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Trespidi: serve una pulizia generale dell'apparato dei dirigenti comunali


II leader di Liberi: dallo statuto una manina ha tolto la chance di assumere a tempo determinato 

PIACENZA • Una variazione dello statuto comunale di natura tecnica ha fornito il destro per un vigoroso attacco alla struttura dirigenziale del Comune. A sferrarlo è stato lunedì in consiglio Massimo Trespidi (Liberi). Lo spunto è stato, si diceva, la modifica statutaria volta a inserire la possibilità che incarichi dirigenziali siano attribuiti a persone estranee all'amministrazione mediante contratti a tempo determinato. Senza questa integrazione, gli incarichi a tempo determinato di cui il Comune già da tempo si avvale sarebbero stati esposti al rischio di ricorsi. «Chi ha tolto dallo statuto quella parte che oggi ripristiniamo?», ha iniziato l'affondo Trespidi, riferendosi al fatto che «era previsto che potessero essere assunti dirigenti sia a tempo determinato sia indeterminato, ma una manina ha tolto determinato». Nel mirino un anonimo dirigente con diritto di intervento nella redazione dello statuto, che «ha ingessato la macchina comunale precludendo altre possibilità». Occorre «una pulizia generale della struttura dirigenziale», secondo Trespidi, che ha trovato sponde in Luigi Rabuffi (Pc in Comune), Andrea Pugni (M5s) e Tommaso Foti (Fdi): «Ci sono 6-7 dirigenti a tempo indeterminato che purtroppo avremo sulle scatole», ha considerato Foti, «per altri ruoli dirigenziali saremo costretti a guardare fuori da Piacenza, ma sarei più per cercare posizioni organizzative in grado di assumersi responsabilità».

Libertà


13/12/2017

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