Rassegna Stampa

La richiesta trasversale alla Fondazione - 'Palazzo Enel a disposizione della Ricci Oddi'

Data: 12/03/2019

Seppur ammorbidita, la mozione dei Liberali passa col voto di maggioranza e buona parte dell'opposizione. Contrari Pd e Pc in Comune

Un «auspicio», perché si gioca in casa d'altri, cioè la Fondazione di Piacenza e Vigevano che del palazzo ex Enel di via Santa Franca è proprietaria e già da tempo ha deliberato di farci una sede espositiva di arte contemporanea. E d'altra parte il Comune ci prova a convincere il presidente di via Sant'Eufemia Massimo Toscani e il suo cda che quell'immobile sarebbe il naturale ampliamento per la galleria d'arte moderna Ricco Oddi che sta giusto accanto, in via San Siro, e che da sempre lamenta l'insufficienza di spazi adeguati per valorizzare le sue opere. Ci prova, anche se correggendo il linguaggio che nella versione originaria, quella della risoluzione presentata da Antonio Levoni (Liberali piacentini), suonava un po' troppo ruvido all'indirizzo della Fondazione. L'auspicio a «definitivamente decidere di porre a disposizione della Ricci Oddi il palazzo ex Enel nella sua totalità o almeno in parte, in adempimento» delle «trattative» tra le passate amministrazioni comunali e l'ente di via Sant'Eufemia «impegnatosi a suo tempo» in tal senso, quell'auspicio è diventato, nella formulazione finale frutto di un emendamento della stessa maggioranza, a «che la Fondazione voglia valutare la messa a disposizione» dell'immobile di via Santa Franca alla galleria d'arte moderna «ed eventualmente anche ad altri soggetti interessati». In questo modo ieri in consiglio comunale la maggioranza non solo ha trovato la quadra al suo interno, ma ha anche portato a convergere sulla risoluzione un bel pezzo di minoranza: M5s, Liberi, Piacenza del futuro, Piacenza Oltre, e Gloria Zanardi (gruppo misto). Contrari Pd e Piacenza in Comune. Se il documento di Levoni doveva essere la cartina di tornasole del clima nella maggioranza dopo la bufera scoppiata la settimana scorsa su Iren, la coesione al momento del voto testimonia di una serenità ritrovata. In attesa dell'imminente e decisivo banco di prova sul bilancio di previsione. Il significato dell'emendamento della maggioranza è stato il sindaco Patrizia Barbieri a spiegarlo. Anzitutto è servito a stralciare un coinvolgimento, quello del rappresentante del Comune nel consiglio della Fondazione, che era richiesto nella prima versione della risoluzione al fine del «raggiungimento dell'obiettivo», ma che è stato giudicato incongruo dal momento che in via Sant'Eufemia si viene nominati senza vincolo di mandato. Dopodiché il sindaco ha parlato di «iniziative per il rilancio della galleria che possano vedere insieme Ricci Oddi e Fondazione in un'ottica di collaborazione», dell'«auspicio di poter mettere a disposizione della galleria dei locali» dell'ex Enel «ed eventualmente di altre istituzioni come il Conservatorio Nicolini», di «mostre» nel palazzo di via Santa Franca per «proporre un pacchetto di offerte culturali all'insegna delle sinergie tra le due sedi». Barbieri, che, come ha ricordato polemicamente Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune), lo scorso settembre aveva annunciato che «il 2019 sarà l'anno della Ricci Oddi», ha ricostruito i punti che a suo giudizio testimoniano l'impegno dell'amministrazione: «Abbiamo alzato da 150mila a 180mila il finanziamento annuale alla galleria, importo che verrà implementato in nel corso dell'anno, pensiamo a un minimo di restyling della facciata esterna se troviamo i soldi, sappiamo bene che c'è l'esigenza di un impianto di climatizzazione per evitare che la struttura per tre mesi resti chiusa e che dovrà essere nominato un direttore per il quale sono state accantonate delle risorse». L'assessore alla cultura Jonathan Papamarenghi ha rimarcato l'onerosità dei costi di gestione di via San Siro che si mangiano tutto il contributo comunale: «Per gli accordi iniziali», che volevano l'ampliamento della galleria nell'ex Enel, «sono mancati i presupposti finanziari» dal momento che Palazzo Mercanti avrebbe dovuto farsi carico di ulteriori stanziamenti che non sono oggi alla sua portata. E d'altra parte «la necessità di completare il percorso espositivo rimane», anche se «già l'ex direttore Stefano Fugazza invitava a pensare all'arte contemporanea come naturale evoluzione», ha ricordato l'assessore. «Nell'ex Enel gli spazi ci sono, occorre un'intesa tra Ricci Oddi e Fondazione con il Comune parte attiva», ha considerato Massimo Trespidi (Liberi) che era assessore alla cultura nella giunta Guidotti (1998-2002) quando con via Sant'Eufemia il ragionamento verteva sull'ex Enel come ampliamento della galleria (lo ha ricordato anche il leghista Nelio Pavesi): «Io resto di quell'idea, ma tenendomi alla larga da una deleteria logica di opposte tifoserie» con chi per il palazzo di via Santa Franca perora a spada tratta la causa del centro di arte contemporanea, ha ammonito Trespidi, «le due cose non sono in contrapposizione, ora che il Comune con la vendita di azioni Iren avrà a disposizione dei fondi può destinarne una parte a quegli investimenti - l'impianto di climatizzazione, sostegno a mostre ed eventi - necessari per il rilancio della Ricci Oddi». Il Pd, con Stefano Cugini, Giorgia Buscarini, Giulia Piroli e Christian Fiazza, ha difeso la scelta della Fondazione di puntare sull'arte contemporanea che oggi ha maggiore potere di attrattività culturale soprattutto in un pubblico giovane. E d'altra parte non sono da escludere iniziative comuni e disponibilità di spazi, anche immaginando un virtuoso effetto di reciproco volano di un polo artistico sull'altro. Lo stesso tasto lo ha battuto Roberto Colla (Piacenza Oltre) che, però, a differenza dei dem, ha votato a favore. Idem Gianluca Bariola (Piacenza del futuro), che si è detto favorevole all'utilizzo dell'ex Enel a beneficio della galleria di via San Siro. Il suo no Rabuffi l'ha motivato condividendo la scelta di via Sant'Eufemia di «non fare del palazzo spazi espositivi per la Ricci Oddi, ma un contenitore per iniziative differenti», anche se «funzioni comuni tipo documentazioni di ricerca, laboratori, sale per esposizini temporanee» possono essere ammesse. La maggioranza con Gian Paolo Ultori (Liberali piacentini) ha parlato di «occasione incredibile per un accordo tra le parti utile alla città» perché le due strutture «sono spazi contigui», senza contare che l'ex convento di Santa Chiara, in stradone Farnese, sempre di proprietà della Fondazione, «può tranquillamente ospitare altre esigenze» (leggi: l'arte contemporanea). Su questa linea hanno dato man forte Michele Giardino (gruppo misto), Sergio Pecorara (Fi), Giancarlo Migli (Fdi), e Mauro Saccardi (Fi) ha parlato di «rete di eventi tra soggetti anche privati come la Curia». Carlo Segalini (Lega) ha puntato il dito sullo scarso introito annuale (20mila euro) dei biglietti venduti alla Ricci Oddi «perché non la conosce nessuno». Secondo Tommaso Foti (Fdi), «il problema merita forse un'intesa un po' più vasta», fermo restando che «la Fondazone farà comunque come riterrà di fare» Il M5s, con Andrea Pugni e Sergio Dagnino, ha indicato come una criticità la governance della galleria e la mancanza di piena sintonia con il Comune che ne è l'ente di riferimento.

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