Rassegna Stampa

ONOREVOLE QUI 'PREZZO' NON CE N'E'

Data: 27/07/2020

Editoriale del Direttore di Libertà Pietro Visconti

L'onorevole Foti utilizza un metodo singolare per correggere un articolo a suo avviso inesatto di "Libertà". Scrive la sua ricostruzione su Facebook, evitando di comunicare a noi, e quindi anche a chi ha letto il presunto falso, la versione più affidabile dei fatti. Ciò avrebbe un senso se "Libertà" avesse in qualche modo manifestato una indisponibilità a riferire una sua precisazione e/o smentita. Ovviamente non è così. Il deputato Foti è liberissimo di scegliere come ripristinare la verità a suo avviso violata. Ma siccome nel suo post utilizza espressioni equivoche che alludono sostanzialmente a una volontà di manipolare la realtà a suo danno, mi tocca dire chiaramente che respingo questa grave insinuazione. Ancora prima, devo ricordare che Gustavo Roccella si chiama così e non #Guro né «guru dell'informazione locale noto per le puntuali smentite». La distorsione di un nome (benché di una persona ritenuta ostile) e il dileggio professionale gratuito (non mi risultano «puntuali smentite») non fa granché onore a un parlamentare della Repubblica. Ancora meno digeribile è indicare la presunta origine delle inesattezze con la seguente frase: «Dicono sia il prezzo dovuto alle "fonti"». Così come parlare di «indiscrezione mendace, colpo sotto la cintura». Devo dire all'onorevole Foti - anche se il livello dell'allusione è tale che verrebbe la tentazione di lasciarla cadere - che non ci sono tariffari di nessun genere nel modo di lavorare dei giornalisti di "Libertà". Può non essere gradito ciò che scriviamo, magari sbagliato, ma si citi un caso nel quale non è stata offerta l'occasione di una replica o di un'integrazione o di una smentita. Anche per l'articolo sulla commissione antimafia valeva questo elementare criterio. Che resta ovviamente in vigore. Aggiungo che nell'indiscrezione giudicata «mendace» e così offensiva dal deputato Foti io non riesco a vedere tratti denigratori. Se il leader di Fdi a Piacenza ha detto la sua nella partita sulla presidenza dell'Antimafia, ha fatto politica, nient'altro. E se comunque non ha messo il veto che gli abbiamo attribuito, basta farcelo sapere. Senza pensare a chissà quali complotti che semplicemente non ci sono.

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