Rassegna Stampa

Foti sull'asse Piacenza-Roma: 'La Giunta Barbieri non e' in crisi, serve pero' una verifica. Sul governo dei morti viventi facciamo gli scongiuri'

Data: 06/09/2019

Il futuro del governo giallo-rosso. Conte visto da vicino. E poi gli errori di Salvini. Senza dimenticare naturalmente la sua Piacenza e le critiche piovute sulla Giunta Barbieri. Tommaso Foti, deputato e vice capogruppo vicario alla Camera di Fratelli d'Italia, è un fiume in piena e non fa sconti a nessuno.

Onorevole, partiamo da Roma e dal nuovo governo 5 Stelle-Pd. 
Il varo del governo dei "morti viventi" in realtà era prevedibile. Per come è nata la crisi e per il periodo in cui è stata aperta, chi aveva il terrore delle elezioni ha dovuto fare di necessità virtù e quindi tutto il possibile per evitare il ritorno alle urne.

Cominciamo bene, ci spieghi i morti viventi… 
Chiamo così questo governo perché nonostante tutto fino a un mese fa il Pd era giudicato un partito in avanzato stato di decomposizione e i 5 Stelle erano l'immagine speculare dei dem.

Perché Salvini ha sbagliato i tempi della crisi? 
Se l'avesse aperta subito dopo le Europee, al 99% questo gioco a rincorrere la poltrona non ci sarebbe stato, perché nessuno avrebbe avuto quantomeno l'alibi della legge di Bilancio e dell'evitare l'esercizio provvisorio dei conti del Paese. Ma c'era anche un'altra soluzione…

Quale? 
Salvini poteva aspettare a dicembre; nel momento in cui non fosse passata la sua flat tax avrebbe potuto comunque approvare la legge di Bilancio per senso di responsabilità; ma poi, proprio per l'assenza della flat tax, avrebbe potuto staccare la spina al governo. Nel frattempo il Pd dall'opposizione si sarebbe scagliato contro questa legge di Bilancio. E dopo averla avversata in tutti i modi, abbracciare i 5 Stelle per i dem sarebbe stato un bel problema.

E allora, come spiega la crisi ad agosto? 
Banale che sia, Salvini si è fidato della parola di Zingaretti, del suo "mai al governo coi 5 Stelle". Così siamo al punto che la sua vicesegretaria piacentina Paola De Micheli, dopo aver apostrofato i grillini con parole di fuoco fino a meno di un mese fa, adesso va a fare il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti con loro.

Non le fa gli auguri? 
Gli auguri si fanno a tutti, ma in un governo di questo tipo valgono più gli scongiuri.

Ha incontrato il premier Conte, definito da Di Maio una perla rara; che impressione le ha fatto? 
Al di là dell'impressione sul piano personale e del rispetto dovuto al suo ruolo istituzionale, dico che Giano Bifronte a confronto di Conte è un dilettante allo sbaraglio. Non si può essere buoni per tutte le stagioni anche da figura "terza". Se comunque fai il capo di una maggioranza, e il presidente del Consiglio è tale, poi non puoi fare il capo di una maggioranza opposta. Se invece Conte è il leader dei 5 Stelle, come i socialisti di una volta i grillini hanno scoperto i due forni, passando dalla Lega al Pd. Ma allora addio al movimento antagonista che voleva portare la rivoluzione nella politica.

Che cosa sono diventati i 5 Stelle? 
Semplice, un partito di politicanti: frequentate le stanze del palazzo, hanno preso il lezzo del potere. E oggi con il Pd si delinea un'alleanza di tipo politico; un'alleanza pericolosa, perché non ha legittimazione elettorale, tra la sinistra dei salotti e quella dei gilet gialli. I primi ad essere traditi? Proprio gli elettori di 5 Stelle e Pd, che non hanno potuto dire la loro nelle urne su questa svolta a 180 gradi dei due partiti che fino a ieri erano acerrimi nemici e si prendevano a pesci in faccia.

Il futuro di questo esecutivo giallo-rosso? 
Temo che sia un governo che duri. Almeno fino all'elezione del nuovo presidente della Repubblica nel 2022. 

Bruxelles, sotto pressione per la crisi tedesca, potrebbe dare una mano, allargando i cordoni della borsa? 
Guardi, di un beneficio che potrebbe arrivare dall'allentamento dei vincoli di bilancio europei ne avrebbe goduto anche un governo diverso. Il problema è un altro… 

E cioè? 
Bisogna capire se questa opportunità verrà utilizzata per una politica di investimenti che poi attraverso un aumento del Pil riduca il nostro enorme debito pubblico, oppure se le risorse verranno utilizzate per la spesa corrente, come tante mance elettorali che invece faranno peggiorare ancora i conti pubblici dell'Italia.

Da Roma passiamo a Piacenza: la Giunta Barbieri è in crisi o no? 
Non credo; è solo una Giunta che risulta antitetica al pensiero unico per le forze politiche che la sostengono. La storia insegna che le amministrazioni hanno sempre tre fasi. La partenza, con annessa luna di miele con i cittadini che dura dai 6 ai 9 mesi. Poi c'è la seconda, quella del riposizionamento, dove sembra che tutto crolli nel momento in cui tu stai costruendo gli atti che avevi nel programma. E poi arriva la fase finale del mandato, dove ci si riprende perché i cittadini cominciano a vedere i risultati dell'azione di governo della città. 

Oggi dove siamo? 
Alcune decisioni sono state prese; ma invece, anche dal punto di vista mediatico, si fa finta che non sia successo niente. Ad esempio? Il problema dei rivi urbani è stato risolto. Il problema dell'individuazione dell'area del nuovo ospedale, su cui tutti erano pronti a fare i processi alle intenzioni, è stato affrontato e risolto bene, senza dare all'opposizione la possibilità di eccessive critiche.

Come vede lo sviluppo dell'area attorno al nuovo ospedale? Deve nascere anche una nuova fetta di città o è giusto ci sia solo il nosocomio come nel caso di Vaio a Fidenza? 
Mi pare che il modello individuato, con buona pace della sinistra piacentina che non mette il naso fuori dalla città, sia simile non solo a quello di Fidenza, ma anche di Cesena, Ferrara o Ancona. 

Quindi gli imprenditori si mettano tranquilli, nascerà un ospedale senza niente attorno… 
Premesso che non siamo in una landa desolata, visto che per esempio l'area prescelta è a poche centinaia di metri dall'Università Cattolica, lì non vedo grandi possibilità di nuove espansioni almeno sotto il profilo abitativo. Così come non le vedo nel resto della città, a parte una rigenerazione urbana e fatte salve le ultime aree dismesse partite proprio con la Giunta Barbieri.

Di quali aree sta parlando? 
Penso all'Infrangibile con l'ex Manifattura tabacchi. Una riqualificazione importante, partita dopo anni di stop e progetti mai decollati. Poi ci sono altre iniziative di completamento urbanistico in movimento, come nel caso dell'ex Unicem, con una ricucitura organica di una parte di città. E prima o poi sarà anche il turno dell'ex Camuzzi. 

E sull'area di Terre Padane? C'è chi teme un'eccessiva cementificazione… 
I piani urbanistici non hanno l'obbligo di essere eseguiti dalla a alla z, e comunque parliamo sempre, come all'Infrangibile, di cubature inferiori alle attuali. Senza dare spazio a speculazioni, non dimentichiamo però che qui si parla di un'area critica, che sotto il profilo ambientale dev'essere risanata pesantemente, con una bonifica dei terreni, come ha sottolineato anche l'Arpa. 

I critici della Giunta Barbieri parlano di tanti pezzi di un puzzle, ma senza un'idea organica di città. 
Guardi, le rispondo così: è una critica che sento fare alle amministrazioni in carica da quando non ancora ventenne sono entrato in Consiglio comunale nel 1980. E quando si parla di un'idea di città bisogna considerare anche che i parametri di riferimento cambiano: pensi per esempio alla logistica, a quello era, che è diventata e alle opportunità che può offrire a Piacenza. 

Ci spieghi…
È uno dei pochi settori dove possiamo andare ad eccellere. Anche in termini occupazionali: qualcuno continua a pensare che la logistica sia fatta solo da facchini, ma i dati dicono altro. La logistica 3.0 sarà un'attività più da operatori che controllano macchinari che da addetti che lavorano con le braccia. E guardi che i poli logistici oggi stanno diventando capaci di attirare anche le attività manifatturiere, con tutto quello che ne consegue per lo sviluppo economico, sociale e formativo del territorio che li ospita. 

Oltre a ferro e gomma, Piacenza nella logistica potrebbe giocare anche la carta del trasporto fluviale sul Po con la nuova conca di Isola Serafini. 
Sul Po bisogna ragionare in chiave nazionale e ambientale, guardando per esempio a cosa hanno fatto gli inglesi sul Tamigi che era considerato un fiume morto. Prima però va garantita la navigabilità sul Po, e poi si può lavorare sul resto. Insomma, si fa l'autostrada e dopo si aprono i caselli per gestire il traffico. 

Torniamo alla Giunta Barbieri: quali sono le sfide che deve affrontare da qui a fine mandato? 
Non intendo sostituirmi né alla Giunta né al Sindaco. Dico solo che c'era un programma realistico e bisogna fare una verifica su cosa di quel programma può essere ancora messo in cantiere e realizzato, e quali modifiche servono su temi che in una società in divenire magari sono cambiati o passati in secondo piano.

Come la pensa sul dibattito che si è acceso sull'area dell'ex laboratorio Pontieri e della Caserma Nicolai? 
Dico che chi si avventura in queste valutazioni prima dovrebbe chiedere al ministero della Difesa quanto verrebbe a costare un'operazione del genere. Chi pensa che tutto potrebbe essere trasferito all'Artale, guardi ai 4 condomini per il personale militare che da dieci anni sono ancora al grezzo. La Difesa da operazioni del genere si aspetta un bel pacchetto di milioni. Quindi, prima si creano le condizioni di appetibilità della Nicolai e poi si può valutare. Io punterei su altre priorità… 

Quali? 
Io nel breve periodo vedo più realizzabile una soluzione che permetta di recuperare una parte del vallo di via XXIV maggio e, se fosse possibile, di creare un'enclave che consenta alla città di acquisire il Castello farnesiano, chiudendo la parte del parco delle mura che è rimasta incompleta. Dopodiché, anche su via XXI aprile potrebbe avere un senso pensare a una pista ciclabile sempre verso le mura. 

Un'ultima domanda: cosa ci dice sul caso Caruso? 
Il tribunale del popolo si è già pronunciato, ma quello che vale è il pronunciamento del giudice adito.

Corriere Padano

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl