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In pole position il terreno dell'Opera Pia Alberoni: 180mila metri alla periferia sud, prezzo di 5 milioni

Data: 27/06/2018

La direzione porta a una sorta di bando per raccogliere sul mercato immobiliare manifestazioni di interesse a diventare sede del nuovo ospedale. Aree private, ma senza escludere eventuali candidature pubbliche. Nel dibattito dell'altro ieri in consiglio comunale si è fatto riferimento, sia da parte del sindaco Patrizia Barbieri, sia di Tommaso Foti (Fdi) sia di Massimo Trespidi (Liberi), alla possibilità che ad aderire al bando siano anche aree pubbliche (Foti, a titolo di esempio, ha parlato di terreno di proprietà dell'Inail). L'opzione privata rimane quella più accreditata. E in pole position le indiscrezioni danno l'area dell'Opera Pia Alberoni, una delle due uscite allo scoperto nei mesi scorsi (l'altra è quella tra strada Valnure e La Verza di proprietà di una società immobiliare). Sta alla periferia meridionale, a ridosso della tangenziale tra la zona della Madonnina e la Farnesiana. Un grande campo di 180mila metri quadrati oggi coltivato, ma non classificato come agricolo dal momento che già il vecchio Prg gli attribuiva un indice di edificabilità dello 0,15% che si è trasferito nei vigenti piani urbanistici comunali: significa 33mila metri di superficie utile per un mix di insediamenti residenziali, commerciali e di terziario. Quanto vale? Una perizia giurata commissionata nel 2014 dal presidente dell'Opera Pia, Giorgio Braghieri, all'architetto ed ex dirigente comunale all'Urbanistica Mario Zumbo ha quantificato in 28 euro al metro quadro. Per i 110- 120mila metri complessivamente necessari per l'ingombro dell'ospedale e servizi annessi significa un costo tra i 3 e i 3,4 milioni di euro, per l'acquisto di tutti i 180mila metri del terreno si superano i 5 milioni di euro. Questo il prezzo del terreno nudo non urbanizzato. Una stima dell'Ausl lo aveva quantificato in quasi 8 milioni di euro, Braghieri ha però chiarito (v. "Libertà" del 14 giugno scorso) che era frutto di una quotazione superata, basata su una perizia giurata del 2002 a firma dell'ingegner Franco Stampais che fissava il valore del fondo in 42 euro al metro quadro.

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