Rassegna Stampa

I sindaci: 'Conte ci ha ascoltati' - Mugugni a destra: 'Atto dovuto'

Data: 15/05/2020

I 17,6 MILIONI AL TERRITORIO / LE REAZIONI POLITICHE

Tra i primi cittadini prevale la soddisfazione per le risorse assegnate. Critiche sui criteri

Soddisfazione nel centrosinistra «per lo sforzo importante» messo in campo dal governo Conte in favore del nostro territorio. Qualche mugugno nel centrodestra dove c'è chi - è il caso ad esempio del deputato di Fdi Tommaso Foti - si aspettava più risorse. Ma tutto sommato anche tra gli oppositori dell'esecutivo giallorosso prevale un certo grado di appagamento. Il tema di discussione sono i 17,6 milioni di euro toccati a Piacenza come stanziamento straordinario per l'emergenza Coronavirus. La cifra totale di 200 milioni è stata ripartita tra le cinque province più afflitte dall'epidemia (oltre a Piacenza, le lombarde Cremona, Brescia, Bergamo e Lodi) seguendo un criterio demografico e non di danno economico subito. «E' vero che le risorse non bastano mai, ma tutti questi soldi Piacenza non li ha visti nemmeno per il nucleare...». commenta Massimo Castelli, presidente Anci piccoli comuni e sindaco di Cerignale. «Se devo fare un appunto - aggiunge - in questi casi oltre al criterio demografico andrebbe seguito anche quello della superficie territoriale. E addirittura avrei inserito un vincolo maggiore per i comuni su come spendere questi soldi». Anche per la collega Patrizia Calza, sindaca di Gragnano, è «un segnale importante per il nostro territorio e per quelli più colpiti» scrive su Fb augurandosi che «gli altri territori ora non si mettano per traverso». «E' una vita che i nostri Comuni sovvenzionano Fondi di solidarietà a favore di altri Comuni "svantaggiati" (forse anche peggio amministrati) e per anni la nostra Provincia ha elargito risorse proprie per evitare il default di altre Province dai bilanci disastrati. Ora tocca al nostro territorio ricevere. Non fate scherzi». Il sindaco di Fiorenzuola Romeo Gandolfi, centrodestra, ricorda che nell'incontro di due settimane fa con il premier Conte in prefettura «gli avevo detto che dalle nostre previsioni con la ragioneria stimavamo una perdita di un milione. Ci arrivano 940mila euro, una cifra che collima con le nostre richieste. Possiamo dire che è un bell'aiuto». «Accolgo molto positivamente la notizia - dice la consigliera regionale Pd Katia Tarasconi -, ma è il come spenderli e il come farli arrivare a chi ne ha bisogno il tema importante. Nessun governo ha avuto la possibilità di avere così tante risorse da spendere in passato. L'obiettivo è attrezzarsi per far sìche questi soldi abbiano un tempo di erogazione certo. Sui tempi si gioca tutto». Per i consiglieri regionali leghisti Matteo Rancan e Valentin Stragliati «è sempre un bene quando arrivano soldi per il nostro territorio, tanto più in un momento buio e difficile come quello che stiamo attraversando. Ora ci aspettiamo che le amministrazioni piacentine possano spenderli quanto prima, e li possano utilizzare in interventi strutturali, con l'avvio di opere e cantieri, idonei a far ripartire l'economia» scrivono. Rivendicano il fatto che questo stanziamento arriva in risposta a un ordine del giorno specifico presentato dall'onorevole leghista, Elena Murelli». Subito dopo però chiamano in causa la Regione. «Dopo il Governo, a questo punto, chiediamo che anche la Regione, adesso, faccia la propria parte e dia seguito, coi fatti, alle promesse fatta dal governatore Stefano Bonaccini, che aveva addirittura parlato di un bazooka di investimenti da 14 miliardi di euro». Lo definisce un «atto dovuto» il consigliere regionale Fdi Giancarlo Tagliaferri. «Assieme a altre quattro province lombarde siamo stati il territorio più colpito dall'emergenza in termini di contagi, vittime e ricadute sul sistema ospedaliero ed socio-economico. Direi quindi che si tratta di un atto dovuto e bene ha fatto il Governo a ribadire le promesse che aveva fatto il presidente del Consiglio nel corso della sua visita a Piacenza. La nostra provincia è da sempre considerata periferica dalla Regione che ne ha sempre trascurato aree fondamentali di intervento. Ci auguriamo che i tempi per l'arrivo di queste risorse siano brevi perché i comuni sono in sofferenza e devono potersi organizzare». Il più critico è Foti: «Il criterio di ripartizione dei fondi secondo la popolazione è sicuramente il più facile, non di certo il più equo. Siamo una città martire che ha affrontato una tempesta sanitaria con dignità, senza piagnistei. Ci si è rimboccati le maniche, cercando di limitare, per quanto possibile, i danni. Chi aveva messo in conto l'arrivo di una pioggia di milioni sul nostro territorio rimarrà di certo deluso». Il parlamentare Fdi è però tornato a suggerire al governo di cogliere l'occasione per risolvere alcune partite rimaste sospese. Ex Pertite; l'area del Vallo che corre lungo via XXIV Maggio e il Castello Farnesiana «che potrebbero essere trasferiti in un minuto al comune di Piacenza»; la realizzazione di un progetto pilota di nuovi edifici scolastici accanto al Laboratorio Pontieri; i 9 milioni del Bando Periferie; e la realizzazione di un collegamento stradale a nord, evitando così che l'asse via XXI Aprile - via Emilia Pavese svolga di fatto la funzione di tangenziale.

Libertà  

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl