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Azione Cattolica, appello al voto 'consapevole' - partiti schierati tutti per il Si (tranne Forza Italia)

Data: 17/09/2020

L'associazione: «Compito del cristiano è informarsi, no alle tentazioni da antipolitica». Negli schieramenti c'è chi si smarca

Tra il Sì e il No non si sbilancia, «ci sono ragioni oggettive a favore dell'uno e dell'altro». Ma esorta i cittadini a votare in modo consapevole, perché «è compito primario del cristiano informarsi e formarsi prima di prendere una decisione». E' un appello sui generis, e tutt'altro che convenzionale, quello che lancia Azione Cattolica (Diocesi di Piacenza) in vista del referendum di domenica e lunedì sul taglio dei parlamentari. «Riteniamo sia necessario approfondire e non lasciare che la scelta sia fatta in modo superficiale votando con un sentimento antipolitico» scrive in una nota Azione Cattolica specificando che si tratta di «un referendum su un tema specifico e bisogna informarsi ed entrare nel merito del quesito» rifiutando «la tentazione di trasformarlo nell'ennesimo referendum "politico" su questa o quella personalità o partito o governo». Il ragionamento poi si allarga. «C'è sicuramente bisogno di un rinnovamento delle regole di funzionamento del Parlamento, della legge e dei meccanismi elettorali e anche della composizione e delle funzioni della Camera e del Senato» e «ci pare che tutte le forze politiche siano d'accordo che cambiare una sola di queste senza anche una modifica delle altre porterebbe vantaggi molto limitati. Quello che chiediamo a tutte le forze politiche è un impegno concreto, perché, indipendentemente dall'esito del referendum, dal giorno dopo inizino a lavorare per una riforma completa che ormai attendiamo da decenni». 

M5s: «Da noi la svolta» 
Chi invece ha sposato una causa precisa sono i partiti. Quella del Sì, nonostante al loro interno non manchino le voci di chi si smarca dalle posizioni ufficiali. Il Sì più convinto è naturalmente quello del Movimento 5 stelle, principale sponsor della riforma. «Quello sul taglio dei parlamentari è un dibattito che va avanti da decenni tra destra e sinistra ma che prima del Movimento 5 Stelle la politica non è riuscita a portare a compimento fino ad ora a causa di partiti troppo legati alle poltrone dei parlamentari e al loro alto numero - spiega Davide Zanichelli, deputato pentastellato di Guastalla (Reggio Emilia) ieri a Piacenza -. Se usciti dal fascismo c'era bisogno di ricostruire un paese e servivano numerosi parlamentari, oggi, nel 2020, in cui abbiamo i comuni, le province, le regioni, la comunità europea, le unioni dei comuni e pure le comunità montane, forse 945 parlamentari sono pure troppi. Specie da quando anche le regioni hanno avuto la facoltà di fare leggi. Ora è venuto il momento di ridurre il numero dei parlamentari, e la parola passa ai cittadini per la scelta finale».   

Lega: «Coerenti» 
La Lega parla di scelta «coerente». «Tra Camera e Senato abbiamo votato quattro volte su quattro a favore del taglio dei parlamentari, pertanto domenica e lunedì voteremo Sì - dice il segretario Luigi Merli -. Auspichiamo, però, che dopo l'approvazione definitiva della riforma la maggioranza parlamentare che oggi sostiene questo governo non imponga una legge elettorale che penalizzi la maggioranza degli Italiani». 

Fdi: «Più livelli legislativi» 
Anche Fratelli d'Italia indica ai suoi sostenitori la strada del Sì. «Nelle quattro votazioni alle Camere tenutesi in questa legislatura, Fdi ha espresso sempre voto favorevole alla riduzione del numero dei parlamentari - sottolinea il deputato Tommaso Foti -. Fdi evidenzia che, nel corso degli anni, si è diversificata la funzione legislativa su più livelli istituzionali, di cui non si può non tenere conto. La scelta per il SI di Fdi, inoltre, non trova ragione nell'asserita riduzione dei costi della politica, atteso che la diminuzione dei parlamentari comporterà un risparmio annuo modesto (circa 60 milioni di euro a fronte degli 830 miliardi di spesa pubblica). Dopo l'affermazione del Sì sarà necessario approvare una legge elettorale che permetta la rappresentanza di tutte le provincie ed offra garanzia di tribuna per le formazioni politiche minori».

Pd: «Nuova legge elettorale» 
Quello del Pd «è un Sì consapevole» dice il segretario Silvio Bisotti, che però rifugge «le argomentazioni banali e populistiche quali il solo risparmio economico o l' irrazionale strategia dell'antipolitica contro la "casta"». I dem sono certi «dei limiti della riforma e di alcune delle ragioni di dissenso, ma il Sì è motivato dalla necessità prioritaria di aprire un percorso che avrà a che fare con la necessità di un riequilibrio della rappresentanza garantito da una nuova legge elettorale che ha iniziato il suo percorso». 

Eccezione Forza Italia 
Per il Sì c'è anche Italia Viva. Unica eccezione del panorama parlamentare è Forza Italia: «Votare No significa mandare un segnale forte al Governo e alla maggioranza. Lo stesso nostro Presidente Berlusconi, pur lasciando una certa libertà di coscienza agli elettori, ha indicato nel No il voto migliore da fare». Il segretario Gabriele Girometta: «Chiedo e auspico che tanti cittadini vadano a votare e si esprimano sul No al referendum in difesa della nostra Costituzione: posizione condivisa da centinaia di costituzionalisti, mandando così nel contempo un chiaro messaggio di dissenso al Governo e ai Partiti che lo sostengono».

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