Rassegna Stampa

Besurica, la filiale delle Poste a ritmo ridotto - 'Scarsa efficienza, le code sono inaccettabili'

Data: 12/07/2020

Le vibranti proteste dell'utenza dopo la sforbiciata degli orari: «Scelte assurde, non si riesce a utilizzare un servizio garantito»

Almeno c'è un'amara consolazione: le folte chiome del viale alberato riparano dal sole. Per il resto, l'accesso all'ufficio postale della Besurica sembra un disastro: code, lamentele e attese snervanti sul marciapiede. «Da quando l'orario di attività dello sportello è stato ridotto - dice un residente del quartiere - la situazione è invivibile. Non si riesce a utilizzare un servizio che, in teoria, dovrebbe essere garantito a tutti…». Il problema è presto detto. Dalla ripresa post-Covid in poi, la filiale di Poste Italiane in via Perfetti ha subito un drastico ridimensionamento: oggi i turni di apertura al pubblico restano solo nelle giornate di martedì e giovedì dalle 8.20 alle 13.35 e sabato dalle 8.20 alle 12.35, mentre prima erano in tutte le mattine della settimana (tranne la domenica). Risultato? Molti residenti del quartiere fanno a gara per arrivare il prima possibile davanti allo sportello e provare a espletare le proprie pratiche, oppure "emigrano" verso altri uffici postali della città. «Le code sono inaccettabili, non se ne può più - commenta un pensionato in attesa sul marciapiede di via Perfetti - un conto è avere pazienza per garantire il rispetto del distanziamento sociale, un altro è assistere a questa inefficienza illogica. Limitare il servizio postale pubblico in maniera così drastica non ha alcun senso». L'allarme è stato lanciato anche dal parlamentare piacentino Tommaso Foti, che nei giorni scorsi ha presentato un'interrogazione al Governo Conte per chiedere di porre rimedio a questa "decisione poco lungimirante, che mortifica gli utenti". Del resto, gli effetti della "sforbiciata" agli orari si sono visti anche ieri mattina: a un certo punto, già intorno alle 8.40 (una ventina minuti dopo l'apertura) la lunga fila dei residenti si è protratta fino sul marciapiede in via Grazioli. «Ho rinunciato a entrare nello sportello - interviene Francesca Di Stefano - la scelta di tenere aperto solo al martedì , giovedì e sabato è assurda, considerando c'è un'attesa infernale già in condizione di normalità». Paolo Casaroli conferma il disagio: «Vado alla posta di via Cella, qua alla Besurica è impossibile…». E non è il massimo nemmeno nell'ottica dell'inquinamento: un abitante del quartiere si vede costretto a spostarsi in auto in altri uffici di Piacenza, invece di affidarsi al servizio "a chilometro zero". «Anche mio marito ha provato ad accedere allo sportello della Besurica, ma si è arreso ed è andato in via Cella», aggiunge Mariuccia Zavattoni. «Ho tentato di ritirare una raccomandata per tre volte, invano - dice una cittadina - i miei orari di lavoro non sono compatibili con i soli tre giorni di apertura delle Poste. L'altro giorno, davanti all'ufficio chiuso, oltre a me c'erano due persone e un corriere. Una maggiore comunicazione sarebbe utile».

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