Rassegna Stampa

No al capannone realizzato fuori dal polo

Data: 17/12/2018

RONCAGLIA

Lettera aperta al quotidiano Libertà del Sig. Pietro Chiappelloni.

Sull'ennesimo capannone in arrivo, il consigliere comunale Foti dice: "Nessuna osservazione contraria veniva presentata da cittadini e/o associazioni, nonostante il vistoso articolo di Libertà del 20/4/17". Ah, capisco: quindi è colpa dei cittadini e delle associazioni. Però lo stesso articolo finiva così: "L'amministrazione Dosi non si è pronunciata, chiarisce ancora Bisotti, se approvare la variante o meno è una decisione che spetterà alla giunta che uscirà dalle elezioni del prossimo giugno". Quindi dall'articolo - su cui non c'era stata alcuna rettifica dei consiglieri - sembra proprio che la decisione fosse rimessa alla nuova giunta e che l'approvazione non fosse affatto un obbligo, indipendentemente dalle osservazioni. Purtroppo è vero che molti piacentini, e amministratori, se ne fregano dell'aria che respirano e del cemento che viene sparso sulla città a beneficio di pochi. Però ce ne sono altrettanti che hanno a cuore la salute e il bene comune, e dedicano tempo a documentarsi e intervenire: se il consigliere vuole leggere associazioni e cittadini contrari alla logistica a Roncaglia o in generale, segnalo per esempio Libertà del 19/8/15 (Giuseppe Tosi), 15/1 e 24/11/16 (Legambiente), 24/11/16 ("La protesta di Roncaglia: altro cemento ci metterà in ginocchio"), 8/3/16 (Legambiente, Italia Nostra, FAI), 20/3/16 (Adriana Cristalli), 9/4/16 ("Roncaglia: congelata la logistica, non la protesta"), 16/11/16 (Luigi Rabuffi), 25/11/16 ("Nuovo polo logistico: acque agitate anche in commissione"), 27/11/16 (Sinistra per Piacenza), 20/1/17 (Vittorio Melandri), 27/12/17 (Legambiente). Sento già l'obiezione: Libertà non è la sede istituzionale ma bisogna seguire certe procedure, presentare certe osservazioni ecc. Ma questo dovrebbe essere compito anzitutto dei nostri rappresentanti, che sono eletti proprio per rappresentare tutti i cittadini (non solo gli speculatori) e fare quello che per un cittadino è difficile. Senza contare che i consiglieri, che hanno più informazioni (mentre i cittadini si devono limitare alle sintesi della stampa), se si curano della loro città avrebbero dovuto bloccare loro l'ennesima cementificazione della pianura più fertile d'Italia, e non limitarsi a fare lo scaricabarile dopo. Prassi comune, per esempio con l'allora sindaco Reggi che dava la colpa dei due palazzoni alla Lupa alle precedenti amministrazioni (di cui aveva fatto parte), e ora col consigliere Foti. E col ricatto dell'occupazione si continua con la logistica, come pure con l'espansione edilizia indiscriminata che sarebbe volano dell'economia ma senza considerare il tipo di occupazione e i problemi maggiori dei vantaggi. A parte che ho qualche dubbio anche sull'occupazione: con le costruzioni degli ultimi anni, che hanno portato Piacenza e Parma a essere le provincie più cementificate, dai capannoni della logistica all'enorme lottizzazione nell'ex parco dell'ex Unicem alle scandalose "cuciture" che stanno riempendo ogni spazio, Piacenza non dovrebbe avere disoccupati, grazie a questi portentosi volani che in questi anni sono girati a mille. Eppure non noto tutta questa occupazione rispetto a province meno cementificate. E in ogni caso, visti i danni per salute, ambiente e paesaggio, sono pagnotte avvelenate, ennesimo caso in cui si sostengono solo gli interessi di qualcuno e non dei cittadini: si spieghi dov'è, per fare altri esempi, la palestra per le scuole promessa nell'ex Enel di via Risorgimento, visto che quella realizzata è inadatta per le scuole, e perché la Provincia paga quindi una cosa che doveva essere realizzata da un privato. Si spieghi la ragione del premio del 20% per il palazzo dov'era il distributore di via Genova, visto che non sostituisce edilizia obsoleta. Si spieghi come mai un palazzo lungo via Maculani può essere ricostruito più grande una volta e mezzo nonostante sia proprio di fronte alle mura cinquecentesche. Si spieghi perché qualcuno ha firmato un contratto capestro per fare un parcheggio sotterraneo in piazza Cittadella anche se si sapeva benissimo che si sarebbero liberate le aree militari. O anche qui è colpa dei cittadini che non hanno presentato osservazioni? Tornando al capannone, leggiamo cosa dicono dell'aria i tecnici della proprietà: considerato che "la qualità dell'aria attuale del lotto è caratterizzata dalle emissioni del traffico autostradale e di alcuni grandi stabilimenti (cementificio e termovalorizzatore), si ritiene che l'aumento delle emissioni derivanti dal traffico indotto dal progetto, stante le condizioni attuali della qualità dell'aria, non avrà effetti rilevanti sulla stessa". Stante le condizioni attuali della qualità dell'aria. Cioè: l'aria fa già schifo per colpa di autostrade, cementificio e inceneritore, quindi col nuovo capannone e relativi camion cambia poco. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Aggiungo che il capannone sorgerà lungo la Postumia, via storica che potrebbe diventare fonte di turismo anche grazie a un'associazione che la sta valorizzando dal punto di vista escursionistico. Sarà bello mostrare ai turisti un altro capannone. E aggiungo che, quando è stato fatto il megapolo logistico, si era detto che si preferiva concentrare lì, con Castelsangiovanni, Monticelli e Pontenure, le attività logistiche per evitare la proliferazione di capannoni in giro per la provincia. Poi i capannoni hanno continuato a sorgere dappertutto nonostante quanto detto, e ora spunta anche questo nuovo capannone fuori dal polo, alla faccia degli impegni presi per giustificare l'enormità dei poli già esistenti. Ma tanto questi impegni non vengono segnalati nemmeno da chi era in Consiglio quando queste cose venivano dette. Quindi, spero che i nostri consiglieri si informino: su quanto è stata cementificata Piacenza negli ultimi decenni, su che aria respiriamo, sulla percentuale d'impermeabilizzazione del suolo, sulle espansioni previste anche nei Comuni circostanti. E agiscano, stavolta non per peggiorare ulteriormente le cose. Ah, nell'elenco che ho segnalato dimenticavo un ultimo articolo, Libertà del 13/4/17. Titolo: "A Piacenza ogni anno 2.500 nuovi casi di tumore". Ma sicuramente è colpa solo del fumo, dell'alimentazione, delle caldaie e delle auto. Sicuramente i camion e i capannoni al posto dei campi non c'entrano. 

 Libertà

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl