Rassegna Stampa

Non solo per il 2019, Irpef bloccata anche per il 2020 e 2021

Data: 28/12/2018

Seduta di consiglio nervosa, passa all'unanimità un emendamento del sindaco: «Non mettiamo le mani nelle tasche dei cittadini»

Non solo per il 2019. L'Irpef non aumenterà nemmeno per il 2020 e il 2021. Lo ha deciso ieri il Consiglio comunale al termine di una seduta lunga e nervosa (l'ultima dell'anno) in cui non potevano che rimbalzare le roventi polemiche dei giorni scorsi. Decisivo il voto unanime dei 28 presenti in aula a un emendamento del sindaco Patrizia Barbieri che ha esteso al biennio 2020- 2021 quel blocco dell'addizionale comunale che la delibera di giunta di due settimane fa aveva previsto solo per l'anno che bussa alle porte. «Alla luce del dibattito emerso in commissione accettiamo la sfida di non mettere le mani nelle tasche dei cittadini senza andare a intaccare la qualità dei servizi. Il minor gettito sarà compensato da una riduzione della spesa corrente e da un aumento di altre voci di entrata», ha spiegato il sindaco. «Prendo atto di un emendamento che aggrava il lavoro dell'assessore», ha osservato Paolo Passoni, titolare del bilancio. «Certe decisioni vanno prese in anticipo. Chiuderemo il 2019 in modo dignitoso mentre per il 2020 e 2021 dovremo prestare molta attenzione. Quello di non aumentare l'addizionale è un mandato che viene dato a tutta la giunta», ha aggiunto Passoni lanciando un chiaro avvertimento ai colleghi dell'esecutivo sulle rinunce che questa decisione comporterà sui vari capitolati.

«Confronto acceso» 
E' intorno a questo emendamento, che di fatto recepisce un preciso indirizzo di Fratelli d'Italia emerso in commissione, che il centrodestra si è ricompattato superando le aspre tensioni interne dei giorni scorsi su chi volesse aumentare l'Irpef e chi no. «E' vero, tra di noi c'è stato un confronto serio, anche acceso sull'argomento per poi arrivare a una sintesi positiva per la città. Ma in quale maggioranza non c'è confronto?», ha puntualizzato il capogruppo di Fdi, Gian Carlo Migli.

Odg ritirato 
Al tempo stesso l'emendamento calato sul banco dal sindaco ha indotto le opposizioni a ritirare - seppur a fatica e dopo ripetuti appelli alla maggioranza, caduti nel vuoto, affinché si votassero entrambi «per mostrare alla città che siamo uniti» - un ordine del giorno che chiedeva la stessa cosa.

Minoranze all'attacco 
Ma l'ottenimento dell'obiettivo non ha comunque risparmiato la coalizione di governo dalle bordate delle opposizioni che hanno definito «teatrino» le liti dei giorni scorsi. Tutt'altro che tenero Christian Fiazza (Pd): «E' sotto gli occhi di tutti: il sindaco ha accettato la linea di Tommaso Foti». «Foti è il vero regista, fossi in Passoni mi dimetterei», ha addirittura azzardato il pentastellato Andrea Pugni. «Dopo la resa dei conti, questa giunta fa la figura di comparsa», ha aggiunto Luigi Rabuffi (Pc in Comune). «Avete solo pasticciato», ha rincarato la dose Giorgia Buscarini (Pd). E Massimo Trespidi (Liberi), ancora: «Avete esposto Passoni al fuoco di fila delle opposizioni». «Galleggiate dentro una politica che non funziona, non emergono tre idee di come volete portare avanti la barca», ha incalzato Mauro Monti (Liberi). «Vi siete dati dei calci nelle caviglie fino a ieri», ha commentato sarcastico Stefani Cugini (Pd). «Il teatrino è stato sotto gli occhi di tutti», ha aggiunto Roberto Colla (Pc Oltre). Ha parlato invece di «vittoria» il capogruppo di Forza Italia Sergio Pecorara, seguito a ruota dal leghista Carlo Segalini.

Recupero risorse 
Ma adesso la partita si sposta su un altro versante, altrettanto decisivo: quello del recupero delle risorse (2,6 milioni per due anni) che per le opposizioni «non è assolutamente chiaro e ci preoccupa», hanno ammonito in chiusura Trespidi e Cugini.

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