è "una cagata pazzesca"). «Atti gravissimi – è il pensiero di Giorgia Buscarini del Partito Democratico - chi usa la violenza non è diverso dal fascismo. Su questo siamo fermissimi come Pd. Se Cappucciati della Lega ha notizia di un consigliere del Pd nelle prime file del corteo dovrebbe andare in Procura, altrimenti si prende la responsabilità di ciò che dice. La nostra interrogazione alla Giunta è doverosa per capire cosa è successo. Poteva andare molto peggio sabato, volevamo sapere come erano andate le cose. I ministri Orlando e Minniti – ha aggiunto Buscarini - hanno parlato con la famiglia di Pamela, e Cappucciati nel suo intervento non ha riferito di Jessica, la ragazza uccisa da un tramviere milanese». «Da parte di "Piacenza Più" – ha sottolineato Roberto Colla – arriva una condanna ferma e netta, una ferita anche per noi (Colla è finanziere). Non riesco a capire come un ragazzo possa colpire con così tanta violenza un rappresentante dello Stato. Non riesco a trovare risposte». «Condanniamo senza se e senza ma – ha fatto presente Sergio Dagnino del Movimento 5 Stelle - facendo però delle riflessioni. Sono andato a vedere la manifestazione di Casapound come osservatore. La politica deve fare un salto di qualità e superare questa contrapposizione inutile e vecchia per il Paese. Purtroppo ora siamo in campagna elettorale e tutti strumentalizzano i fatti. Non comprendiamo le accuse, condivido il pensiero di Monti. Anche secondo me sabato era la data sbagliata: avremmo dovuto partecipare a entrambe le manifestazioni: foibe e antifascismo. E l'antifascismo – rispondendo a Garilli – è nella nostra Costituzione, non possiamo cancellarlo». «Ecco in azione – è il commento di Mauro Saccardi (Forza Italia) - il più retorico antifascismo ideologico, fatto di odio e disprezzo. Oggi la sinistra moderata ed estrema è tutta riunita in questi ragionamenti. Rabuffi sostiene che c'era qualche "cretino" che ha rovinato l'evento, crediamo che abbia minimizzato troppo quanto successo. C'erano dei delinquenti vigliacchi: vi immaginate se Rabuffi fosse stato eletto sindaco cosa sarebbe diventata Piacenza». Diversi consiglieri hanno osservato la presenza – non certo nelle prime file dove sono avvenuti gli scontri - di Luigi Rabuffi. «Sabato scorso – ha replicato l'esponente di Piacenza in Comune – nella stessa giornata in tutta Italia si respirava aria di libertà e antifascismo, qua a Piacenza però c'è stato un episodio di violenza inqualificabile che ha fatto star male molti di noi. La violenza è sempre da condannare, chi la esercita, perde sempre. Al brigadiere Luca Belvedere, mio collega, va la piena e incondizionata solidarietà di "Piacenza in Comune". Così come a tutti coloro che hanno subito violenza, che non è solo fisica. È anche chi scrive cose irripetibili e spudorate sui sociale senza conoscere le persone. Augurare del male, insultare. La stragrande maggioranza del corteo del pomeriggio era pacifico. Io ero lì insieme ad altri a volto scoperto per ricordare che la Costituzione è antifascista e non può essere interpretata. Strizzare l'occhio a forze politiche fasciste significa seminare odio e intolleranza e riportarci ad anni bui. Nessuno può criminalizzare e gettare fango sugli altri manifestanti. Almeno alla manifestazione del mattino avrebbero dovuto partecipare tutti». «La nostra Costituzione – ha tuonato un infervorato Antonio Levoni (Liberali Piacentini) - un giorno dovrà essere anche anticomunista, non solo antifascista. Quel giorno festeggerò: lo dice un figlio di un partigiano. C'è solo antifascismo, solo antifascismo. Basta antifascismo! Gridiamo anche contro il comunismo. Porca marianassa! "Lasa lè da sgiunfé" – rivolto a Piroli del Pd -, porca marianna! Ve ne sarete accorti all'inizio che in testa al corteo c'era certa gente. Le forze dell'ordine sono dei "poveri ragazzi" – detto in dialetto, nda -. Vorrei che Rabuffi dicesse del fascismo le stesse cose del comunismo. Se CasaPound avesse combinato quello che hanno fatto i centri sociali, avremmo la gente sotto al Comune a protestare ancora adesso. Se abbiamo perso come capitale della cultura è anche per colpa di questa pubblicità negativa». «La cultura di quella manifestazione di sabato pomeriggio – ha osservato Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) - non era democratica né antifascista. Hanno leso anche i diritti politici: Fratelli d'Italia ha dovuto smontare i suoi banchetti in Largo Battisti. Sono due sabati che non si può fare campagna elettorale, e domani arriva Roberto Fiore di Forza Nuova. Il Pd, nello scrivere il suo comunicato di critiche nei confronti del sindaco Barbieri, si è affidato all'ex assessore Luigi Gazzola. Sapete però che il Comune di Piacenza ha saputo solo venerdì sera del percorso del corteo? In quella manifestazione si voleva aggredire polizia e carabinieri e basta, infatti non sono state sfasciate vetrine, così come stanno aggredendo ora a Bologna le forze dell'ordine. Dobbiamo fare pulizia di questo ciarpame dialettico, altrimenti siamo complici. Si era già capito in via San Vincenzo che ci sarebbero stati scontri violenti». «Ha ragione Foti – ha concluso il dibattito Christian Fiazza (Pd) - sono dei delinquenti. C'era anche premeditazione nelle loro azioni. Dovremmo trovare un modo, come Consiglio comunale, per condannare i fatti e dire che i giovani di Piacenza non sono certo questo».

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