Rassegna Stampa

Amazon, i giudici spengono le speranze dei lavoratori precari

Data: 11/07/2019

«Nessun obbligo di assunzione per gli interinali» ha stabilito ieri una sentenza a Milano dopo l'analogo provvedimento a Piacenza

Nessun obbligo di assunzione per i lavoratori interinali di Amazon. Il giudice del lavoro di Milano, Eleonora Porcelli, ha respinto ieri il ricorso di una decina di lavoratori cosìddetti "a somministrazione", cioè assunti tramite agenzia, che chiedevano sostanzialmente di essere stabilizzati e di essere assunti con un contratto a tempo indeterminato nello stabilimento di Castelsangiovanni. Le motivazioni del giudice di Milano che ha respinto il ricorso saranno depositate entro 60 giorni, ma in sostanza si può affermare che l'istanza dei precari, assistiti dall'avvocato Nicola Coccia che chiedevano di essere assimilati ai lavoratori con contratto a tempo indeterminato, non è stata accolta. La sentenza emessa dal giudice del lavoro di Milano fa seguito ad una precedente sentenza, emessa questa volta a Piacenza ai primi di luglio, tramite cui erano stati respinti i ricorsi di un'altra cinquantina di lavoratori, sempre di Amazon. Viene quindi ribaltato l'impianto dell'Ispettorato nazionale del lavoro che un anno fa circa avevano notificato al colosso dell'e-commerce, il cui centro di distribuzione europeo si trova a Castelsangiovanni, di aver sforato le quote per l'utilizzo dei lavoratori interinali. Dopo alcuni accertamenti e controlli, l'Ispettorato del lavoro aveva contestato al gruppo americano di aver utilizzato, tra luglio e dicembre del 2017, un numero di lavoratori a tempo oltre i limiti consentiti dalla legge. I contratti di lavoro utilizzati in eccesso sarebbero stati 1.308. Questo numero era stato fornito dallo stesso ispettorato il quale aveva comunicato ufficialmente che «gli oltre 1300 lavoratori interinali utilizzati oltre i limiti potranno pertanto richiedere di essere assunti a tempo indeterminato e, a far data dal primo giorno di utilizzo, direttamente dalla società Amazon». Da qui l'avvio dei ricorsi al giudice del lavoro che non sono però stati accolti. L'esito degli accertamenti aveva trovato alcune voci critiche. Il parlamentare Tommaso Foti (FdI) aveva ad esempio biasimato il comunicato tramite cui si prospettava la possibile stabilizzazione dei lavoratori. Foti aveva parlato di «grave atteggiamento del personale del ministero del Lavoro, che ha ingenerato fortissime aspettative nei lavoratori»

Libertà

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl