Rassegna Stampa

'I tecnici non hanno mai migliorato la situazione, attenti ai trasformismi'

Data: 05/02/2021

FDI / FILIPPO BERTOLINI - TOMMASO FOTI

«I governi tecnici nella nostra esperienza non hanno migliorato la situazione, anzi l'hanno peggiorata. Per noi di Fdi il ruolo della politica rimane centrale». La critica di Filippo Bertolini, consigliere comunale del gruppo di Fdi, è serrata e non si ferma certo davanti al carisma di Mario Draghi. «La soluzione Draghi - prosegue - arriva a seguito dell'evidente incapacità di chi stava governando in quel momento. Sicuramente Draghi ha un profilo più alto e più promettente di quello di Giuseppe Conte. Ma ridare la voce agli italiani tramite il voto sarebbe stata la soluzione migliore, per arrivare a un esecutivo politico e più rappresentativo della volontà». C'è però un aspetto pragmatico che può giocare a favore dell'incarico a Draghi: «È sicuramente la figura giusta - conclude Bertolini - per convincere l'Europa su quei 209 miliardi del Recovery...». Da Roma il deputato piacentino di Fdi, Tommaso Foti, aggiunge la comprenisibile dose di scetticismo, propria di chi ha visto già tante crisi di governo. «Certo che dall'incarico a Mario Draghi esce sconfitta, perché incapace di produrre decisioni. Se la politica italiana è malata - considera Foti - la malattia è senza dubbio il trasformismo politico che ha prodotto la maggioranza che è appena implosa. Secondo me e secondo Fdi la cura giusta alla malattia sarebbe stata il voto. Ma si è deciso di dare a Draghi l'incarico di medico... Adesso bisognerà vedere che cura propone» Fuori di metafora sanitaria, purtroppo calzante per il perodo, Foti vede solo due schemi possibili per Draghi. «O forma un esecutivo tutto composto da tecnici, ministri e sottosegretari, dodici perosnalità esterne alla politica, e con queste realizza un programma, presentandosi di volta in volta davanti alle Camere per trovare i voti, come ci si aspetta da un governo di salvezza nazionale». «Oppure Draghi vicino ai tecnici - dice Foti - vediamo comparire Di Maio, Franceschini e altri. E allora a quel punto non c'è stata alcuna rottura, e saremmo alle solite: si è scelto di cambiare perché nulla cambiasse».

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