Rassegna Stampa

Pisani: Foti aiuti la maggioranza non faccia il solista

Data: 05/01/2019

INTERVISTA AL SENATORE LEGHISTA

«Più confronto tra noi per la svolta del 2019». Pietro Pisani, senatore della Lega, affronta i nodi della giunta di centrodestra. E chiede a Foti, deputato e leader di FdI a Piacenza, di esprimere le sue «indiscusse capacità» nelle riunioni di coalizione prima che nell'aula consiliare>>.

«Coalizione litigiosa per la svolta nel 2019 serve più confronto»

I PROGETTI SU CUI PUNTARE PER PIACENZA: «METRÒ LEGGERO E LOGISTICA SU FERRO, CIOÈ UNO SVILUPPO ECO-SOSTENIBILE»

La campanella è suonata, che il 2019 sia davvero l'anno della svolta perché altro ritardo non è ammesso. Parla da consigliere comunale di maggioranza Pietro Pisani. Da due mesi, da quando il rimpasto di giunta voluto dal sindaco Patrizia Barbieri ha innescato un effetto domino anche sulla composizione dell'aula, siede tra i banchi della Lega, il suo partito, di cui è stato a lungo segretario provinciale e per il quale indossa la casacca di senatore dalle elezioni politiche del 4 marzo scorso. Quello leghista è il gruppo più numeroso della coalizione di centrodestra da un anno e mezzo al timone della città, peso che il Carroccio intende «far valere fino in fondo», avverte Pisani nel fare il punto sulle prospettive del Comune per il 2019.

Il sindaco ha avvertito che, dopo diciotto mesi di complicato rodaggio, è arrivato il momento di imprimere un'accelerazione nell'azione di governo assicurando che questo è l'anno della svolta. Come le vede, senatore? 
«Che sia l'anno decisivo per cambia re passo è fuori di dubbio, di ritardi ne abbiamo accumulati abbastanza per una serie di ragioni. Secondo me, ma in linea con la visione del sindaco e anche della Lega, il tema predominante per Piacenza nel 2019 sarà un occhio di riguardo per l'ambiente, puntare cioè a uno sviluppo con impatto ambientale molto basso».

In concreto? 
«È in quest'ottica che si parla di mobilità urbana su ferro, il progetto di metropolitana leggera di cui ha parlato il sindaco non significa necessariamente un servizio di treni su rotaia o di tram: potrebbe essere anche su gomma purché i mezzi siano alimentati a energia elettrica e non più inquinanti. Stessa filosofia per la logistica: bisogna che arrivi sempre meno merce su gomma e sempre di più su rotaia, in tale direzione va il progetto di nuovo scalo merci a Le Mose che si sta realizzando e che potrebbe avere anche uno sviluppo per fare di Piacenza il retroporto di Genova: Genova non ha la possibilità di allestire treni merci di almeno 500 metri di lunghezza come dice la Commissione europea, Piacenza invece ne può fare di 800 metri, così Genova può diventare quella realtà di dimensione europea che adesso le è impedita. Priorità dunque sulla creazione di occupazione impattando il meno possibile sull'ambiente».

Bando periferie e recupero dell'area del consorzio agrario Terrepadane: due spinose partite che hanno visto la Lega al centro delle polemiche. 
«Si avvierà il bando periferie che è stato rifinanziato, ci sarà perciò l'investimento pubblico-privato con Terrepadane. Si andrà avanti per fare in modo che i beni demaniali che ci sono stati regalati ma con alti costi di manutenzione, siano effettivamente utilizzati. Verrà appaltato il nuovo ospedale, ripensato il sistema dei parchi, e ci sono fondi per la manutenzione delle strade. C'è un po' da pensare a che cosa fare di Piacenza nei prossimi anni, a riprendere la strada dello sviluppo perché l'ultima rivoluzione è stata la tangenziale costruita anni or sono, dopodiché c'è stato grande immobilismo».

Perché, secondo lei, sin qui l'azione politico-amministrativa ha stentato? 
«Siamo arrivati in un periodo molto delicato con l'inchiesta sui "furbetti del cartellino", e anche i dipendenti comunali che non ne sono stati toccati hanno subìto un clima complessivamente deprimente. Ora si è un po' ricreato lo spirito di squadra per andare avanti con maggiori motivazioni, ma poi c'è stato anche lo scossone del cambiamento politico a livello centrale dopo le elezioni del 4 marzo da cui è scaturito un periodo abbastanza angusto che non ci ha permesso di procedere sollecitamente con il programma. Il governo adesso si muove speditamente, ad esempio spero nel 2019 di rivedere le Province elette in modo democratico come enti di primo livello».

Cancellerete in Parlamento la riforma Delrio? 
«È la strada che abbiamo deciso di ripercorrere, anche perché si è capito che i costi non sono diminuiti: le Province torneranno come prima, a lavorare a pieno regime e anche a Piacenza se ne vedranno i vantaggi».

In Comune la dialettica nella maggioranza si rivela spesso litigiosa, il caso dell'addizionale Irpef ne è stato un esempio evidente. 
«Premesso che un po' tutto il consiglio comunale mi sembra molto litigioso e con poche proposte, a partire da una minoranza che fa opposizione non costruttiva e fine a sé stessa, in effetti tra di noi c'è da organizzarsi perché quando ci sono le idee che fanno da collante si va avanti». 

Invece... 
«Invece quando manca il confronto tra di noi, accade che si vada in consiglio comunale senza una linea condivisa e da questo deriva tensione»

Vuol dire che il sindaco e la giunta dovrebbero coinvolgere di più le forze della coalizione? 
«Il sindaco ha capacità di sintesi, è molto brava a fare il suo lavoro, la maggioranza dovrebbe fare di più squadra, ma non facendo capo al sindaco, sono i gruppi di maggioranza a doversi confrontare prima per poi dare indicazioni operative al sindaco e alla giunta, dovrebbero esserci più incontri delle forze politiche».

Anche la Lega, dove pure le divergenze non sono mancate, soffre di deficit di confronto interno? 
«Come dappertutto, se ci sono dei progetti da condividere, poi i diversi modi di vedere vengono superati. L'importante è che si creino le premesse per lavorare insieme. La Lega la sua parte conta di farla fino in fondo, e di farla in modo condiviso tra tutti noi: sono uscite differenze di pensiero forse per inesperienza e forse per motivi caratteriali, ma proprio perché non c'è stato un confronto per affinare preliminarmente le idee, stemperare gli individualismi e trovare la quadra. E' sempre una questione di dialogo preventivo che serve anche all'interno delle singole forze politiche»

Un centrodestra "Foti-dipendente", come vi dipinge l'opposizione sottolineando il peso politico del deputato di Fdi nelle decisioni che contano? 
«Foti è un personaggio ingombrante perché ha esperienza notevole, indiscussa capacità amministrativa. E però non è questo: se Foti tira fuori le sue idee in consiglio comunale, gli altri o lo seguono o gli controbattono, deve invece tirarle fuori in incontri di coalizione, è lì che si pongono le premesse per fare sintesi e concordare la linea».

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