Rassegna Stampa

Irpef, il governo sblocca i rincari. La maggioranza non se ne avvale

Data: 02/12/2018

L'aumento dell'addizionale nel 2019, previsto dalla ex giunta e mantenuto dall'attuale, incontra forti contrarietà nel centrodestra

Per approvarlo c'è tempo fino a febbraio. Ma del bilancio di previsione 2019 è già da un po' che si comincia a ragionare. In giunta e nella maggioranza. Come al solito le casse del Comune piangono, i cordoni della borsa vengono stretti sempre di più, c'è la necessità di dare copertura a un fabbisogno finanziario crescente in termini di servizi richiesti dalla cittadinanza.

Riunione di maggioranza 
Risulta a "Libertà" che nei giorni scorsi, a una riunione della maggioranza di centrodestra, l'assessore al bilancio Paolo Passoni abbia richiamato i suoi a scelte politiche importanti. A partire dall'utilizzo o meno di quella leva fiscale che l'amministrazione Dosi aveva messo in conto per la tenuta del bilancio a partire dal 2018, e che la giunta Barbieri ha confermato rimandandola però di un anno, cioè al 2019. Rinvio obbligato alla luce del blocco nazionale imposto dal governo. 

Il governo toglie il blocco 
Parliamo dell'aumento dell'addizionale Irpef - gettito stimato di 2,5 milioni di euro - che ora torna prepotentemente d'attualità dal momento che la manovra economica per il prossimo anno in corso di esame a Roma propone l'eliminazione di quel blocco. Ecco perchè la giunta ha sottoposto alla sua maggioranza una questione alquanto spinosa considerata l'allergia del centrodestra alle tasse. 

Il no di Lega e Forza Italia 
Già al varo del preventivo 2018, si levò forte la contrarietà della Lega all'aumento dell'addizionale Irpef. L'inserimento nel bilancio triennale 2018-20, a partire dal 2019 e anche per il 2020, venne accettato solo inquadrandolo come "clausola di salvaguardia", Una sorta cioè di paracadute contabile in caso di squilibrio finanziario impossibile da coprire in altro modo o, meglio, appianabile sì, ma ricorrendo a tagli ai servizi sociali di complicata sostenibilità politica. L'altro ieri in consiglio comunale, dove l'esame dell'ultima variazione al bilancio 2018 ha acceso un dibattito che si è proiettato sulla manovra 2019, a farsi sentire contro l'aumento dell'addizionale è stata Forza Italia per voce del capogruppo Sergio Pecorara.

Scettico Fratelli d'Italia 
E Fratelli d'Italia, con Tommaso Foti, nell'osservare come con il gettito aggiuntivo dell'addizionale non si vada tanto lontano («Potremmo aumentare un po' di tassazione per ricavarne 2-3 milioni di euro, ma poi basta qualche assunzione in pianta organica che già un milione parte così»), ha indicato la praticabilità di strade alternative per recuperare risorse: l'indebitamento, il ricorso ai privati tanto nei servizi sociali quanto nella gestione delle manutenzioni, la vendita di azioni di Iren.

La vendita di azioni Iren 
Una misura, quest'ultima, che i successivi interventi lunedì in aula sia del sindaco Barbieri sia di Passoni consentono di dare per presa. Anche se, va chiarito, è alla spesa per investimenti che il ricavato della vendita di Iren può essere destinato, non alla spesa corrente, che invece si può finanziare o con diminuzione di uscite o con aumento di entrate: come l'inasprimento dell'addizionale Irpef, il cui gettito previsto di 2,5 milioni è oltretutto il risultato di un ritocco delle aliquote pensato dall'amministrazione Dosi calibrandone l'impatto sui contribuenti.

Il nodo spesa corrente 
A copertura di spesa corrente va invece il dividendo che le azioni di Iren ogni anno assicurano al Comune: circa un milione e mezzo di euro che si ridurrebbe al diminuire della quota di titoli posseduti. Lo ha fatto presente in consiglio comunale l'assessore Passoni, lasciando intendere che non c'è automatismo tra la scelta di dismettere azioni della multiutility e lo stralcio dal bilancio dell'aumento dell'addizionale.

Contrari i Liberali 
In ogni caso, a irrobustire il messaggio che la maggioranza non intende "sdoganare" il rincaro dell'Irpef arriva la «ferma contrarietà» opposta anche dalla quarta componente della coalizione di centrodestra, i Liberali piacentini. «Sarebbe un continuare, come in sede nazionale, sulla strada della sinistra nel momento in cui l'Italia ha invece bisogno esattamente del contrario», sostengono in una nota diffusa ieri i consiglieri comunali Gianpaolo Ultori e Antonio Levoni: «Non ha senso prospettare un aumento delle imposte al di fuori della manovra di bilancio (che non si può, all'evidenza, porre allo studio prima della legge statale di bilancio) e, oltretutto, quando, nel contempo, si propone la vendita delle quote Iren».

Le minoranze 
E lunedì in aula Massimo Trespidi (Liberi) ha tirato così le conclusioni: «Il dato politico di oggi è che sempre più componenti della maggioranza dicono no all'aumento delle tasse, spero che resista perché il mio gruppo ha presentato una mozione in tal senso». Dall'opposizione di sinistra Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) ha considerato che i 2,5 milioni del gettito aggiuntivo dell'addizionale Irpef «potrebbero arrivare dal contrasto all'evasione fiscale».

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