Rassegna Stampa

Papa' barricato in casa per quattro giorni con il figlio di sei anni

Data: 10/06/2019

BAMBINO RESTITUITO ALLA MAMMA GRAZIE ALLA POLIZIA MUNICIPALE

Saranno forse stati vissuti come una vacanza quei quattro giorni insieme al papà. Quattro giorni, da lunedì a giovedì scorsi, durante i quali un bambino piacentino di 6 anni non è andato a scuola ed è rimasto chiuso in casa col genitore. Si può immaginare che padre e figlio si siano alzati tardi al mattino, abbiano guardato i cartoni animati sgranocchiando qualcosa davanti al televisore e abbiano giocato insieme. Ma quegli stessi giorni, da un altro punto di vista, sono stati un incubo. Perché quella non è stata una vacanza e la madre del piccolo per quelle quattro interminabili giornate non ha potuto parlare col figlio. Spiegando all'ex compagno che il bimbo doveva tornare a casa, che la permanenza a casa sua non poteva prolungarsi oltre, si è trovata di fronte un muro irremovibile. E si è dovuta accontentare di generiche assicurazione («Sta bene, non ti preoccupare»). E allora è altrettanto facile immaginare come la madre abbia trascorso il tempo in attesa di riabbracciare il piccolo: ansia, paura, e un vortice di telefonate per cercare di trovare una soluzione. È la storia di un bimbo piacentino che si è ritrovato ostaggio "per amore", conteso tra un papà che, nonostante le disposizioni di un giudice, ha voluto a tutti i costi tenere con sé suo figlio, e una mamma che invece, legittimamente, pretendeva che il bambino tornasse con lei e riprendesse la sua routine quotidiana. A cominciare dalla scuola. Se tutto è finito bene è stato grazie all'intervento professionale e discreto della polizia locale e in particolare della sezione investigativa, che in questi anni si è contraddistinta per il lavoro fatto con i minori e con donne vittime di stalking. Chiariamo però una cosa. Il papà non ha rapito il figlio. È stata la madre a consegnarglielo sabato scorso, con l'accordo che domenica sera tornasse a casa. Il problema è sorto quando l'uomo, invece di riconsegnare il figlio alla madre, si è barricato a casa e non ha più permesso alla donna di vedere il bimbo e di parlargli al telefono. Disperata, la mamma le ha tentate tutte per riabbracciarlo. Ma non riuscendo a risolvere il problema, come spiega nella sua lettera di ringraziamento (pubblicata nella pagina accanto), attraverso il suo avvocato Sara Soresi (entrata nei giorni scorsi in consiglio comunale in sostituzione del collega Tommaso Foti) è arrivata all'assessore alla sicurezza Luca Zandonella e alla sezione investigativa della polizia municipale. Che subito si è messa al lavoro. Ma intanto era già mercoledì. Va detto che nel frattempo del caso si stavano interessando anche i servizi sociali, avvisati dalla scuola dopo l'assenza ingiustificata dello scolaro. Dunque, giovedì la svolta. Informata la procura della Repubblica, le pattuglie della municipale in borghese circondano la casa dove il padre è barricato col figlio. Una misura precauzionale, nel caso in cui qualcosa fosse andato storto. Ma in realtà l'idea è quella di risolvere il problema con le buone. Una strategia che alla fine paga. Inizia una trattativa telefonica con l'uomo, che alla fine si decide ad aprire la porta. Tenta però di temporeggiare, promette che il giorno dopo porterà il figlio a casa della madre. Gli viene fatto capire che per il bene di tutti, in primo luogo del bambino, farebbe bene a risolvere subito la questione. Fa un ultimo tentativo di tergiversare e alla fine, dopo un'ora di dialogo, si decide: «Va bene, ma lo porto giù io», dice. E così fa. Ad attenderlo, oltre agli agenti in borghese, c'è la mamma. L'epilogo in caserma alla municipale. La preoccupazione in quel momento è che tutto quanto accaduto non abbia ripercussioni traumatiche per il bambino. E così al comando di via Rogerio si inizia con la merenda, poi in cortile per far salire il bimbo a cavallo di una moto di servizio, e infine dialogo via radio con le pattuglie di servizio. Tutto diventa un gioco e sul volto del piccolo si stampa il sorriso. La posizione del padre è ora al vaglio della procura della Repubblica, che ha ricevuto una relazione dettagliata sull'accaduto. Per il momento sembra che all'uomo non vengano contestati reati, ma potrebbe essere valutata l'accusa di sottrazione di minore.

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TommasoFoti
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