Rassegna Stampa

Disfida in A1, la Lega cancella Piacenza

Data: 16/02/2019

Da sempre era Piacenza Nord, da due giorni è Basso Lodigiano. Cambia nome il casello dell'Autostrada del Sole all'altezza di Guardamiglio, terra lombarda, diventato "bandiera" di identità territoriale. I sindaci del Lodigiano, zona di forte impronta leghista, hanno trovato nel sottosegretario Guidesi l'"ariete" che ha ottenuto un cambio simbolicamente rivoluzionario. A Piacenza era stato Foti (FdI) a mettersi - invano - di traverso. Il Pd attacca: «Ora le prendiamo anche da San Rocco». Imbarazzo tra i leghisti piacentini. Sconcerto di alcuni automobilisti davanti alla nuova segnaletica.

Casello ribattezzato nel segno della Lega 
Malumori a Piacenza 

HA LA PATERNITÀ DI GUIDESI, PADANO DOC, LA SPARIZIONE DEL NOME "PIACENZA NORD"

E' apprezzabile il low profile tenuto dall'onorevole Guido Guidesi che la sostituzione della scritta Piacenza Nord con Basso Lodigiano sui cartelli al casello di Guardamiglio si è ben guardato dallo sventolarla come la più leghista delle vittorie politiche. «Ribadisco ciò che avevo comunicato mesi fa quando avevamo annunciato l'okay alla richiesta dei sindaci e della provincia di Lodi da parte del sottocomitato per la toponomastica autostradale, e cioè che il casello è in Lombardia», si è limitato a commentare ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri rompendo il diplomatico silenzio del giorno prima, quando tramite il suo addetto stampa faceva sapere di non essere al corrente del cambio di denominazione in corso in quelle ore alla segnaletica dell'Autosole. E d'altra parte che di quello si tratti, di una vittoria tutta di marchio Lega, è difficile da disconoscere non foss'altro che per la paternità che il Guidesi da San Rocco al Porto, militante padano a 24 carati, fin dall'inizio ha dato all'operazione. «Una richiesta salita trasversalmente dal territorio lodigiano», è l'argomento usato per affrancare dalla connotazione politica del Carroccio una battaglia che sulla sponda piacentina proseliti ne fa ben pochi. Tommaso Foti (Fdi), che con un'interrogazione parlamentare si era opposto al cambio di denominazione proponendo semmai di aggiungere Basso Lodigiano a Piacenza Nord, ha dato fuoco alle polveri parlando (v. "Libertà" di ieri) di «pagliacciata» che, oltretutto, andrà a ingolfare di traffico Piacenza Sud visto che quell'uscita, per chi proviene da Milano, viene indicata per chi vuole recarsi nel centro città. E c'è chi, come Antonio Gobbi, un nostro lettore, che l'altra sera, trovandosi di fronte all'inattesa novità segnaletica a Guardamiglio, ha scritto subito al giornale tutto il suo disappunto: «Per poco non esco di strada», racconta la sua disavventura rientrando in auto da Milano, «di colpo di fronte a me si è palesato il cartello indicante l'uscita "Basso Lodigiano", per un attimo sono smarrito se non sconcertato nel vedere che dopo oltre 40 anni, ti cambiano una indicazione stradale. L' onorevole leghista Guido Guidesi Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (originario di San Rocco al Porto ) ce l' ha fatta, è riuscito nell' intento di dare una identificazione a un territorio che al sottoscritto per lo meno risulta ancora oggi difficile da individuare». «La questione», viene al dunque il lettore, «è che per valorizzare questo territorio si provoca a mio avviso un grosso danno alla città di Piacenza, infatti ora chi si vorrà recare in questa bellissima città emiliana, a meno che non conosca perfettamente il territorio, cadrà nell'errore di uscire a Piacenza Sud/Est o alla Ovest in quanto l'uscita Piacenza Nord in autostrada non è più segnalata, con la conseguenza che l'unico ingresso alla città, rappresentativo e degno di questo nome e che dal ponte sul Po recentemente ristrutturato conduce in un attimo al centro storico della città verrà molto meno utilizzato». Morale: «Questa nuova viabilità crea inevitabilmente una congestione delle altre due uscite che già ora in certi orari frenano l'afflusso viabilistico del rientro serale». «Mi auguro che questo messaggio venga colto da tutti i politici piacentini e non solo dall'on. Foti che si è già attivato, in grado di prendersi la responsabilità e l'impegno di approfondire e verificare se risulta possibile un cambiamento di tale portata», incalza Gobbi, chiedendosi «se Autostrade per l'Italia (ovvero il gruppo Benetton ) con questa modifica ci guadagna». E conclude: «Sicuramente in questo momento è meglio avere un sottosegretario del Governo in carica soddisfatto». Temi su cui Guidesi, interpellato ieri da "Libertà", ha risposto dicendosi convinto che sia «una migliore soluzione anche per Piacenza considerando che finalmente viene ben segnalato il divieto di transito per i mezzi pesanti sul vecchio ponte della via Emilia». E «per gli automobilisti non cambia nulla: chi è residente è già abituato a utilizzare quella uscita, sui nuovi cartelli c'è la scritta "Piacenza centro" per aiutare i non residenti e infine ci sono i navigatori GPS». «Ora abbiamo davanti mesi di lavoro che riguardano anche e soprattutto Piacenza», ha rimarcato l'onorevole tendendo la mano all'altra sponda, «la richiesta Mab Unesco per tutta la fascia del Po, il contratto di fiume, il miglioramento dei collegamenti ferroviari Piacenza-Milano e la riconversione delle aree demaniali in base alle richieste del comune di Piacenza: tutte questioni su cui già stiamo lavorando e a cui daremo risposte quanto prima».

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