Rassegna Stampa

Striscioni contro gli amministratori, indagini della Digos

Data: 06/04/2018

II vicesindaco: «Se saranno individuati gli autori, il Comune si costituirà parte civile» 
PIACENZA • Sono in corso gli accertamenti dei poliziotti della digos sugli striscioni contro la giunta comparsi l'altra notte sui cancelli di tre strutture al centro di accese polemiche politiche: quello a Spazio 4 che prendeva di mira pesantemente il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Nicola Domeneghetti, quello a SpaziAli (ex Belleville) alla Lupa contro l'assessore ai servizi sociali Federica Sgorbati e quello al campo Daturi contro l'assessore alla cultura Massimo Polledri. Gli investigatori stanno cercando si risalire alla mano - o alle mani - che hanno scritto e poi affisso gli striscioni che il centrodestra ha definito senza mezzi termini «intimidatori». Da quanto si apprende da ambienti investigativi, gli stessi accertamenti sarebbero a buon punto e appena terminati verranno inviali alla procura la quale, sulla base degli stessi, stabilirà come procedere. Al riguardo il parlamentare di Fdi Tommaso Foti ha fatto un'interrogazione al ministro dell'Interno Marco Minniti. Intanto ieri il vicesindaco con delega all'avvocatura Elena Baio ha fatto sapere che «se saranno individuati i responsabili di queste azioni, il Comune si costituirà parte civile». «Credo che quei gesti si commentino da soli - ha aggiunto - Se gli amministratori vorranno poi procedere con denunce autonome saranno liberi di farlo». Al momento sembra però che nessuno dei tre abbia intenzione di farlo. «Mi farò una ragione di questa bassezza - afferma Polledri - semi viene imputato di non avere fatto l'interesse di una parte, lo prendo come una medaglia». Dello stesso avviso anche la collega Sgorbati: «Prendo atto che non tutti sono abituati a confrontarsi in modo civile e aperto. Non sporgerò alcuna denuncia ma ringrazio pubblicamente tutti quelli che, in ambito privato e politico, mi hanno manifestato la loro solidarietà». Sta meditando sul da farsi Domeneghetti destinatario del messaggio più pesante: «Valuterò nei prossimi giorni le iniziative da intraprendere. Tuttavia sono convinto che questi vili atti intimidatori debbano essere stroncati sul nascere per impedire che nasca una convinzione di impunità nelle coscienze di questi individui che agiscono nell'anonimato. Non temo perla mia persona, ma ho una famiglia e un ruolo istituzionale che debbo difendere».

Libertà

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl