Rassegna Stampa

Irpef, alta tensione in giunta. Forza Italia e' la piu' agitata

Data: 21/12/2018

L'assessore Mancioppi lamenta taglio di 200mila euro. Passoni: «Avete rinunciato alle tasse?»

Mentre Forza Italia prova a mettere una pietra tombale sulle polemiche di questi giorni in maggioranza su chi avesse voluto aumentare o diminuire l'addizionale Irpef e mentre i Liberali piacentini rivendicano di essere stata «la prima forza politica di maggioranza a esprimersi contro l'aumento dell'addizionale Irpef», la riprova che la bufera nel centrodestra non si è placata arriva dalla seduta di giunta di ieri. Le indiscrezioni riferiscono di un brusco scambio di pareri originato da una comunicazione dell'assessore al bilancio Paolo Passoni che informava il collega Paolo Mancioppi (ambiente e mobilità) di un taglio di 200mila euro ai suoi uffici. Con conseguente lamentela dello "sforbiciato". E piccata replica del titolare del bilancio. Del tipo: "Non avete voluto l'aumento dell'addizionale Irpef, di che cosa vi lamentate?". Al che ci sarebbe stata una levata di scudi a sostegno di Mancioppi, con altri assessori a incalzare Passoni sulle sue rassicurazioni circa l'esistenza di sacche improduttive di spesa da eliminare. Sono gli echi delle polemiche dei giorni scorsi tra Forza Italia e Fratelli d'Italia, con il capogruppo azzurro Sergio Pecorara che in consiglio comunale si era scusato con Tommaso Foti (Fdi) per il ruvido botta e risposta tra l'onorevole e l'ex senatore Antonio Agogliati, oggi vicesegretario provinciale forzista. «Forza Italia non deve scusarsi con nessuno», aveva invece chiarito due giorni fa il vertice del partito che ieri, in un nuovo comunicato, ha smentito le interpretazioni che leggevano in quella frase la sconfessione di Pecorara: «La posizione durante il consiglio comunale tenuta dal capogruppo è stata di responsabilità per il positivo operato della maggioranza, e chi opera con senso di responsabilità non va "sconfessato", bensì sostenuto», viene puntualizzato nella nota diffusa ieri, «Le scuse pertanto sono state dettate dal fare chiarezza su equivoci che non hanno motivo di esistere». Ma ad agitare Fi sono i commenti di suoi esponenti sui social network. Filiberto Putzu, fino a due mesi fa assessore al centro storico, scrive su Facebook di «figura di cacca di Forza Italia, imbarazzanti interpreti che privi di umiltà si ritengono abili strateghi». Giudizio che incontra il "mi piace" di Michele Giardino, uscito nei giorni scorsi dal gruppo consiliare azzurro per entrare nel misto, dell'ex vicecoordinatore regionale Fabio Callori, di Wendalina Cesario, consigliera a Castelsangiovanni, e di Anna Borsarelli, vicina all'ex commissario regionale Palmizio. La replica è arrivata dal consigliere comunale Mauro Saccardi che rivendica il no degli azzurri al caroaddizionale Irpef, mentre nella maggioranza «tutti gli altri si dimostravano possibilisti, si è poi giunti a chiedere all'assessore competente alcune simulazioni di verifica» e «all'ultima riunione, presentate le simulazioni, si verificò che non sussisteva la necessità di aumentare. Forza Italia non aveva e non ha nessuna intenzione di alzare le imposte sia nel 2019 che nel 2020 e 2021». Dunque, insiste Saccardi, «se l'Irpef non verrà aumentata il grosso merito è di Forza Italia che è riuscita a "convincere" l'intera maggioranza». Ben lontano dal farsi convincere, Putzu rincara la dose paragonando alla «raffazzonata armata Brancaleone la "nuova" Forza Italia piacentina gestita non si sa bene da chi. Certamente non da amici visti i recenti esiti – è l'amaro commento di Putzu - della mia vicenda personale. Me ne sono stato zitto, ma la quarantena è terminata». I Liberali piacentini, nel comunicato del capogruppo Antonio Levoni, puntano il dito sul fatto «che la maggioranza è assolutamente carente per quanto riguarda la comunicazione esterna ed interna all'ente riuscendo di conseguenza a vanificare in parte i positivi effetti derivanti dal non avere aumentato l'addizionale Irpef. Si è parlato di ipotetici miglioramenti dei servizi ai cittadini che teoricamente si sarebbero potuti realizzare con l'aumento appunto dell'addizionale, ma si è preferito scegliere un uovo oggi (non aumentare le tasse) che una ipotetica gallina domani».

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TommasoFoti
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