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Rassegna Stampa

Societa' partecipate del Comune quasi in salute, passa il bilancio consolidato


Mentre tutta l'attenzione è rivolta al Comune di Roma, che ha visto i revisori dei conti bocciare proprio questo documento, il bilancio consolidato del Comune di Piacenza passa in Consiglio comunale con 21 voti a favore dopo una lunga discussione tra maggioranza e opposizione. Discussione in cui sono stati toccati diverse questioni, tra cui i giudizi sulle passate Amministrazioni e la possibilità di ritoccare l'Irpef. Il bilancio consolidato – da non confondere con il bilancio vero e proprio dell'ente – è la cartina di tornasole dello stato di salute delle società che orbitano nel pacchetto di partecipazioni del Comune capoluogo. L'approvazione del documento è una novità del 2017: un po' come se nel settore privato un'importante holding preparasse un piano per tutte le sue società più piccole. L'assessore al bilancio Paolo Passoni ha illustrato in sintesi il documento e snocciolato i dati in aula. «Lo stato patrimoniale del Comune all'aprile 2017 registrava -16 milioni e 528mila. Oggi il bilancio consolidato, ovvero il conto economico, è di 16 milioni e 194mila. Si tratta di un miglioramento di 334mila euro rispetto a quello del Comune di Piacenza del marzo di quest'anno». Passando in rassegna le partecipate del Comune, Asp "Città di Piacenza" ha chiuso il bilancio 2016 con un passivo di 296mila euro, Fondazione Teatri con 4mila euro, Farmacie Comunali con un utile di 185mila euro, Piacenza Expo ha utile di 111mila euro, Piacenza Infrastrutture con 367mila, Tempi Agenzia con 11mila. L'avanzo amministrativo, ovvero il parametro finanziario, è invece di 19 milioni di euro. Iren (quotata in borsa) e Seta non vengono prese in considerazione per il bilancio consolidato. «Analizzando il conto economico – ha spiegato Passoni - la differenza tra componenti positivi e negativi della gestione presenta un risultato negativo di 4milioni 360mila euro, influenzato pesantemente dall'incidenza dei costi per l'accantonamento al fondo svalutazioni e crediti: circa 2,7 milioni provenienti di fatto dalla gestione del comune di Piacenza; e per gli ammortamenti dei cespiti (fabbricati, scuole, asili) in capo alla capogruppo, oltre 10 milioni di euro, beni per i quali l'ente sostiene notevoli costi in assenza di ricavi data la finalità istituzionale. Altra voce rilevante, che incide in negativo ed è interamente di responsabilità del Comune, è quella relativa alle svalutazioni - 4 milioni e 133mila euro -. A questi si aggiunge risultato negativo relativo alla gestione straordinaria del gruppo (-5 milioni), pesantemente influenzata dall'attività posta in essere dal Comune in sede di ri-accertamento dei residui». Il primo a parlare dopo l'illustrazione di Passoni è stato il capogruppo Pd Stefano Cugini. «L'assessore Passoni – ha dichiarato Cugini - ha descritto molto rapidamente il dato dei 19 milioni di avanzo d'amministrazione, anche se questi sono in grandissima parte vincolati. È un bilancio in tempo di difficoltà economiche. Auguro buon lavoro a questa Amministrazione: ricordo che però non è vero che abbiamo già aumentato l'Irpef per il 2018. E non credo che questa Giunta riuscirà a togliere l'introduzione i questo aumento. Su Asp è stato fatto un miracolo». «Questo è un bilancio – ha detto il capogruppo del Movimento 5 Stelle Andrea Pugni - che non ci consente di essere aiutati per ottenere finanziamenti dalle banche. Dovreste dire chiaramente che questo Comune non è in grado di sostenere i propri servizi senza l'aumento dell'Irpef. Se volete ritoccarla ditelo». Pugni ha sottolineato il possesso di due prodotti derivati di Piacenza Expo e Piacenza Infrastrutture. «Scommesse nefaste per il Comune, negative. Qualche amministratore del passato si è sbagliato, sono stati sottoscritti nel 2008-2009 con Cariparma». «Un Comune che regala tutto a tutti – ha commentato Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) - non sta più in piedi. I nostri "asset" non sono di beneficienza. La difficoltà nostra sarà quella di valorizzare il nostro patrimonio: vi sono una serie di questioni che riguardano il patrimonio e il Demanio che fanno paura perché sono state lasciate a dormire per tanti anni». «Quello dell'Asp è un dato positivo. Il comune di Reggio-Emilia forse vuole uscire da "Piacenza-Infrastrutture". Non so, in quel caso, come faremo a gestire la situazione». «Non sarei così tranquillo – ha esordito Massimo Trespidi, capogruppo di "Liberi" - se fossi al governo di questa città. Questo bilancio consolidato è frutto delle politiche delle precedenti Amministrazioni, però pongo alcune riflessioni all'attuale Giunta. Il Comune fa la parte del leone, ma parlare di "miglioramento" da 334mila euro, a fronte di una perdita di 16 milioni…I numeri di "Piacenza Expo" sono accettabili? Chi ha amministrato Piacenza Infrastrutture nel passato ci ha lasciato in mutande. E l'Asp si è sistemata anche perché ha venduto beni patrimoniali». Dai banchi di Forza Italia è intervenuto Michele Giardino. «Non è il Comune che sostiene le società, sono le società che concorrono a migliorare il bilancio dell'ente. I conti economici degli ultimi tre anni ci lasciano in apprensione. Menomale che c'è stato un cambio al vertice dell'Amministrazione, visti i numeri. Questo sbilancio dovremo necessariamente compensarlo con un aumento delle aliquote». Trespidi ha commentato anche i primi passi della nuova gestione di Piacenza Expo. «Ho letto sulla stampa l'esordio dell'amministratore unico Giuseppe Cavalli. Ha detto cose molto condivisibili. Però sarebbe stato meglio che si fosse pronunciato nella sua prima uscita pubblica qua in Consiglio comunale o al padiglione di Piacenza Expo, non alla Banca di Piacenza. La scelta della sede è stata infelice». Sull'avanzo di amministrazione sbandierato da Cugini ha replicato Nicola Domeneghetti, consigliere di Fratelli d'Italia. «Avere qualche soldo in banca e in cassa non ci deve lasciar tranquilli: 19 milioni di euro di avanzo non significano niente. Con una perdita d'esercizio di 16 milioni di euro in un'azienda privata si ricercherebbe subito l'efficienza. Non si potrà risparmiare sul taglio del personale, probabilmente si penserà all'aumento dell'Irpef, ma dovremo comunque pensare ad efficientare. Comunque il risultato della perdita d'esercizio mi fa dire che siamo in "profondo rosso": siamo stati una macchina in cui è stata continuamente messa benzina, ma non sono mai state cambiate le gomme, l'olio, i freni, i ricambi. La sinistra ci ha dato volentieri quest'auto, sarà compito della Giunta aggiustarla». Stefano Cavalli, capogruppo Lega Nord, ha rimarcato la distanza politica tra gli schieramenti. «Abbiamo fiducia nel nostro sindaco e nella Giunta per questa sfida di raddrizzare i conti. Ci preoccupa l'aumento dell'Irpef per i cittadini. La struttura comunale è grande, dovremo valutare insieme quali sono le spese inutili dell'ente». Preoccupata per l'aumento dell'Irpef anche la collega leghista Lorella Cappucciati. «Se arriveremo a questa scelta non dobbiamo sentirci in colpa: è a causa di chi c'è stato prima». Piroli ha rimarcato i 19 milioni di avanzo rispetto ai 16 milioni di perdita d'esercizio. «Contabilità finanziaria ed economica sono due cose diverse. Abbiamo eccedenze a disposizione per i bilanci successivi: un comune si valuta dal bilancio finanziario. E un ente comunale non è un'impresa, non bisogna guardare solo agli utili e alle quotazioni di mercato delle società partecipate, ma ai servizi che offre. Il patrimonio netto del Comune è di 466 milioni a fine 2016, migliore rispetto al 2015. Altre città si sono trovate nelle stesse difficoltà di Piacenza sui risultati d'esercizio: Modena ha registrato -28 milioni di euro, Treviso -6 milioni. Abbiamo avuto le addizionali più basse in Regione, e tutte le città vicine a noi le hanno ritoccate». Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) si è detto preoccupato per la possibilità di aumento dell'Irpef. «Impegniamoci nelle commissioni e in Consiglio per trovare una soluzione, non è possibile caricare sui cittadini di Piacenza l'aumento dell'addizionale Irpef. Non è possibile aumentarla, soprattutto per la fascia di redditi più bassa. Un Comune governato da chi ha fatto battaglie a livello locale e nazionale sull'aumento delle tasse non può aumentarle». «Essere soci di Iren – ha criticato Rabuffi - non ci porta nessun vantaggio, se non per la distribuzione degli utili a tutti i comuni, dopo che però i cittadini hanno contribuito a pagare le utenze. Dovremmo uscire completamente da quella azienda». Più tranquillo Antonio Levoni dei Liberali Piacentini. «Sono sereno perché vedo dirigenti e collaboratori all'altezza, ci traghetteranno fuori da una situazione difficile». «Questi disastri – è il parere di Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) - non attribuibili a questa maggioranza. Sono gli effetti deleteri della passata Amministrazione che si faranno sentire anche nei prossimi anni». «L'aumento dell'Irpef - ha aggiunto Massimo Trespidi (Liberi) - credo che sia evitabile. Veniamo da quindici anni di politiche fallimentari, ora ci si aspetta un cambio di passo». L'assessore al bilancio Passoni ha ascoltato le preoccupazioni e considerazioni dell'aula. «Raccolgo le perplessità sentite oggi, sono anche le nostre, in vista di un bilancio di previsione. Vedremo di analizzare la situazione per l'Irpef, ne discuteremo. Sicuramente si deve migliorare l'efficientamento della spesa, non ci sono grossi margini ma bisogna pensarci». Il bilancio consolidato è passato con 21 voti a favore (maggioranza compatta). Si sono astenuti "Liberi", Movimento 5 Stelle e "Piacenza in Comune". Non ha partecipato al voto Roberto Colla (Piacenza Più). Il Pd, al momento del voto, era assente dall'aula dopo lo screzio avuto con Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) e il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Caruso. Per quanto riguarda le singole società partecipate, la volontà dell'Amministrazione – per ora – è di proseguire il cammino intrapreso. A favore si è espressa la maggioranza in modo compatto. Colla (Piacenza Più) non ha votato mentre Movimento 5 Stelle, Piacenza in Comune e Liberi si sono astenuti.

Ilpiacenza.it


30/09/2017

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