Rassegna Stampa

In 250 ricorrono in Tribunale contro Amazon. 'Mai assunti i lavoratori interinali in esubero'

Data: 12/01/2019

Le organizzazioni sindacali hanno annunciato la causa legale «L'Ispettorato del lavoro e il Ministero erano stati chiari a giugno»

Almeno 250 ricorsi contro il gigante Amazon stanno per arrivare soprattutto da lavoratori della Valtidone al Tribunale di Milano, dove l'azienda ha sede legale, e a quello di Piacenza, dove si trova il magazzino di Castelsangiovanni. A presentarli, entro il termine del 15 febbraio, sarà parte dei lavoratori interinali che, dal dicembre 2017, aspetta si tenga fede a quanto aveva affermato, a seguito di controlli, l'Ispettorato del lavoro: "Amazon dovrà assumere a tempo indeterminato questi lavoratori", era infatti stata al tempo la decisione nei confronti del colosso.

Ma cos'era successo? 
Il caso: a Castelsangiovanni (il polo più grande d'Italia dell'e-commerce, il commercio cioè tramite quel grande magazzino virtuale chiamato Internet) erano stati trovati troppi lavoratori somministrati, precari. Un esubero riscontrato precisamente tra luglio e dicembre 2017, concentrato soprattutto in occasione di eventi da "delirio" commerciale come il Black Friday. Stando ai risultati della vigilanza forniti a giugno 2018 dal Ministero del lavoro, la necessità di braccia aveva trovato risposta in 1.308 contratti di lavoro interinale nel centro di Castello, poi diventati mesi dopo 1.951 (lo aveva chiarito il sottosegretario del lavoro Claudio Cominardi rispondendo a un'interrogazione di Tommaso Foti di Fratelli d'Italia), 844 in più rispetto ai 444 permessi dalla normativa. 

La reazione di Amazon 
Quei numeri, considerati come contratti, non come persone, non sono mai stati accettati come reali da Amazon: «Ancora nessuno è stato assunto», hanno sottolineato le organizzazioni sindacali, Cgil, Cisl  Uil e Ugl. «L'azienda non solo ha impugnato il provvedimento, ma ha anche fatto sapere che non ne risponderà fino alla decisione del Tribunale»

Entro giugno le udienze 
Da qui la decisione dei sindacati di procedere ai ricorsi, che saranno protocollati entro la prossima settimana suddivisi sulla base del periodo di assunzione. Entro l'estate, giugno, i giudici dovrebbero celebrare le udienze. Uiltucs avrebbe pronte decine di ricorsi; Filcams-Cgil, con Nidil, ne ha formalizzati già una ventinae nei prossimi giorni ne presenterà un'altra cinquantina. Da Ugl terziario si attendono altre decine di atti, tra i 50 e i 100. Numeri analoghi, circa 70, da Fisascat-Cisl. 

Entro il 15 febbraio 
Attenzione sui tempi del decreto 81 del 2015. Nell'articolo 39 se un'azienda, Amazon compresa, viola i limiti dei contratti di lavoro precari previsti, si apre una finestra di 60 giorni di tempo per rivendicare la posizione lavorativa a tempo indeterminato con l'utilizzatore (cioè l'azienda). Dopo, ci sono altri 180 giorni di tempo per fare ricorso al Tribunale del lavoro. Tempo scaduto quindi? No, perché l'Ispettorato ha appunto reso pubblici solo a giugno 2018 gli esiti delle verifiche, le quali si erano concretizzate dopo lo sciopero sindacale dei lavoratori. Sono scattati dunque subito le richieste per tentare un accordo, poi sfumato (almeno un centinaio di richieste spedite dalla Cgil, ad esempio). Adesso si procede alla formalizzazione dei ricorsi. Intanto, viene spiegato dai sindacati, Amazon al momento se l'è cavata con una multa da mille euro. «Praticamente una pacca sulla spalla», dicono. Un anno molto difficile precisa Fiorenzo Molinari di Filcams: «È stato come dire ai lavoratori che avevano un biglietto vincente della lotteria ma non avrebbero potuto ritirarlo. Nei loro occhi abbiamo visto sconforto, amarezza. Avere un contratto di lavoro è fondamentale per poter ragionare sul proprio futuro, per fare progetti. Purtroppo abbiamo dovuto dire ai lavoratori che quel Tweet dell'Ispettorato, dove si chiedeva ad Amazon di assumerli, non era propriamente così...».

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TommasoFoti
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