Rassegna Stampa

Fratelli d'Italia: 'Contro il governo raccolta firme e protesta di piazza'

Data: 30/08/2019

Foti: «Il nuovo esecutivo nasce da un intento preciso: salvare le regioni rosse» E dà appuntamento domani a Pecorara

«Questa ha tutta l'aria di essere un'alleanza stretta unicamente per impedire che regioni tradizionalmente rosse - Emilia Romagna, Umbria, Marche e Toscana - cambino colore». L'onorevole Tommaso Foti dà la sua interpretazione all'accordo tra M5s e Pd, dal quale prenderà vita il nuovo governo, che a suo avviso contempla motivazioni di più marcato interesse regionale che nazionale. E senza perdere tempo, per contrastare quello che definisce «un inciucio» chiede agli italiani e ai piacentini di scendere in piazza, lanciando una raccolta firme il cui obiettivo è il ritorno immediato alle urne. Fresco della visita a Mattarella, in quanto parte della delegazione che insieme a Giorgia Meloni ha incontrato il presidente nelle consultazioni di questi giorni, Foti ha commentato con i consiglieri regionali Giancarlo Tagliaferri e Fabio Callori la nascità della nuova coalizione di governo, chiamando a raccolta coloro che a questa si oppongono, cominciando dalla Festa di Pecorara in programma domani alle 18. «È stato consegnato il Paese a chi non ne aveva titolo - dice Foti - un partito come il Pd, che è anni che perde tutte le elezioni, si trova ora al centro del gioco politico». Proprio nei minuti in cui Mattarella nella capitale affidava a Conte l'incarico di governo, i rappresentanti di Fratelli d'Italia facevano sapere che «è già partita la raccolta firme per richiedere subito le elezioni», ricordando come il primo appuntamento nazionale di dissenso rispetto alla neoformata alleanza giallorossa si svolgerà in Alta Valtidone. «La "Festa Tricolore" di Pecorara - dice Foti - non cambierà il suo format, ma considerato quanto sta accadendo in queste ore sarà la prima occasione possibile, su tutto il territorio nazionale, per scendere in piazza e fare ascoltare la propria voce». Affermazione che echeggia quella di Giorgia Meloni, che direttamente dalla Loggia alla Vetrata del Quirinale si è appellata alla piazza. «Ci sarà anche una manifestazione nazionale nel giorno del voto di fiducia - continua il parlamentare piacentino - quando l'appuntamento sarà all'esterno di Montecitorio, dove ci auguriamo saranno presenti tutti coloro che sono in disaccordo con questo governo, non solo i sostenitori di Fratelli d'Italia. Ricordiamo poi che Conte, come da prassi, ha accettato con riserva e noi speriamo ancora possa non rifiutare l'incarico». Riguardo al primo vagito della maggioranza Pd-M5s, che ogni ora che passa è sempre più probabile, l'idea di Foti è precisa: «Mentre l'accordo tra Salvini e Di Maio è saltato perché gli opposti non si conciliano, nella nuova esperienza che ci apprestiamo a vivere ci troviamo d'innanzi alla sinistra elitaria che si gemella con la quella protestataria». Poi, a chi gli fa notare la forte connotazione di sinistra di quello che sarà presumibilmente il nuovo esecutivo, si affida aun gioco di parole: «Più che di sinistra, lo vedo sinistro» dice regalando un sorriso di fiele. Per descrivere l'accordo tra Pd e M5s, Fratelli d'Italia adopera termini quali «inciucio» e «papocchio», ma lo fa senza manifestare particolare stupore. Così almeno Giancarlo Tagliaferri: «Le prove generali si erano viste già in Regione, con la commissione su Bibbiano fatta con Cinque Stelle, Pd e Sinistra Italiana». «Noi - dice invece Fabio Callori - siamo l'unico partito che ha le mani libere e può parlare a testa alta. I cittadini ci chiedono di fare qualcosa contro questo governo che nessuno ha votato».

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