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Rassegna Stampa

Chicchi di grandine grossi come acini d'uva, 10 minuti d'inferno in Valtidone

Data: 13/04/2018

Auto fuori strada, cantine allagate, canali tracimati, in azione anche gli spartineve. Apprensione per i possibili danni ai vigneti

Poco dopo le 16 di ieri pomeriggio una fortissima grandinata si è abbattuta su gran parte della Valtidone. I chicchi di ghiaccio, che hanno raggiunto le dimensioni di acini d'uva, hanno ricoperto le colline con una coltre bianca che, vista da lontano, sembrava neve. La raffica ha colpito vaste aree della campagna tra cui le zone attorno a Pianello, Seminò e Albareto (in comune di Ziano) e alcuni territori del confinante comune di Alta Val Tidone (che comprende gli ex comuni di Nibbiano, Caminata e Pecorara), ma anche le frazioni di Corano e Moretta di Borgonovo fino a raggiungere, in pianura, Castelsangiovanni, dove ha flagellato il centro abitato. La violenta grandinata si è protratta per oltre dieci minuti provocando molti danni. A Trevozzo, presso la rotonda dell'incrocio per Pianello, una bomba d'acqua si è riversata sulla 412 trasformandola in un fiume (come si riferisce nell'articolo qui sotto) mentre a Pianello, in via Sante Liberata e Faustina, i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per liberare una cantina finita sott'acqua a causa di alcuni canali che sono tracimati. Lungo la strada che collega Borgonovo a Ziano il ponticello sulla Carona e quello tra Seminò e Albareto sono stati sommersi dall'acqua che è tracimata. In questa zona sono entrati in azione anche gli spartineve per rimuovere il manto di grandine che invadeva la sede stradale. Diverse auto colpite dalla gragnuola di ghiaccio lungo le strade hanno subito danni e alcune sono addirittura finite fuori strada, com'è accaduto a Moretta di Borgonovo dove è dovuto intervenire il carro attrezzi. A Castelsangiovanni la grandinata ha creato non pochi disagi alla circolazione con camion e auto che hanno dovuto accostare in attesa che terminasse. Per le conseguenze sui vigneti bisognerà attendere una verifica più puntuale, ma già si riscontrano i primi danni.Andrea Badenchini, produttore vitivinicolo di Albareto di Ziano, che ieri è stato sorpreso dalla grandinata mentre da Milano stava rientrando in Valtidone, racconta: «A Castelsangiovanni sono stato investito dalla grandine e a Borgonovo mi sono fermato per vedere se il furgone aveva danni. Quando sono rientrato a casa, ho trovato gli spartineve e le colline imbiancate, come se fosse nevicato. A un primo esame dei vigneti, qualche germoglio risulta colpito, speriamo che il danno sia di lieve entità, mentre le piante e gli alberi sono stati completamente pelati». Per i vigneti,bisognerà attendere una ricognizione più approfondita. Dai parlamentari piacentini intanto sono arrivate le prime attestazioni di solidarietà. La deputata Elena Murelli e il senatore Pietro Pisani, entrambi della Lega, definiscono la grandinata di ieri «un evento eccezionale che richiede lo stato di calamità per tutelare due eccellenze agroalimentari. Secondo le prime stime, avrebbe causato seri danni soprattutto ai vigneti, dove sono spuntate le prime gemme, e ai campi dove sono state trapiantate le prime piantine di pomodoro». Il deputato di Fratelli d'Italia Tommaso Foti, solidarizzando con il mondo agricolo, ritiene «indispensabile che venga proclamato immediatamente lo stato di calamità naturale».

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