Rassegna Stampa

Irpef, centrodestra in affanno. E Forza Italia chiede scusa

Data: 18/12/2018

Resa dei conti in aula sul blocco dell'imposta Foti (Fdi): «Nessuna falsità, quereliamo». Ma Pecorara ritira le accuse: «Malinteso»

Avevano promesso una resa dei conti e così è stato, ieri in consiglio comunale sul blocco dell'Irpef che da giorni agita la maggioranza. Alla fine sono arrivate le scuse di Forza Italia a Fratelli d'Italia. A formalizzarle è stato il capogruppo azzurro Sergio Pecorara appena dopo che il frontman di Fdi, Tommaso Foti, aveva lanciato strali contro chi, in questi ultimi due giorni, aveva accusato lui e il suo partito di «falsità» e di essere quelli che «volevano aumentare» l'addizionale. «Se ci sono stati dei malintesi mi faccio carico io delle scuse per conto del mio partito. Speriamo che la questione si chiuda qui, ma la prossima volta meglio chiarirsi in una riunione di maggioranza», ha detto Pecorara sotto gli occhi del silente assessore e coordinatore provinciale forzista, Jonathan Papamarenghi.

Il convitato di pietra 
Chiara l'intenzione di provare a mettere una pezza alle dichiarazioni di domenica del suo partito, ma soprattutto a quelle più velenose del convitato di pietra, cioé il senatore Antonio Agogliati. Era stato infatti quest'ultimo - da qualche settimana con i gradi di vicesegretario provinciale di FI - a replicare duramente a quella nota in cui Fdi chiariva all'amministrazione di non voler sentir parlare di aumenti Irpef anche per il biennio 2020-2021. «Fratelli d'Italia voleva aumentare l'addizionale Irpef, Foti dice il falso», aveva invece ribattuto Agogliati (v.Libertà di domenica). Se però le scuse di Forza Italia serviranno a placare la rabbia di Fdi non è ancora dato saperlo e forse lo si capirà meglio oggi in commissione dove la delibera bloccaIrpef arriva per la discussione. Perché fino a ieri nel centrodestra, soprattutto in apertura di seduta, la tensione si tagliava col coltello e sono volati gli stracci.

Sindaco pompiere ma... 
Non è servito nemmeno l'intervento iniziale del sindaco Patrizia Barbieri - «Fdi non ha detto falsità e questa degenerazione non doveva esserci» - ad ammansire un Foti furioso: «Non ho bisogno di avvocati difensori», ha sbottato il parlamentare facendo la cronistoria delle riunioni di questi giorni sui temi Irpef e opere pubbliche: «Quello che è stato detto è vile, meschino e ipocrita: è falso che Fdi abbia proposto alla giunta di alzare l'Irpef. Le clausole di salvaguardia non esistono. In alcune riunioni erano in tanti a dire che, se si volevano più entrate correnti bisognava alzare l'imposta. E così molti si erano anche espressi a favore. Saremmo stati anche d'accordo a votare il provvedimento se l'alternativa fosse stata quella del dissesto finanziario dell'ente. In quel caso si veniva in consiglio e ci si metteva la faccia. Ma poiché ci è stato detto dall'assessore Paolo Passoni che i conti nel 2019 tornavano, allora noi abbiamo detto: allora non si applica nemmeno nel 2020 e 2021. E l'assessore Erika Opizzi l'ha detto in giunta». E Foti ha chiuso così: «O quelle dichiarazioni vengono ritirate o quereliamo».

I panni sporchi 
E pensare che Mauro Saccardi (FI) confidava che le precisazioni del sindaco fossero state sufficienti. «Non ha ragione chi urla di più. All'ultima riunione Forza Italia aveva detto: no all'aumento dell'Irpef, sì a tagli intelligenti. Noi non avremmo votato l'aumento nemmeno in futuro». E la Lega? Dopo aver stigmatizzato ancora una volta le fughe di notizie, Davide Garilli ha specificato come fosse assurdo pensare «che la Lega volesse alzare l'Irpef». «A Passoni avevamo detto: se non si può fare manutenzione ordinaria, allora alziamola. Ma poi abbiamo avuto rassicurazioni». Versione confermata dal capogruppo Carlo Segalini: «Dopo le simulazioni che ci ha mostrato Passoni ci siamo espressi per il 'no' all'aumento».

Levoni salomonico 
Salomonico il capogruppo dei Liberali, Antonio Levoni, che ha rivolto un plauso a Pecorara per le scuse. Ma ha anche chiamato in causa Agogliati: «Visto che non è un membro di questo consiglio, chiuderei questo discorso una volta per tutte».

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