Rassegna Stampa

Fratelli d'Italia, che boom - In tremila per Bignami 'Mandiamo a casa il Pd'

Data: 08/09/2019

AL SAVOIA APPLAUSI ALLA MELONI 
Fratelli d'Italia, che boom 
In tremila per Bignami «Mandiamo a casa il Pd» 
«E COME se non me ne fossi mai andato». 

Sembrava fosse lì il papà Marcello, con quegli insegnamenti sul non mollare mai e accorciarsi le maniche che Galeazzo Bignami ha ricordato. Lavorare, stare in mezzo alla gente. Ieri ce n'erano tante, tantissime, di persone alla convention del Savoia Hotel di Fratelli d'Italia. La sala più grande gremita, oltre duemila persone, con 1.000 in più fuori con il collo stirato per guardare da lontano qualcosa che sta rinascendo con vigore. Scene di entusiasmo e alla bisogna, i ritardatari hanno dovuto suonare ai casolari confinanti con il Savoia. «Signora, posso parcheggiare qui davanti casa sua?». Il richiamo della Destra bolognese ha visto Giorgia Meloni portata in trionfo assieme a Galeazzo, un abbraccio forte per il ritorno a casa. Politicamente uno scatto in avanti notevole per Fdi, che ha lanciato pubblicamente la sfida a Stefano Bonaccini al grido di «Mandiamoli a casa». Una sfida che ha una connessione sentimentale con il passato: in prima fila c'è la signora Egle Guazzaloca, il sindaco che per primo mandò a casa i comunisti. Di fianco a lei l'assessore alla Cultura dell'epoca, Marina Deserti, e poi sul palco Marco Lisei, Francesco Sassone, Tommaso Foti, Ylenia Lucaselli e Ignazio La Russa. La fiamma ha ripreso quel vigore che a Bologna non si vedeva da tempo. 

«LA BATTAGLIA si fa dura ed è giusto schierarsi in maniera netta e coerente — ha sottolineato Bignami, fuoriuscito da Forza Italia —. Tra gli alleati, Giorgia Meloni è stata sempre l'unica a dire che esiste solo il centrodestra, perché l'unico contratto di governo con gli italiani è quello che è stato sottoscritto mettendo una croce alle elezioni». Per Giorgia Meloni, il candidato di Fratelli d'Italia per la Regione resta Alessandro Meluzzi. In attesa del tavolo nazionale. «Per Fdi più che partire dal partito che deve indicare il candidato, penso si debba partire dal tipo di programma che si vuole portare avanti. Dobbiamo liberare l'Emilia-Romagna da un sistema di potere consolidato».

Resto del Carlino Bologna

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