Rassegna Stampa

Intervista a Stefano Candiani - 'Aeroporto, manca una domanda'

Data: 20/07/2019

«Aeroporto, manca una domanda» 
Il sottosegretario: «Niente vigili del fuoco finché non rientra nel piano nazionale» 

SENZA i vigili del fuoco non si può volare: lo dice la legge. Ma lo Stato ha risposto alla nuova società di gestione che non può farsi carico della spesa per gli uomini necessari a garantire la sicurezza nello scalo. Infatti, per ottenere questo tipo di sostegno pubblico occorre essere inseriti nel piano nazionale degli aeroporti, redatto nel 2015 quando la Seaf era già fallita e il Ridolfi era già chiuso. All'epoca, il governo e la Regione Emilia-Romagna concordarono che Forlì avrebbe potuto essere re-inserita. Ma al momento, a quanto pare, così non è. Il punto è delicato e attorno a questo si è aperta anche una polemica politica. Marco Di Maio, deputato Pd, ha attaccato il ministro dell'interno e leader della Lega Matteo Salvini per non aver dato il via libera alle forze dell'ordine. Jacopo Morrone, sottosegretario del Carroccio, sostiene che la decisione non è politica ma tecnica. 

RIMPALLO TRA MINISTERI 
GLI INTERNI CHIAMANO IN CAUSA I TRASPORTI: «IL RIDOLFI DEVE FARE DOMANDA PER ESSERE CONSIDERATO DI NUOVO AEROPORTO DI 'SERIE A'» 

Candiani, 47 anni, dal 2002 al 2012 è stato sindaco di Tradate in provincia di Varese, poi segretario provinciale della Lega, infine senatore nel 2013. Rieletto nel 2018, da circa un anno il segretario del Carroccio Matteo Salvini l'ha voluto con sé al ministero dell'Interno. È lui (al centro nella foto) ad avere la delega relativa ai vigili del fuoco, oggi decisivi per la riapertura dell'aeroporto Ridolfi. 

Candiani, ha incontrato gli imprenditori romagnoli della società di gestione F.A. srl? 
«Qualche giorno fa». 
Com'è la situazione? «Vado subito al cuore del problema, come siamo soliti fare noi lombardi e anche voi romagnoli. A noi non è stata presentata la richiesta di reinserimento dell'aeroporto nella tabella A». 
Sta parlando del piano nazionale degli aeroporti? 
«Certo. Lo Stato si fa carico delle spese per le forze dell'ordine negli aeroporti di fascia A». Forlì non c'è, non poteva esserci. E il motivo è che il piano fu scritto dopo il fallimento della società precedente e la chiusura dello scalo. 
Cosa deve fare il nuovo gestore? 
«Fare domanda. Non al ministero degli Interni, ma a quello dei Trasporti. Capisce che non è un'impuntatura mia... Ci deve essere un decreto! Un decreto del ministero dei Trasporti che stabilisce che Forlì è un aeroporto di fascia A. Non posso mandare io 64 vigili del fuoco a Forlì senza questo: come giustificherei la spesa?». 
Un passo indietro. Cosa le ha risposto F.A.?
«Che provvederanno a formalizzare questa domanda». 
Possibile che nessuno si sia posto prima il problema? 
«A dicembre l'Enac ha scritto al ministero dell'Interno una lettera in cui diceva di valutare l'opportunità...». 
E lei non pensa che sarebbe opportuno assegnare i vigili del fuoco al Ridolfi? 
«Opportunità è una parola che non esiste in giurisprudenza. O si deve fare o non si può fare. Al momento, non si può fare». 
Sulla base del passato, abbiamo stimato in 3,5 milioni di euro il costo dei vigili del fuoco per un anno. 
«Sono 44mila euro lordi per 64 persone». 
Il totale è 2 milioni 816mi1a euro. Sono tanti da sostenere per una società che ancora non può partire. 
«Sì, ma c'è scritto nel contratto di gestione. Si vada al punto F9. Il servizio anti-incendio è a carico del gestore. Se compro una macchina nuova, non posso chiedere dopo di aggiungere un optional senza incidere sul prezzo. Giusto?». 
Perché, secondo lei, si è arrivati a questo punto? 
«Credo che questo aspetto sia stato sottovalutato». 

LE REAZIONI 
La Cgil: «Salvini abbandona Forlì» 
Interrogazione di Fratelli d'Italia 

«UN PATTO per il Ridolfi per definire il cronoprogramma per l'apertura e che si occupi di qualità del lavoro, a partire delle assunzioni di chi ci ha lavorato». 
Sul caso Ridolfi interviene anche la Cgil, che sottolinea come lo scalo sia «un'infrastruttura strategica per le imprese del territorio e utile nel sistema aeroportuale regionale e anche per lo sviluppo del turismo sulla riviera». 
Il sindacato punta l'indice sul ministro dell'Interno: «manca la sua firma sul decreto per i vigili del fuoco, così facendo abbandona Forlì», e propone un incontro fra tutte le istitituzioni locali per spingere Salvini a una soluzione. 

Sulla vicenda ha presentato un'interrogazione ai ministri dell'Interno e delle Infrastrutture e dei Trasporti anche il deputato Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) allo scopo di «fare chiarezza in merito all'apertura dell'aeroporto di Forlì».

Resto del Carlino Forlì

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