Rassegna Stampa

Turismo di area vasta, boccone indigesto per il centrodestra

Data: 13/12/2017

Viene considerato da molti un carrozzone, ma dalla coalizione il si arriva (Foti non vota) 

PIACENZA • Non bastava la tassa di soggiorno, anche la delibera su Destinazione Turistica Emilia ci si è messa a guastare il pomeriggio della maggioranza nel consiglio comunale di lunedì Una pratica «indigesta l'ha definita Stefano Cavalli (Lega). Destinazione turistica Emilia è il nome dell'area vasta in materia di turismo, cioè l'aggregazione tra Piacenza, Parma e Reggio per politiche comuni per l'attrattività territoriale. In discussione in consiglio comunale erano modifiche allo statuto del nuovo contenitore votato alla fine dello scorso marzo, modifiche per irrobustire la struttura in vista delle prime erogazioni (300mila euro) da parte della Regione, ha spiegato il sindaco Patrizia Barbieri. Il nervo scoperto della maggioranza nel votare una simile delibera lo ha toccato Massimo Trespidi (Liberi) dando voce ad argomenti da sempre cavallo di battaglia del centrodestra nella critica a iniziative promosse dalla "rossa" Bologna: «E' solo un carrozzone che non reca alcun vantaggio al territorio, serve a dare qualche posto a qualcuno». «Mi ha anticipato Trespidi», si è detto d'accordo Sergio Pecorara (Forza Italia). Idem Cavalli «Crediamo che sia l'ennesimo carrozzone»), il quale ha però espresso ugualmente fiducia: «Dobbiamo andarci per valorizzare il nostro territorio senza essere succubi e sappiamo che il sindaco saprà farsi rispettare a differenza della passata amministrazione». Favorevole il Pd che con Giorgia Buscarini, ha ringraziato Barbieri per «l'impegno che sta mettendo in Destinazione Emilia e siamo certi che saprà farsi valere tra Parma e Reggio, non rappresenta un carrozzone, ma un'opportunità, se pensiamo di fare turismo richiudendoci nei nostri confini... ». «La partita va giocata», hanno dato man forte Roberto Colla (Piacenza Più) e Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune). «Abbiamo il dubbio che sia l'ennesimo carrozzone, ma anche fiducia nel sindaco», ha spiegato Andrea Pugni (M5s). Mentre Filippo Bertolini (Fdi) ha ricordato che in esame era solo una modifica statutaria e non l'istituzione di Destinazione Emilia, Antonio Levoni(Liberali piacentini) ha fatto sapere che avrebbe preferito votare contro perché «non mi fido della Regione e ancor meno di Parma». «E' ovvio che il rischio (di carrozzone, ndr) c'è, però non è che dobbiamo chiuderci nel nostro feudo, ce lo chiedono i nostri operatori turistici di fare un salto», ha messo tutti in riga Barbieri, «si tratta di accettare una sfida che è tutta da giocare, le preoccupazioni di Trespidi sono le preoccupazioni di tutti, ma a restare fuori faremmo il gioco della Romagna che fa l'asso pigliatutto di risorse regionali. L'area vasta ha senso per evitare che territori vicini promuovano iniziative che si cannibalizzano l'un l'altra e per ora i rapporti sia con Parma sia con Reggio sono ottimi». Eccetto il no di Liberi, gli altri tutti a favore tranne Tommaso Foti che non ha votato.

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