Rassegna Stampa

'Galantuomo di grande umanita'' - Tributo anche dal mondo sindacale

Data: 15/03/2020

SINDACO, FONDAZIONE E PARLAMENTARI: LUNGIMIRANZA ED EQUILIBRIO

 L'ondata di emozione per la comparsa si Cesare Betti ha toccato molte autorità cittadine, sindacati e amministratori. «Conserverò il ricordo di Cesare Betti come una persona che alla grande professionalità e competenza - scrive la sindaca e presidente della Provincia Patrizia Barbieri - in un ruolo impegnativo e di fondamentale importanza per il territorio, ha unito una profonda, sincera umanità e la capacità straordinaria di porsi sempre in empatia con i suoi interlocutori». Barbieri esprime cordoglio anche a nome della giunta, del consiglio comunale, dell'amministrazione provinciale. «Nel corso degli anni ho avuto modo di confrontarmi con Cesare sui grandi temi dello sviluppo e della crescita economica, su progetti di innovazione e sostenibilità sociale, su iniziative di solidarietà e collaborazione tra pubblico e privato rispetto alle quali si è sempre dimostrato disponibile. Aveva la dote, rara, di saper unire e credeva fortemente negli appelli a fare squadra per Piacenza e il territorio provinciale. Portatore dei valori più solidi di un'imprenditoria legata al suo territorio ma tesa ad aprire i propri orizzonti, lungimirante e aperta a una visione strategica». Il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Massimo Toscani, ricorda Betti entrato contestualmente alla sua stessa presidenza in Cda «e diventato anche un amico, con grandissime doti di equilibrio, mediazione, sempre molto propositivo sempre alla ricerca di soluzioni, aveva conoscenza veramente straordinaria della piazza di Piacenza, poteva contattare dalla persona più semplice alla più collocata, la Fondazione e tutta la comunità sentirà la sua mancanza, era un punto di riferimento». «Ottimo interlocutore, persona amabile, persona solare, la scomparsa di Betti è una grave perdita» scrivono i parlamentari della Lega Elena Murelli e Pietro Pisani e i consiglieri regionali Matteo Rancan e Valentina Stragliati, rendendo omaggio ad un grande conoscitore del sistema confindustriale capace di interloquire con il sindacato. «Con infinita tristezza e grande dolore ho appreso che il cuore buono e generoso di Cesare Betti ha cessato di battere - così interviene l'onorevole Tommaso Foti (FdI) - L'ho conosciuto sia in ambito professionale, capace e brillante dirigente di Confindustria, sia nel privato, soprattutto a Carpaneto, nel corso di lunghe e appassionate chiacchierate. Confindustria perde un punto di riferimento, il territorio piacentino un signorile galantuomo, io un amico sincero». Lo ricorda Gianfranco Dragoni, sconcertato dalla notizia. Fin dai tempi in cui Dragoni era segretario della Fiom e poi della Camera del Lavoro, ecco i due impegnati, da fronti diversi, in vertenze anche difficilissime come quella Mandelli: «capiva i movimenti societari, aiutavano moltissimo la sua competenza e affidamento, la lealtà e il rispetto, lo ricordo quando accompagnava nelle vertenze il dottor Magnelli, capo delle relazioni industriali, si stava facendo le ossa, mai avuto screzi ne impuntature, ci teneva ad aver buone relazione con le controparti ed era molto preparato». Marina Molinari, segretario generale della Cisl Parma Piacenza, esprime, anche a nome di tutte le categorie sindacali, profondo cordoglio per la prematura scomparsa di Betti, ricordandone « la grande competenza, unita a uno spirito positivo e gioviale». Gaetano Rizzuto, già direttore di Libertà, ricorda con affetto Cesare: «Piango la perdita di un amico carissimo che ho conosciuto 20 anni fa quando sono arrivato a Piacenza. Cesare Betti era la memoria storica della Confindustria piacentina e ne progettava il futuro . Aveva tanti progetti in mente. Non si risparmiava, incontrava e tesseva relazioni. Entusiasta della vita e animato da una forte fede. E' stato un protagonista nel 2015 per dare un grande ruolo a Piacenza per l'Expo di Milano, si è battuto per fare squadra tra le categorie economiche e sociali, per dare un futuro al territorio».

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