Rassegna Stampa

Foti interroga il ministro Fioramonti 'Qui 800 cattedre scoperte, e' caos'

Data: 20/09/2019

IL SINDACATO GILDA: «VALUTIAMO UN ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI»

«Nel Piacentino vi sono all'incirca 800 cattedre scoperte, dalle scuole dell'infanzia sino a quelle superiori»: è Tommaso Foti, deputato di Fratelli d'Italia, a dare voce all'emergenza che ha colpito il mondo dell'istruzione tanto a Piacenza così come nel resto della provincia. «L'anno scolastico - denuncia Foti in una interrogazione al Ministro dell'Istruzione Fioramonti - è iniziato nel caos più totale a causa della drammatica assenza di docenti. La situazione è grave al punto da avere costretto alcuni istituti ad anticipare l'orario di uscita da scuola. Come se non bastasse, a causa dell'assenza di decine di insegnanti di sostegno, in alcuni casi si è arrivati a dover posticipare l'inserimento degli studenti a scuola. Le date di avvio delle lezioni, Regione per Regione, avrebbero dovuto essere ben note da tempo». Sull'emergenza scuola interviene anche l'Usb Scuola dell'Emilia: «Non si tratta di una emergenza non prevista - è scritto in una nota - ma di una volontà politica ben precisa che con ridicoli aumenti stipendiali, tagli alle risorse umane, aumento dei carichi di lavoro in classi sempre più affollate e accordi forzati su mobilità coatta o mobilità congelata non fa che aumentare a dismisura il problema della gestione degli organici nella scuola statale». E, in serata, si è levata anche la voce della Gilda piacentina degli insegnanti: «L'Ufficio scolastico regionale non riesce a governare i dirigenti delle scuole di Piacenza, il Ministero dell'Istruzione intervenga d'urgenza. La Gilda chiede che il direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale prenda atto di non riuscire a governare uniformemente i "presidi" delle scuole di Parma e Piacenza, pur essendo il loro diretto superiore, e sollecita la politica ad intervenire anche con scelte radicali». E sempre da Gilda: «È stata notificata un'intimazione ai dirigenti scolastici di due scuole di Piacenza, il "Colombini" e il "Romagnosi Casali". Abbiamo sollecitato l'applicazione della normativa contrattuale vigente a livello regionale, la quale prevede che durante le operazioni di nomina dei docenti siano presenti anche le organizzazioni sindacali del settore. Abbiamo scelto due scuole a caso perché, visto il caos che hanno creato, sarà impossibile essere presenti in ogni singola scuola, diverso sarebbe stato se ci fosse stata una convocazione unica». Precisa il coordinatore Salvatore Pizzo: «Stiamo valutando varie azioni, ivi compresi esposti alla Corte dei Conti per perseguire eventuali responsabili del danno creato alla pubblica amministrazione, sia relativamente all'efficienza ed all'efficacia del servizio, sia sotto il profilo dell'immagine».

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