Rassegna Stampa

Il decreto Conte non basta 'Misure ad hoc per Piacenza'

Data: 23/03/2020

Per la sindaca Barbieri urgono provvedimenti più restrittivi 
Foti: «Istituire la zona rossa»

La realtà di Piacenza non è certo meno grave di quelle di Bergamo, Brescia e Cremona. Come nelle tre città lombarde, anche da noi il coronavirus sta seminando morte e disperazione con numeri sempre più allarmanti in fatto di vittime e contagi. E' per questo che anche ieri la sindaca Patrizia Barbieri, dopo aver già insistito sabato col Presidente del Consiglio Conte telefonicamente, è tornata alla carica con la Regione per avere «misure di contenimento ad hoc» per la nostra città. Se possibile anche più restrittive rispetto a quelle dell'ultimo decreto che il premier ha annunciato sabato sera alla nazione. In base al nuovo provvedimento (che entra in vigore da oggi fino al 3 aprile) le attività professionali possono continuare, sono sospese soltanto quelle produttive. Restano aperte le attività di studi legali, ingegneria, i call center, attività finanziarie e assicurative, uffici postali, edicole, ingrosso di carta e agenzie di distribuzione di giornali, riviste e libri, gli alberghi. Rimangono aperti anche vetrerie, fabbricazione di articoli di gomma e plastica, macchine per agricoltura, confezioni di vestiti da lavoro, meccanici, rivenditori di pezzi di ricambio per auto, i corrieri per la consegna dei pacchi, gli studi di consulenza gestionale, architettura e ingegneria, i trasporti. Non è detto che tutto ciò basti per contenere il dilagare del contagio nel nostro territorio. Ma per avere un "modello Piacenza", o quanto meno provvedimenti che si avvicinino a quelli assunti dalla Lombardia, occorrerà ancora attendere. Quella di ieri è stata una giornata di grande lavoro ma interlocutoria. Per la prima cittadina, sempre in isolamento, ore e ore trascorse tra videoconferenze: col presidente Stefano Bonaccini, col prefetto Maurizio Falco, con i sindaci piacentini. Contatti anche con il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti e quello di Parma Federico Pizzarotti. «Volevamo avere davanti i contenuti del decreto nazionale per capire chi può lavorare e chi deve chiudere, per poi muoverci di conseguenza, ma l'abbiamo ricevuto solo nel pomeriggio» ha spiegato la sindaca. Questa mattina tornerà a collegarsi con i colleghi alle 8,30 e con Bonaccini alle 9,30 per un'altra «giornata molto importante». Intanto ieri il parlamentare di Fratelli d'Italia Tommaso Foti è tornato a chiedere con forza la chiusura totale di Piacenza. «Piaccia o meno, Piacenza - città e provincia, così nessuno equivoca - per almeno una decina di giorni va messa in "zona rossa" e cioè chiusa, ma per davvero» ha scritto su Fb. «Basta prese in giro» . Non si deve più perdere tempo perché «la lettura di alcuni dati ci dice non solo che nel nostro territorio la situazione è molto grave». «Una situazione che dovrebbe indurre all'adozione immediata di provvedimenti drastici che nella nostra Regione sono stati assunti per il solo comune di Medicina». 

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