Rassegna Stampa

'Fusione Camere Commercio operazione da scongiurare'

Data: 19/08/2020

Nel Decreto Rilancio il Governo accelera sull'accorpamento con Parma e Reggio 
La sindaca si oppone. 
Foti: «Una porcata»

Il Governo Conte II accelera sulle fusioni delle Camere di Commercio, tema ormai annoso. Ma da Piacenza, sponda centrodestra, si scatena l'insurrezione per un'operazione che viene definita senza mezzi termini «una porcata» per dirla con Tommaso Foti, deputato di Fdi. A lui si accoda la sindaca Patrizia Barbieri: «Un'eventualità da scongiurare a tutela dell'autonomia dell'ente camerale». Alla vigilia di Ferragosto l'esecutivo ha inserito nel cosiddetto "decreto Rilancio" un articolo che lascia 60 giorni alla Camera di Commercio di Piacenza per accorparsi con quelle di Parma e Reggio e trenta giorni a queste ultime per farlo. Diversamente l'ente camerale potrebbe essere commissariato. «Nel mentre la politica piacentina appare distratta da altre vicende non solo di rilievo nazionale, a Roma si pensa di sfilarci, senza tante scuse, la Camera di Commercio obbligandola o all'accorpamento coatto con quelle di Parma e Reggio Emilia o mandando qui un proconsole del Governo, esautorandone gli organi», afferma Foti. «Già in più occasioni ho denunciato - prosegue il deputato - l'assurda cocciutaggine del Governo centrale nel volere imporre accorpamenti tra le Camere di Commercio addirittura su base regionale, impedendo - o cercando di farlo - che Camere di Commercio di territori attigui ma di Regioni diverse potessero autonomamente decidere di unirsi, anziché vedersi imposto un matrimonio neppure d'interesse». «Oggi il Governo va oltre - denuncia Foti - e, pur in pendenza ancora di una decisione del supremo organo della giustizia amministrativa, decide in nome di una supposta semplificazione di liquidare le realtà produttive territoriali e le loro rappresentanze nel none di un dirigismo accentratore di ritorno che è poi la vera stella polare del Governo Conte». «Chissà se a fronte di una vera e propria porcata che colpisce l'economia piacentina - conclude il parlamentare di Fdi - qualcuno altro batterà un colpo, o continuerà a ritenere più utile continuare a contrastare l'ordinanza comunale che vieta di sedersi sui gradini di alcuni immobili, quasi fosse la battaglia politica del secolo». In serata sul tema è intervenuta anche la sindaca Patrizia Barbieri secondo cui l'operazione «lascia più di un dubbio sui modi e sui tempi con cui è maturata e impone al sistema piacentino la massima attenzione». «L'imposizione per legge della fusione – continua la sindaca – precipita un percorso articolato che aveva la necessità di maturare all'interno di un quadro di tutele e di garanzie per il nostro sistema economico. E questo stava avvenendo, pur nella legittima diversità di opinioni e di posizioni. La paventata possibilità, poi, in caso di mancata fusione nei tempi prescritti dal Governo, dell'arrivo di un commissario straordinario e della decadenza degli organi camerali, è un'eventualità che occorre scongiurare a tutela prima di tutto dell'autonomia dell'ente camerale e del suo fondamentale ruolo nel tessuto socio-economico locale».

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