Rassegna Stampa

Foti denuncia 'Spaccio d'odio nelle scritte su Ramelli'

Data: 18/09/2019

ALL'INFRANGIBILE

Interrogazione del deputato di FdI Foti sulle scritte all'Infrangibile che sarebbero rivolte a militanti del suo partito. Alcune evocano l'assassinio di Ramelli, militante del Msi, del '75.

Foti: «Infrangibile, fermare lo spaccio di odio politico»

Sui muri del quartiere nuove scritte «contro i simpatizzanti di FdI» Ennesima interrogazione alla ministra dell'Interno Lamorgese

«Una sistematica esaltazione dell'odio politico». Così il parlamentare di Fratelli d'Italia, Tommaso Foti, definisce il caso delle nuove scritte comparse sui muri del quartiere Infrangibile contro "fascisti, poliziotti e caramba", oltre alla rituale "10,100, 1000 Ramelli". Scritte che, secondo Foti, prenderebbero di mira «alcuni abitanti della zona iscritti o simpatizzanti di Fratelli d'Italia» come il presidente del comitato Infrangibile Sicuro Ennio Soresi. Tale circostanza ha indotto il deputato a presentare una nuova dura interrogazione alla neo-ministra dell'Interno Luciana Lamorgese. L'esponenete di Fratelli d'Italia ricorda che già nel mese di giugno aveva denunciato al Ministro dell'Interno «la grave situazione di intolleranza politica nella zona, imputabile ad esponenti della sinistra extraparlamentare, autori tra l'altro, di una grave forma di intimidazione». Secondo Foti la situazione è «progressivamente peggiorata rapidamente. Anche la porta esterna della segretaria parlamentare dell'interrogante, in più occasioni, è stata lordata con scritte e affissione di volantini minacciosi». Foti denuncia «l'ennesima comparsa di scritte murali minacciose, vera e propria manifestazione di istigazione a delinquere, oltre che forma di esaltazione di uno dei più orrendi crimini politici perpetrato nel 1975 nei confronti di un inerme giovane militante del Movimento Sociale Italiano». Rispetto a quanto denunciato, Foti chiede in primo luogo «se il Ministro dell'Interno intenda sollecitare approfondite e immediate indagini per scoprire gli autori di dette illecite scritte, la qual cosa non dovrebbe apparire neppure troppo difficile atteso che sulle pagine Facebook di molti esponenti della sinistra piacentina dette violente esibizioni vengono esaltate quando non rivendicate». Infine, anche con riferimento ai citati fatti dello scorso giugno, chiede al Ministro di conoscere «quali iniziative di competenza siano state assunte per prevenire e contrastare dette forme di violenza, praticate in vario modo da parte di soggetti che, anche attraverso l'utilizzo dei social, pubblicamente esaltano il ricorso alla violenza come metodo di lotta politica». 

Libertà 
 

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl