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Rassegna Stampa

Passa la variante ambientalista, sulla Pertite scivolone della maggioranza


Da "verde attrezzato" a "verde pubblico": cinque del centrosinistra si saldano al sì dell'opposizione. Ma il voto decisivo è quello di Fiazza

Sulla Pertite il consiglio comunale "rinnega" sé stesso. Lo fa saldando pezzi di maggioranza al voto dell'opposizione. E gli ambientalisti, presenti numerosi ieri alla seduta dove di stretta misura - 15 voti a 13 - è passata la variante urbanistica per la quale da settimane si batte il "Comitato per il parco in città", cantano vittoria. La classificazione della grande area tra via I Maggio e via Emilia Pavese (276mila metri quadrati), tuttora in mano ai militari, non è più quella di "verde pubblico attrezzato" definita nelle carte urbanistiche - Psc e Rue - approvate nel dicembre 2015. Con il voto di ieri cambia in "verde pubblico". Cancellato, cioè, quell'aggettivo - attrezzato - tanto inviso al Comitato perché in grado, potenzialmente, di consentire un insediamento di impianti sportivi fino al 70% della superficie utile. Che Andrea Tagliaferri, Miriam Bisagni e Manuel Rossi (tutti e tre pd) votassero a favore della proposta di variante di cui, insieme al M5s e a Sinistra per Piacenza, erano tra i firmatari andava messo in conto. Che lo facesse Sandra Ponzini (misto), rimasta in maggioranza nonostante la sua uscita dal Pd al seguito dei bersaniani, ce lo si poteva aspettare non foss'altro che per esigenze di visibilità del nuovo movimento, anche a costo di dimenticare le ruvidezze sulla Pertite tra gli ambientalisti e Francesco Cacciatore, candidato sindaco di Mdp, quando era assessore all'urbanistica della giunta Reggi. E che un centrodestra che raramente in passato ha brillato per sensibilità ambientalista cogliesse al volo l'occasione per uno sgambetto alla coalizione di governo pure era prevedibile (al passaggio della variante in commissione non aveva partecipato al voto). A spiazzare un po' tutti è stato invece Christian Fiazza, presidente del consiglio comunale ed esponente dem di cui si fa fatica a ricordare scelte in dissenso dalla giunta. Il suo "sì" è quello che più ha fatto rumore. Anche perché è stato decisivo: se avesse votato contro e fosse finita 14 pari, la variante non sarebbe passata. In tutti i modi l'assessore all'urbanistica Silvio Bisotti ha cercato di spiegare che dietro la classificazione a "verde attrezzato" non c'è nessuna volontà cementificatrice, ma solo «un ragionamento» volto alla «fruizione in sicurezza» della Pertite, alla sua corretta «gestione» quando il Comune riuscirà ad acquisirla dalla Difesa. E' bene cioè che un'area così grande abbia delle attività al suo interno, immaginando di insediarle nelle strutture già costruite che sono l'11% della superficie totale: serve «flessibilità nel riuso, ma senza sconvolgere la destinazione a parco indicata da tanti piacentini ed escludendo edificazioni aggiuntive». Garanzie a cui il centrosinistra ha cercato di dare solidità inserendole in un'ordine del giorno che è stato approvato. Non sufficiente però a blindare il "no" alla variante. Il centrodestra, con Tommaso Foti (Fdi), Massimo Polledri (Lega), Marco Tassi (Pdl), Lucia Girometta (Fi), Palo Garetti (Sveglia), ha rinfacciato alla maggioranza «l'ipocrisia» di fare promesse sun un'area che è ancoradei militari. Il M5s ha contestato il criterio della flessibilità, Sinistra per Piacenza ha esortato gli ambientalisti a «un'azione di lotta» anche fuori dalle aule consiliari. Ha replicato la maggioranza con Lucia Carella, Claudio Ferrari, Rino Curtoni (Pd), Piacentini per Dosi, Moderati che hanno difeso l'operato della giunta nel negoziato con i militari e contestato i «retropensieri» dell'opposizione. «Fino all'ultimo ho pensato di non partecipare al voto, ma voterò sì», ha invece chiosato Ponzini contribuendo all'approvazione a sorpresa della variante.

Libertà


11/04/2017

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Tommaso Foti TommasoFoti
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