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Primogenita, Barbieri: Piacenza recuperi quello spirito, no alle chiusure

Data: 11/05/2018

Ai Teatini seduta speciale del Consiglio comunale per celebrare la storica ricorrenza del plebiscito del 10 maggio 1848

Furono 37.089, il 98 per cento della popolazione, i piacentini che quello storico 10 maggio 1848 votarono l'annessione di Piacenza al Regno di Sardegna, primi tra tutti. La Primogenita si dà appuntamento, 170 anni dopo quell'incredibile pagina che ebbe la basilica di San Francesco da fondale, ai Teatini. E, dando vita ad un consiglio comunale "in trasferta" nella prestigiosa sede, si ricompatta e guarda avanti. O, almeno, è il senso delle parole del sindaco, Patrizia Barbieri, seduta al tavolo principale insieme al prefetto Maurizio Falco, al presidente del Consiglio Giuseppe Caruso e al dg del Comune Roberto Gerardi. «Lo spirito di coesione dei piacentini» che votarono l'annessione, quel «dinamismo inclusivo», sono l'eredità più importante, sostiene il prefetto Falco, e costituiscono il fondamento di quella «forza innovativa» che allora distinse i piacentini. Barbieri saluta i suoi predecessori presenti ai Teatini (Paolo Dosi, Stefano Pareti, Franco Benaglia), alcuni presidenti del Consiglio del passato, prima di parlare di quelle «alte pagine della nostra storia», di una scelta popolare annunciata con giubilo in san Francesco, della delegazione di Gioia, Rebasti e Gavardi da Carlo Alberto. «Piacenza - ricorda il primo cittadino - fu davvero anticipatrice del percorso di unità nazionale». Quel plebiscito fu la nostra storia ma fu anche un'idea attualissima circa il futuro del nostro Paese. Ma ora non basta. «In una società globale - esorta Barbieri - Piacenza non si arrocchi sulle sue posizioni ma riprenda quel discorso intrapreso nel 1848». Intervengono, di seguito, i capigruppo in consiglio o alcuni delegati. Parlano Nelio Pavesi (Lega Nord), Sergio Pecorara (Forza Italia), Tommaso Foti (Fratelli d'Italia), Cristian Fiazza (Partito Democratico), Antonio Levoni (Liberali piacentini), Andrea Pugni (Cinquestelle), Mauro Monti (Liberi), Roberto Colla (Piacenza Più), Gloria Zanardi (gruppo misto), Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune). Tra le curiosità. I trapani degli operai di un vicinissimo cantiere che intralciano le parole del sindaco (che durante il suo intervento fa un pacato richiamo al frastuono invadente). Il "tutti in piedi" di Fiazza per ricordare Spigaroli, Braghieri, Vaciago. Il tricolore indossato da Zanardi che bacchetta con garbo i colleghi uomini di averla relegata, unica donna, in fondo agli interventi ("graziata" solo da Rabuffi). Per Caruso, chiamate semplicemente effettuate in base alla decrescente numerosità del gruppo.

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