Rassegna Stampa

Ecco i buoni per la spesa ma sugli aiuti e' protesta

Data: 31/03/2020

FONDO SOLIDARIETÀ, BARBIERI E FOTI: «SOLDI GIÀ DOVUTI» IRA PASQUALI: «A NOI NULLA» 

E' di circa 1,5 milioni la somma che il Governo ha assegnato complessivamente ai comuni piacentini per la solidarietà alimentare, i cosiddetti buoni spesa (i famosi 400 milioni totali). Ma anche qui, come altrove, sale alta la protesta di sindaci e amministratori secondo cui queste risorse non bastano per fronteggiare l'emergenza. «Quella dei buoni spesa non è una misura sufficiente» ha chiarito ieri a liberta.it l'assessore al welfare del Comune di Piacenza, Federica Sgorbati. A titolo di esempio: per i buoni spesa a Palazzo Mercanti sono stati assegnati quasi 549mila euro (nella tabella il dettaglio dei comuni). Sono risorse che, stando alle promesse del premier Conte, arriveranno concretamente sul conto corrente dell'ente entro questa settimana. Ma intanto la pressione di una parte della cittadinanza per ottenere il contributo si sta già facendo sentire. «Con gli uffici stiamo cercando di delineare i criteri di erogazione più adatti - prosegue Sgorbati -. Ne verrà data comunicazione entro un paio di giorni al massimo. Chiediamo a tutte le persone di attendere le indicazioni e di limitarsi, in linea con le restrizioni a tutela della salute pubblica, a contattare gli uffici telefonicamente allo 0523.492022 o via email a informasociale@comune.piacenza.it».

Fondo Solidarietà 2020 
L'altro focolaio di polemica riguarda le risorse del Fondo di solidarietà 2020, circa 17 milioni per il territorio piacentino (su un totale di 4,3 miliardi per l'Italia). L'altro giorno il parlamentare di Fdi Tommaso Foti ha definito questa misura «una presa in giro da parte del Governo Conte». La sua irritazione nasce dal fatto che si tratta di risorse già dovute, che vengono stanziate di diritto ogni anno agli enti locali, i quali contribuiscono al Fondo con una quota del gettito Imu. I trasferimenti statali avvengono solitamente in due tranche: una a maggio del 66% e il saldo in autunno. Ma vista l'emergenza da Roma si sono impegnati ad anticipare la prima rata. Per il territorio piacentino l'ammontare complessivo è di 13,5 milioni, di cui 8,4 milioni al comune capoluogo. «Nulla di nuovo, quello è un Fondo alimentato in toto da risorse comunali già dovute - afferma la sindaca Patrizia Barbieri -. Mi auguro che tali anticipazioni possano essere a breve integrate con risorse statali, capaci sia di ovviare ad eventuali squilibri di bilancio degli stessi Enti locali, sia, soprattutto, di dare il necessario e significativo contributo all'economia locale e alle famiglie in una situazione di gravissima crisi». Ma c'è un ulteriore paradosso. L'anticipo promesso, fa notare Foti, sarebbe già in ritardo rispetto all'anno precedente. Già nel 2019 l'allora governo giallo-verde aveva predisposto l'assegnazione anticipata della prima rata del Fondo di solidarietà ai comuni italiani, in quel caso per ragioni di cassa. Lo conferma anche la sindaca: «Già a marzo del 2019, infatti, avevamo ricevuto un'analoga anticipazione - spiega la Barbieri -. Stiamo parlando di risorse che risolvono qualche problema, senza tuttavia compensare in alcun modo le minori entrate subite dai comuni in questo periodo. Adesso servono contributi reali per ovviare agli squilibri di bilancio e dare un input significativo all'economia locale». C'è poi il fronte di Comuni che dal Fondo di solidarietà non riceve il becco di un quattrino. Ciò succede perché lo Stato ritiene che questi enti dispongano già di una capacità finanziaria sufficiente assicurata da altre entrate fiscali. E' il caso, tra gli altri, di Bobbio: «A noi non arriverà nemmeno un tollino - spiega il sindaco Roberto Pasquali assai contrariato -. Quanto al bonus spesa prenderemo 19mila euro scarsi che, oltretutto, dovremo anticipare. Con i sindaci dell'Unione stiamo cercando di fissare i criteri per definire a chi assegnare il buono alimentare. Ma ripeto: dal Fondo di solidarietà i bobbiesi non riceveranno nulla».

L'anticipo ai Comuni 
Nello specifico sono questi i Comuni piacentini a cui viene riconosciuto l'anticipo: Agazzano (99.165 euro), Alseno (100.562 euro), Alta Val Tidone (204.854 euro), Besenzone (5.816 euro), Bettola (4.359 euro), Borgonovo (182.311 euro), Cadeo (101.467 euro), Calendasco (172.636 euro), Caorso (250.838 euro), Carpaneto (17.619 euro), Castell'Arquato (81.871 euro), Castel San Giovanni (524.330 euro), Castelvetro (138.689 euro), Cerignale (35.241 euro), Coli (50.755 euro), Corte Brugnatella (56.368 euro), Cortemaggiore (159.097 euro), Farini (29.024 euro), Fiorenzuola (385.812 euro), Gossolengo (151.853 euro), Gropparello (34.840 euro), Lugagnano (139.916 euro), Monticelli (39.856 euro), Morfasso (106.045 euro), Piacenza (8.407.000 euro), Pianello (42.079 euro), Piozzano (69.592 euro), Podenzano (187.076 euro), Pontenure (194.627 euro), Rottofreno (550.582 euro), San Giorgio (114.823 euro), San Pietro (27.122 euro), Sarmato (136.950 euro), Vernasca (156.112 euro), Vigolzone (23.051 euro), Villanova sull'Arda (115.772 euro) e Ziano (140.737 euro). 

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